Lo smartphone da 100 euro sta sparendo: colpa dei chip per l'intelligenza artificiale
La corsa all'AI sta prosciugando il mercato dei chip di memoria e i telefoni entry-level ne pagano il prezzo più alto.
Per anni, comprare uno smartphone decente con meno di cento euro era una scelta possibile, diffusa, spesso consigliata a chi non voleva spendere troppo. Quell'epoca si sta chiudendo, e la causa non è una crisi dei consumi né un capriccio delle aziende: è la domanda di chip per l'intelligenza artificiale, che sta risucchiando verso i data center le stesse componenti di memoria che finivano nei telefoni economici.
Il meccanismo è semplice nella sua brutalità. I chip di memoria — DRAM e NAND, i due tipi fondamentali — vengono oggi assorbiti in quantità crescenti dall'infrastruttura AI: server, acceleratori hardware, data center che devono elaborare quantità enormi di dati in tempo reale. Questa domanda ha fatto esplodere i prezzi sul mercato globale, e i produttori di smartphone si ritrovano a pagare componenti molto più care di prima. A farne le spese sono soprattutto i telefoni di fascia bassa, quelli che operano con margini già sottili e per i quali la memoria rappresenta la voce di costo più pesante.
I numeri che emergono dalle analisi di settore sono difficili da ignorare. Secondo i dati raccolti da Gartner, i prezzi combinati della memoria potrebbero aumentare di circa il 130% entro la fine del 2026. Nel quarto trimestre del 2025 la DRAM era già cresciuta del 30%; all'inizio del 2026 è arrivato un ulteriore rialzo del 20%. Per i telefoni venduti sotto i 100 dollari, i costi della memoria potrebbero aumentare fino al 400% nel solo terzo trimestre di quest'anno. Nel secondo trimestre 2026, i prezzi dello storage sono cresciuti di oltre il 300% su base annua.
Chi produce smartphone economici ha essenzialmente tre strade davanti: alzare i prezzi, tagliare le specifiche tecniche, o riutilizzare componenti più vecchi. Molti stanno facendo tutte e tre le cose insieme. Oppo e OnePlus hanno già confermato rincari su diverse linee economiche e di fascia media. Apple, Google, Samsung, Motorola, Nothing e numerosi marchi cinesi hanno annunciato aumenti, con ulteriori cicli di rincaro già previsti. Alcuni telefoni entry-level hanno visto i loro prezzi salire di oltre il 50%.
Il mercato reagisce con la prevedibile contrazione. Le spedizioni globali di smartphone sono attese in calo nel 2026 con stime che variano tra il 12 e il 17% a seconda dell'istituto di ricerca: IDC parla di un calo record del 16,7%, Counterpoint del 14%, Omdia del 12,2%. Il segmento più colpito è quello sotto i cento dollari, con spedizioni crollate del 74,3% nel secondo trimestre del 2026. Anche il segmento sotto i 250 dollari ha perso il 16% su base annua nello stesso periodo, e le spedizioni di smartphone Android nel complesso sono previste in calo del 24,3%.
Il prezzo medio di uno smartphone a livello globale sta salendo in modo significativo. IDC ha rivisto la propria stima del prezzo medio di vendita (ASP) a 581 dollari per il 2026, con un aumento del 27,6% in un solo anno rispetto all'anno precedente. Omdia prevede un rialzo del 21%, a 565 dollari: il più grande aumento mai registrato dall'industria degli smartphone, sia in termini percentuali sia in termini assoluti.
"I consumatori stanno iniziando a pagare il conto dell'AI", ha dichiarato Francisco Jeronimo di IDC. Una sintesi efficace di ciò che sta succedendo: l'investimento massiccio nell'intelligenza artificiale ha un costo che si distribuisce su tutta la filiera, e alla fine arriva anche in tasca a chi vuole semplicemente un telefono per chiamare, fotografare e navigare.
Yang Wang, analista di Counterpoint Research, ha osservato che i costi più alti stanno spingendo i produttori a eliminare prodotti e configurazioni che non reggono più economicamente, specialmente nei segmenti di prezzo più bassi. Il segmento sotto i cento dollari viene descritto come "permanentemente antieconomico" o in piena "crisi esistenziale". Le prospettive non migliorano nel breve periodo: le analisi indicano che i prezzi della memoria continueranno a salire almeno fino al 2028, e che anche dopo quella data i prezzi medi scenderanno appena dell'1-2% all'anno.
Per chi ha sempre fatto affidamento sugli smartphone economici — una fascia di consumatori ampia, che include pensionati, studenti, famiglie con redditi bassi e chi usa il secondo telefono come dispositivo di riserva — la contrazione di questa offerta non è una questione astratta. Significa dover scegliere tra spendere di più, accontentarsi di specifiche peggiori, o tenere in funzione un dispositivo vecchio ancora a lungo. L'era in cui un telefono funzionante costava quanto una cena fuori sembra avviata verso una chiusura definitiva.