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San Lorenzo, il quartiere "ribelle" di Roma che il Guardian consiglia di visitare adesso
Foto: Ad Vision / Pexels
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San Lorenzo, il quartiere "ribelle" di Roma che il Guardian consiglia di visitare adesso

Il quotidiano britannico ha dedicato un lungo articolo al rione operaio vicino alla Sapienza: storia antifascista, street art e trattorie lontane dalla massa.

La Redazione ·4 agosto 2026 10:06 ·4 min di lettura

C'è un quartiere di Roma che non compare quasi mai nelle guide classiche, eppure il Guardian gli ha appena dedicato un articolo a tutta pagina. Il 29 luglio 2026, il quotidiano britannico ha pubblicato un pezzo intitolato "San Lorenzo: Rome's rebel neighbourhood shaped by resistance, art and students", presentando questo angolo della capitale come un'alternativa autentica e meno costosa al centro storico, ormai saturo di visitatori. Un invito a cambiare prospettiva che arriva in un momento preciso: Roma ha sfiorato i 23 milioni di arrivi nel 2025, trascinata anche dall'effetto Giubileo, e il 2026 si preannuncia un anno da primato.

Il Guardian descrive San Lorenzo come un quartiere che scambia la grandezza dei monumenti con murales, graffiti, ristoranti a prezzi onesti e un ritmo di vita ancora operaio. Un posto, scrivono, "trascurato" rispetto ai circuiti consueti — il che, nell'ottica di chi vuole sfuggire alla folla, è esattamente il punto. Ci si arriva a piedi dalla stazione Termini in circa venti minuti: basta attraversare viale dello Scalo San Lorenzo e il paesaggio cambia.

Una storia che si legge sui muri

L'identità del quartiere non è un'invenzione recente. San Lorenzo fu costruito nella seconda metà dell'Ottocento per accogliere la comunità operaia di Roma: ferrovieri, lavoratori delle fabbriche, famiglie che non avevano spazio nel cuore antico della città. Quella matrice popolare ha nutrito per decenni una politica di sinistra che le ha valso il soprannome di "zona rossa".

Durante l'ascesa del fascismo, il quartiere oppose una resistenza concreta. Nel 1922, nella cosiddetta Battaglia di San Lorenzo, i membri degli Arditi del Popolo — un gruppo militare antifascista — respinsero le squadre fasciste che tentavano di penetrare nel rione, costringendole a ritirarsi sotto il fuoco. Cinque mesi dopo, durante la Marcia su Roma, le strade furono bloccate con le barricate per impedire l'ingresso delle camicie nere. Un anno tra i più drammatici della storia italiana, vissuto qui in prima persona.

Il trauma più feroce arrivò però il 19 luglio 1943, quando i bombardamenti alleati distrussero ampie porzioni del quartiere e uccisero circa 1.500 residenti. Una ferita che San Lorenzo non ha dimenticato e che si porta nel tessuto urbano ancora oggi.

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Oggi quella storia sopravvive nei murales che ricoprono persiane e facciate industriali. L'artista di strada romana Alice Pasquini ha dipinto lungo un isolato di Via dei Sabelli un murale chiamato "Welcome to San Lorenzo": un benvenuto pittoresco che sintetizza bene il carattere del posto, aperto e un po' anarchico. La Fondazione Pastificio Cerere, un'ex fabbrica di pasta riconvertita in centro culturale negli anni Settanta, è diventata nel tempo uno dei punti di riferimento dell'arte contemporanea a Roma.

Studenti, trattorie e un cimitero che vale una visita

A dare linfa al quartiere è anche la vicinanza con l'Università La Sapienza, fondata nel 1303 e tra le più antiche del mondo. Gli studenti, gli artisti e i residenti storici convivono in un equilibrio che, secondo il Guardian, è ancora preservato nonostante la pressione turistica che caratterizza il resto della capitale.

I locali dove mangiare e bere sono descritti come genuinamente non turistici: trattorie tradizionali con prezzi accessibili, una vita notturna vivace e nessuna delle trappole gastronomiche che affollano i vicoli attorno al Pantheon. Per chi cerca autenticità più che comodità, è un vantaggio non trascurabile.

Tra i luoghi da non mancare ci sono due poli spesso ignorati dai circuiti di massa. La Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, una delle Sette Chiese Pellegrine di Roma, è un monumento paleocristiano di straordinaria importanza storica. A pochi passi si estende il Cimitero Monumentale del Verano, dove riposano Alberto Sordi, Bud Spencer e Gigi Proietti: un luogo che racconta l'anima popolare e artistica della città meglio di molte guide.

L'articolo del Guardian arriva in un contesto di sovraffollamento crescente. Durante l'Anno Giubilare si stima che circa 33 milioni di visitatori e pellegrini si siano recati in Vaticano, con una concentrazione massima tra il 21 luglio e il 10 agosto 2025, quando oltre 13 milioni di persone attraversarono Roma in poco più di tre settimane. San Lorenzo, a meno di mezz'ora a piedi dal cuore della città, resta invece un quartiere dove è ancora possibile sedersi a un tavolo senza prenotazione e camminare sul marciapiede senza fare la fila.

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