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Addio alla carta d'identità cartacea per viaggiare: da oggi vale solo la CIE
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Addio alla carta d'identità cartacea per viaggiare: da oggi vale solo la CIE

Dal 3 agosto 2026 la carta d'identità cartacea non è più valida per espatriare. Cosa cambia, cosa fare e quanto costa la nuova CIE.

La Redazione ·3 agosto 2026 22:48 ·3 min di lettura

C'è chi la conservava con cura nel portafoglio da anni, con i bordi consumati e la foto di quando si era più giovani. La carta d'identità cartacea, per generazioni documento per eccellenza di ogni viaggio all'estero, non è più valida per l'espatrio a partire da oggi, 3 agosto 2026. Non fa differenza se il documento riporta una data di scadenza futura: quella dicitura non conta più ai fini del passaggio di frontiera. Per chi parte o ha programmato di partire, l'unica alternativa alla carta d'identità elettronica è il passaporto.

Il cambiamento non è una decisione improvvisata dal governo italiano, ma la conseguenza di un obbligo europeo. Il Regolamento (UE) 2019/1157 del Parlamento europeo impone a tutti gli Stati membri standard di sicurezza più elevati per i documenti d'identità. La ragione è tecnica prima ancora che burocratica: la carta cartacea è priva della cosiddetta Machine Readable Zone (MRZ), la striscia di caratteri leggibili automaticamente dai sistemi di controllo alle frontiere, e non contiene un microchip con dati biometrici. Risultato: è più vulnerabile alle falsificazioni e incompatibile con i controlli automatizzati che ormai equipaggiano la maggior parte degli aeroporti europei.

La Carta d'Identità Elettronica — la CIE — ha le dimensioni di una carta di credito, è realizzata in policarbonato e incorpora fotografia, impronte digitali, codice fiscale e un microchip a radiofrequenza. È prodotta dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e, dal 2022, è pienamente conforme al modello europeo. Oltre a identificare il titolare, consente l'autenticazione digitale per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Chi non la possiede ancora può richiederla presso qualsiasi Comune di residenza o, per gli italiani iscritti all'AIRE, presso il Consolato di riferimento. Non è necessario aspettare la scadenza del vecchio documento: si può fare domanda in qualsiasi momento, portando una fototessera recente conforme alle norme ICAO, la carta d'identità precedente (o denuncia di furto o smarrimento e altro documento valido) e la tessera sanitaria. Gli appuntamenti si prenotano tramite la piattaforma Agenda CIE.

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Attenzione, però, ai tempi: la CIE non viene rilasciata allo sportello, ma recapitata entro sei giorni lavorativi dalla richiesta. Chi ha una partenza imminente potrebbe trovarsi in difficoltà. Il costo è di 16,79 euro più i diritti fissi stabiliti dal Comune; per il rilascio all'estero si sale a 21,95 euro, mentre in caso di furto o smarrimento all'estero il costo è di 27,11 euro. La validità dipende dall'età: tre anni per i bambini sotto i tre anni, cinque anni per i minori tra tre e diciotto anni, dieci anni per i maggiorenni. Dal 30 luglio 2026 è prevista una novità per gli ultrasettantenni: la CIE viene rilasciata con scadenza illimitata.

Per chi si trovasse sprovvisto di entrambi i documenti, i Comuni possono rilasciare un documento d'identità provvisorio, valido al massimo sei mesi e non rinnovabile. In teoria consente l'espatrio, ma con una riserva importante: non è detto che tutti gli Stati esteri lo accettino ai fini dell'ammissione nel loro territorio. Lo ha sottolineato anche Assoutenti, che ha espresso preoccupazione per i disagi potenziali su chi viaggia in questo pieno agosto, lamentando la mancanza di un'adeguata campagna informativa preventiva e il rischio concreto che documenti provvisori vengano respinti alle dogane internazionali.

Sul fronte interno, invece, la situazione è meno urgente. La carta d'identità cartacea non scaduta mantiene la sua validità in Italia per i rapporti con la Pubblica Amministrazione e per l'accesso ai servizi. Un Decreto Legge (n. 108 del 26 giugno 2026) ha esteso questa validità fino al 31 gennaio 2027 per finalità specifiche, come l'accesso a prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative, e l'esercizio dei diritti fondamentali. Il Ministero dell'Interno ha nel frattempo invitato i Comuni ad adottare misure straordinarie per smaltire l'aumento di richieste: ampliamento degli orari degli sportelli, più disponibilità di appuntamenti e liste prioritarie per i cittadini ancora in possesso del solo documento cartaceo.

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