Vacanze con i figli: Emilia-Romagna, Trentino, Puglia e Abruzzo le regioni più family friendly
Una ricerca di Jfc fotografa le mete italiane più adatte alle famiglie: quasi tre su quattro faranno almeno una vacanza quest'estate, spendendo in media quasi 2.000 euro.
Quasi tre famiglie su quattro quest'estate sono partite o stanno per partire con i figli al seguito. Un dato che non sorprende, ma che nasconde dinamiche più complesse: la vacanza in famiglia è diventata un mercato strutturato, con richieste precise e destinazioni che si attrezzano — o mancano di farlo — per rispondervi. A fotografare il fenomeno è una ricerca condotta da Jfc tra il 19 maggio e il 14 luglio 2026, pubblicata in anteprima dall'ANSA il 14 agosto con il titolo Il valore del turismo "family" - in vacanza con i propri figli: mercato, indotto, destinazioni.
Secondo lo studio, il 72,1% delle famiglie con bambini farà almeno una vacanza nell'estate 2026, per una media di 9,6 notti fuori casa. Complessivamente si parla di 7 milioni 855 mila nuclei familiari, capaci di generare 241 milioni di presenze turistiche. La spesa media per la vacanza principale si attesta a 1.981 euro a famiglia, in crescita del +6,7% rispetto all'estate precedente. E non è solo questione di abitudine: il 76,6% degli italiani si dice disposto a spendere di più pur di garantire ai propri figli una vacanza serena.
Le regioni che, secondo la ricerca, hanno saputo rispondere meglio a questa domanda sono quattro: Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Puglia e Abruzzo. Ognuna con un modello diverso, ma con un denominatore comune: servizi pensati davvero per chi viaggia con bambini piccoli, non solo aggiunti come optional.
L'Emilia-Romagna si conferma punto di riferimento consolidato grazie alla Riviera Adriatica, con mini club, animazione e parchi tematici. Non mancano le strutture termali adatte a tutte le età e le spiagge premiate con le Bandiere Verdi dei pediatri, un riconoscimento che certifica la sicurezza dei fondali e la qualità dei servizi dedicati ai più piccoli. Tra le mete più cercate dagli italiani su Booking.com per agosto 2026 figura anche la Riviera Romagnola.
Il Trentino-Alto Adige punta sulla montagna come alternativa al mare, con sentieri progettati per essere percorribili anche con i passeggini, parchi avventura, malghe didattiche e hotel che offrono piscine e aree gioco al coperto. Un'offerta che si rivolge a famiglie con bambini di età diverse, cercando di non sacrificare i più piccoli sull'altare dell'avventura.
La Puglia gioca invece la carta del vilaggio turistico — scelto in generale dal 33% delle famiglie italiane — spesso con formula all-inclusive, e delle masserie didattiche: contesti rurali dove i ragazzi imparano a cucinare piatti locali o semplicemente giocano tra gli ulivi. Vieste e Porto Cesareo compaiono tra le destinazioni più premiate per le famiglie nel Mezzogiorno.
L'Abruzzo è forse la sorpresa più interessante del quadro. La regione non solo è entrata a pieno titolo tra le mete family friendly, con spiagge nelle province di Teramo e Pescara dotate di hotel con animazione dedicata, ma mostra numeri da primato: nei primi sei mesi del 2026 ha registrato un +7,2% negli arrivi e un +7,7% nelle presenze rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un ulteriore consolidamento a luglio (+6,5% di arrivi, +6,7% di presenze). Dati superiori alla media nazionale.
A livello di sistema, il mercato del turismo family in Italia vale oggi 15 miliardi e 564 milioni di euro, con un potenziale stimato fino a 22 miliardi e 764 milioni qualora l'offerta riuscisse a intercettare meglio la domanda latente. Tra giugno e settembre 2026 si stimano 36,2 milioni di italiani in partenza, per un giro d'affari complessivo di circa 43 miliardi di euro. Il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha dichiarato il 19 agosto che quest'estate si sono registrate oltre 3 milioni di partenze in più rispetto ai periodi di riferimento precedenti.
C'è però un lato meno roseo. La durata media delle vacanze si è ridotta a 11 giorni complessivi, rispetto ai 14-21 giorni del passato, e il 58% degli italiani ha preferito distribuire i propri riposi in più periodi brevi — spesso soggiorni di 3-5 giorni. Uno dei freni principali restano i costi dei trasporti. E soprattutto: nel 2025 il 36,8% delle famiglie italiane non aveva potuto permettersi nemmeno una settimana di ferie lontano da casa, in aumento rispetto al 32,3% del 2024. Un dato che ricorda come, dietro i numeri in crescita, resti una quota significativa di famiglie che quella vacanza, semplicemente, non se la possono ancora permettere.