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Il solare batte ogni record e lo fa in silenzio: ecco cosa sta succedendo davvero
Foto: Tom Fisk / Pexels
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Il solare batte ogni record e lo fa in silenzio: ecco cosa sta succedendo davvero

Dal primo terawatt in dieci anni al terzo in meno di due: la corsa del fotovoltaico globale è la più rapida della storia energetica. E l'Italia non è rimasta a guardare.

La Redazione ·4 settembre 2026 16:08 ·4 min di lettura

Ci sono rivoluzioni che si annunciano con fanfare e rivoluzioni che avanzano piano, quasi di nascosto, finché non sei costretto ad alzare la testa e guardarle in faccia. Quella del solare fotovoltaico appartiene alla seconda categoria. I numeri raccontano una storia che stenta a trovare spazio nelle conversazioni quotidiane, eppure è tra le più rilevanti di questo decennio.

Per raggiungere il primo terawatt di capacità solare installata a livello mondiale ci sono voluti dieci anni: la soglia dei 100 gigawatt era stata superata nel 2012, quella del terawatt è arrivata nel 2022. Il secondo terawatt ha impiegato meno di tre anni — era fine 2024. Il terzo è stato raggiunto all'inizio del 2026, in meno di due anni dal precedente traguardo. La curva, in altri termini, non sta solo crescendo: sta accelerando.

Nel solo 2024 sono stati installati 597 gigawatt di nuova capacità solare nel mondo, il 33% in più rispetto all'anno precedente. Gli investimenti globali nel fotovoltaico hanno toccato quota 554 miliardi di dollari, con un aumento del 49%. Nel 2025 si è fatto ancora meglio: 664 gigawatt di nuove installazioni, un primato assoluto, e una produzione globale di 2.778 TWh, in crescita del 30% su base annua. Sempre nel 2025, il solare ha coperto il 75% della nuova domanda mondiale di elettricità, e — fatto che merita di essere sottolineato — per la prima volta nella storia moderna l'intera crescita della domanda elettrica globale è stata soddisfatta da fonti rinnovabili, senza bisogno di bruciare un metro cubo in più di gas o una tonnellata in più di carbone.

All'origine di questa espansione c'è una dinamica di costo che non ha precedenti nel settore energetico. Dal 2007 a oggi, il prezzo dei pannelli solari è crollato del 97%. Il costo dell'energia prodotta da fotovoltaico è sceso del 90% nell'ultimo decennio, rendendo il solare la fonte più competitiva sul mercato in molte aree del mondo. I sistemi di accumulo a batteria hanno seguito una traiettoria simile: meno 93% rispetto al 2010. Non si tratta di sussidi che tengono in vita una tecnologia fragile, ma di una filiera industriale che ha raggiunto maturità e scala. Ai prezzi di agosto 2025, i moduli fotovoltaici ad alta efficienza costavano circa 0,12 euro per watt-picco sul mercato all'ingrosso.

Cosa sta cambiando nel pannello che sale sul tetto

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La quantità è solo metà della storia: l'altra metà riguarda la qualità. I moduli di ultima generazione adottano architetture in silicio di tipo N — le cosiddette TOPCon e HJT — che portano l'efficienza commerciale oltre il 22,5% e riducono significativamente la degradazione indotta dalla luce nel tempo. La potenza dei pannelli in formato standard è cresciuta da 440 watt a oltre 580 watt. Sul fronte della ricerca, le celle tandem in perovskite abbinate al silicio sono indicate come la prossima frontiera, mentre per i sistemi di accumulo si studiano alternative al litio basate su sodio, alluminio e magnesio.

L'Italia, in questo contesto, non è rimasta ferma. A giugno 2026, la produzione fotovoltaica italiana ha raggiunto 6.547 GWh, il 15,7% in più rispetto allo stesso mese del 2025. La capacità solare totale installata nel Paese ha superato i 46,61 gigawatt. Il 10 luglio 2026 è stato stabilito un record di produzione giornaliera con 167 GWh. A livello europeo, nel mese di giugno il solare ha coperto il 25% dell'intera generazione elettrica dell'Unione, affermandosi per la terza volta come prima fonte mensile — dopo giugno 2025 e maggio 2026. Una tendenza confermata da Chris Rosslowe di Ember, che definisce l'ascesa del fotovoltaico europeo «stratosferica» e ben oltre qualsiasi previsione formulata anche solo cinque anni fa.

Il principale motore di tutto questo rimane la Cina, che nel 2024 ha installato 329 gigawatt — il 55% del totale globale — e nel 2025 ha raggiunto quota 382 gigawatt, pari al 57% del mercato mondiale. Proprio la concentrazione cinese porta con sé una nota di cautela: il 2026 è atteso come il primo anno con una contrazione del mercato solare globale in oltre vent'anni, con un calo stimato intorno all'8%, dovuto in larga misura a un rallentamento delle installazioni in Cina. I mercati al di fuori del paese asiatico continuano però a espandersi.

Rimane aperta una questione di equità geografica: il 90% degli investimenti nelle tecnologie di transizione energetica è concentrato nelle economie avanzate e in Cina, mentre i paesi emergenti e in via di sviluppo faticano ad accedere a quella stessa caduta dei costi che altrove ha cambiato i conti dell'energia. Non è un dettaglio secondario, se si considera che la crescita futura della domanda elettrica globale — che l'Agenzia Internazionale dell'Energia stima oltre i 29.000 TWh nel 2026 — verrà in larga parte da quelle aree del mondo.

Le proiezioni a lungo termine parlano chiaro: secondo uno studio congiunto dell'Università Leibniz di Hannover e dell'Università LUT, il fotovoltaico potrebbe fornire circa il 61% dell'elettricità mondiale entro il 2050. Bloomberg New Energy Finance stima che già entro il 2032 il solare genererà più elettricità del carbone su scala globale. Previsioni che, alla luce degli ultimi cinque anni, sembrano meno audaci di quanto apparissero quando furono formulate.

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