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Stifone, quaranta abitanti e duemila anni di storia: il borgo umbro dalle acque smeraldo
Foto: jonathan emili / Pexels
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Stifone, quaranta abitanti e duemila anni di storia: il borgo umbro dalle acque smeraldo

Lungo le Gole del Nera, a pochi chilometri da Narni, Stifone custodisce un porto romano, le prime centrali idroelettriche del centro-sud Italia e un paesaggio da cartolina.

La Redazione ·1 agosto 2026 16:05 ·3 min di lettura

Quarantuno abitanti censiti, una manciata di case aggrappate alla roccia calcarea, e un passato che arriva fino all'antica Roma. Stifone, piccola frazione del comune di Narni in provincia di Terni, è uno di quei luoghi che sembrano esistere al di fuori del tempo: incastonata lungo la riva sinistra del fiume Nera, a 93 metri sul livello del mare, la gola stretta e verticale che la ospita la tiene riparata dal mondo esterno e, forse, anche dall'oblio che colpisce i borghi minori d'Italia.

Il primo impatto è visivo e immediato. Le acque del Nera a Stifone cambiano colore a seconda della luce e della stagione, passando dal verde smeraldo al turchese intenso, dall'acquamarina al blu cobalto. Non è magia ottica, ma chimica: numerose sorgenti sotterranee alimentano il fiume con acque ricche di minerali — potassio, magnesio, cloruro di sodio — che ne determinano la trasparenza e i riflessi insoliti. Sopra l'acqua, le balze rocciose, la vegetazione fitta e le antiche abitazioni compongono un quadro che spiega da solo perché Stifone sia diventato negli ultimi anni una meta sempre più frequentata da escursionisti e fotografi. Chi visita il borgo nel 2026 deve però tener presente che un'ordinanza comunale vieta la balneazione nel bacino antistante il sifone della centrale ENEL fino al 31 ottobre; il bagno è consentito nel tratto del fiume a monte di quel bacino.

Ma la storia di Stifone è molto più antica di qualsiasi post fotografico. In epoca romana, questa striscia di terra lungo il Nera era il porto fluviale dell'antica Narnia — l'odierna Narni — e il punto d'imbarco per chiunque dovesse raggiungere Roma via acqua. Lo storico Tacito lo documenta con precisione: nel 19 d.C. il console Gneo Calpurnio Pisone partì proprio dal porto di Narnia per risalire il fiume verso la capitale. L'importanza strategica del sito è confermata dai ritrovamenti archeologici: nel 1969, in località Le Mole, circa 900 metri a valle del borgo, è stato portato alla luce un cantiere navale romano, con mosaici e sepolture di età imperiale nelle immediate vicinanze. Alcuni studiosi ipotizzano che le origini dell'impianto siano addirittura etrusche, con i Romani che avrebbero ereditato e potenziato infrastrutture già esistenti. In cima alla rupe che domina la gola si erge il Castello di Taizzano, la cui prima attestazione scritta risale al XII secolo, ma che era già punto di vedetta strategico in epoca pre-romana.

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Il borgo medievale che oggi si vede prese forma tra il XIV e il XVI secolo, sviluppato principalmente dalla famiglia Silori di Narni. L'abbondanza d'acqua non serviva soltanto alla navigazione: mulini come la Mola Alberti, gualchiere per la follatura della lana e ferriere sfruttavano la corrente del Nera per alimentare un'economia locale vivace. Questa vocazione idraulica raggiunse il suo apice nel 1892, quando a Stifone furono attivate due delle prime centrali idroelettriche d'Italia: una di esse fu la prima dell'intera Italia centro-meridionale, e servì anche a illuminare la città di Narni. Un primato industriale che oggi si avvia a diventare memoria condivisa: ERG Hydro ha donato al Comune di Narni l'ex centrale di Stifone, che sarà trasformata in un sito di archeologia industriale con centro visite e aule didattiche multimediali.

Tra i luoghi da non perdere durante una visita ci sono gli antichi lavatoi alimentati da sorgenti, la Chiesa di Santa Marina — con il suo portale in cotto e il campanile a vela — e i resti del Monastero di San Giovanni, noto anche come Eremo di Santa Betta. Per esplorare la zona senza fretta, il percorso ciclopedonale delle Gole del Nera, ricavato lungo il tracciato di una vecchia ferrovia, collega Stifone al Ponte di Augusto attraversando un paesaggio di rara bellezza. L'intera area delle Gole di Narni-Stifone è inoltre designata Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e rientra nella rete europea Natura 2000, con tutele specifiche per habitat prioritari e specie mediterranee.

In un'estate in cui il turismo dei borghi minori continua a crescere, Stifone rappresenta un caso quasi esemplare: un luogo che non ha mai cercato la fama, e che proprio per questo conserva intatta la sua capacità di sorprendere. Quaranta abitanti, duemila anni di storia, e un fiume che non smette di cambiare colore.

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