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Perseidi 2026, la notte migliore non è il 10 agosto: ecco quando e dove guardare il cielo
Foto: Andrea Orfino / Pexels
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Perseidi 2026, la notte migliore non è il 10 agosto: ecco quando e dove guardare il cielo

Il picco delle stelle cadenti quest'anno cade tra il 12 e il 13 agosto, con Luna nuova: fino a 100 meteore l'ora in un cielo eccezionalmente buio.

La Redazione ·10 agosto 2026 16:07 ·3 min di lettura

A San Lorenzo, il 10 agosto, si alza lo sguardo per tradizione. Ma chi quest'anno vuole vedere davvero le stelle cadenti — tante, nitide, senza la concorrenza della luce lunare — farà bene ad aspettare ancora qualche giorno. Il picco delle Perseidi 2026 è atteso nella notte tra il 12 e il 13 agosto, e le condizioni astronomiche si annunciano tra le più favorevoli degli ultimi quindici anni.

Il motivo è semplice: la Luna nuova cadrà il 12 agosto alle 17:36 UTC, praticamente in coincidenza esatta con il massimo dello sciame. Un cielo senza luce lunare significa che anche le meteore più deboli diventano visibili, e nelle stime degli astronomi la resa potrebbe arrivare tra le 30 e le 100 meteore all'ora in condizioni ottimali. Una congiuntura così fortunata, spiegano gli esperti, si ripete circa una volta ogni quindici anni.

Le Perseidi non sono altro che i detriti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, scoperta nel 1862. Ogni anno, tra luglio e agosto, la Terra attraversa questa scia di frammenti: quando entrano nell'atmosfera ad altissima velocità, si surriscaldano e vaporizzano, producendo le scie luminose che noi chiamiamo stelle cadenti. Il nome dello sciame deriva dalla costellazione di Perseo, dove si trova il radiante, ovvero il punto del cielo da cui le meteore sembrano provenire per effetto prospettico. Fu l'astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli, nel 1866, a scoprire il legame tra gli sciami meteorici e le comete, studiando proprio le Perseidi e la Swift-Tuttle.

La tradizione che lega le stelle cadenti al 10 agosto ha radici antiche: si ricollega al martirio di San Lorenzo, avvenuto in quella data nel 258 d.C., e le scie luminose venivano interpretate come le sue lacrime. La poesia dell'immagine resta intatta, ma l'astronomia indica con precisione che il momento migliore per osservare sarà dalle 23:00 del 12 agosto fino all'alba del 13, con un picco ottimale tra le 2:00 e le 6:00 di notte.

Dove guardare: lontano dalle luci, vicino all'orizzonte

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Non servono telescopi né binocoli: le Perseidi si godono a occhio nudo, preferibilmente sdraiati, guardando verso nord-est dove si trova la costellazione di Perseo, oppure semplicemente verso lo zenit. L'unica vera accortezza è concedere agli occhi almeno venti minuti per adattarsi al buio. E, soprattutto, allontanarsi dall'inquinamento luminoso delle città.

In Italia i siti di osservazione non mancano. Al Nord spiccano il Parco Nazionale del Gran Paradiso in Valle d'Aosta, con il Colle del Nivolet e l'Osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy a Nus, e l'Altopiano di Asiago in Veneto. Nel centro Italia, la Piana di Castelluccio di Norcia, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è tra le mete più ambite, così come la Val d'Orcia e la Maremma toscana. Al Sud, l'Abruzzo offre alcune delle location più suggestive: Campo Imperatore sul Gran Sasso, Rocca Calascio e i Piani di Pezza sulla Maiella, dove il buio è pressoché totale.

Per chi resta a Roma o nel Lazio, le opzioni non mancano. Fuori città, Monte Livata e le zone isolate dei Monti Simbruini garantiscono cieli decisamente più bui. Chi non può o non vuole allontanarsi dalla capitale troverà comunque eventi organizzati: sull'Appia Antica, al Parco Laurentino, al laghetto dell'Eur, e nei grandi parchi cittadini come Villa Borghese, Villa Pamphili, il Pincio e il Gianicolo. Anche il litorale, tra Capocotta e Ostia, offre una discreta oscurità verso il mare aperto.

Una nota in più per chi sarà fuori nelle ore diurne del 12 agosto: la stessa configurazione di Luna nuova che regala il cielo scuro di notte produrrà anche un'eclissi solare parziale visibile dall'Italia. Una giornata, insomma, che vale la pena segnare sul calendario — e non solo per la tradizione di San Lorenzo.

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