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Auto elettriche, sicure su strada ma gli incendi mettono alla prova i soccorritori
Foto: 04iraq / Pexels
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Auto elettriche, sicure su strada ma gli incendi mettono alla prova i soccorritori

Le auto elettriche si dimostrano molto sicure nei crash test e meno soggette a incendi, ma la gestione delle fiamme richiede preparazione e attrezzature specifiche.

La Redazione ·9 settembre 2026 19:48 ·5 min di lettura

La crescente diffusione delle auto elettriche sulle nostre strade porta con sé non solo promesse di sostenibilità ambientale, ma anche legittime domande sulla loro sicurezza. Molti cittadini si interrogano se questi veicoli siano davvero più sicuri delle tradizionali auto a motore a combustione interna (ICE) e quale sia il reale rischio legato agli incendi delle batterie. Per offrire un quadro chiaro e basato sui fatti, "Il Plurale Quotidiano" ha analizzato i dati più recenti, dalle valutazioni di sicurezza Euro NCAP alle statistiche sugli incendi, per capire cosa cambia concretamente per chi si mette al volante o è passeggero.

Quando si valuta la sicurezza in caso di impatto, l'organizzazione indipendente Euro NCAP applica gli stessi rigorosi protocolli a tutti i veicoli, siano essi elettrici (EV), a benzina, diesel o ibridi. I risultati sono rassicuranti: molti veicoli elettrici hanno raggiunto il massimo punteggio di 5 stelle, dimostrando un'eccellente protezione per occupanti e pedoni. Tra i modelli che hanno ottenuto le 5 stelle nei test del 2026 figurano veicoli cinesi come Geely E2, Leapmotor B05 e Aion UT, mentre tra le "Best-in-Class" del 2025 spiccano diversi EV di prestigio quali Mercedes CLA, MINI Cooper E, Tesla Model 3 e Model Y, Smart #5 e Polestar 3. Questo significa che, in caso di incidente, i passeggeri di un'auto elettrica sono protetti al pari, se non meglio, di quelli di un veicolo tradizionale.

Questa performance è spesso il risultato di caratteristiche intrinseche ai veicoli elettrici. Il baricentro più basso, dovuto alla posizione delle batterie, contribuisce a una maggiore stabilità su strada e riduce il rischio di ribaltamento. Inoltre, le auto elettriche sono frequentemente equipaggiate con sistemi di sicurezza attiva di ultima generazione (ADAS), come la frenata automatica d'emergenza, che aiutano a prevenire gli incidenti prima che accadano. A riprova di ciò, uno studio ha persino evidenziato che i tassi di richieste di risarcimento per lesioni per conducenti e passeggeri di veicoli elettrici sono stati inferiori di oltre il 40% rispetto a modelli ICE comparabili. Dal 2019, per ovviare alla loro silenziosità, tutte le nuove auto elettriche sono dotate di un sistema acustico di allerta veicoli (AVAS) per i pedoni, aumentando la sicurezza per chi si muove a piedi. I protocolli Euro NCAP del 2026 hanno ulteriormente affinato le valutazioni, introducendo test con manichini di diverse corporature, valutando l'efficienza degli ADAS e includendo protocolli di sicurezza post-incidente, come l'isolamento della batteria. Sebbene alcune analisi suggeriscano una frequenza di incidenti leggermente superiore per le auto elettriche a causa della rapida accelerazione, altri studi non rilevano differenze significative o indicano un tasso inferiore, mostrando un dibattito ancora aperto su questo specifico aspetto.

La questione degli incendi è forse quella che genera maggiore apprensione tra il pubblico. I dati disponibili, tuttavia, dipingono un quadro rassicurante: le auto elettriche hanno una probabilità statisticamente inferiore di incendiarsi rispetto ai veicoli con motore a combustione interna. Negli Stati Uniti, le statistiche indicano circa 25 incendi ogni 100.000 veicoli elettrici, contro circa 1.530 incendi ogni 100.000 auto a benzina o diesel. Questo si traduce in un rischio circa 60 volte inferiore per le EV. Dati simili provengono dalla Svezia, dove l'agenzia per la protezione civile (MSB) ha registrato circa 4,5 incendi ogni 100.000 veicoli elettrici o ibridi, a fronte di oltre 60 incendi ogni 100.000 veicoli per l'intero parco circolante. Ciò significa che le auto termiche sono circa 13-14 volte più propense a incendiarsi rispetto ai veicoli elettrificati considerati in Svezia. È importante considerare che il parco auto elettriche e ibride è mediamente più recente, il che può influenzare le statistiche comparative con veicoli termici più datati e soggetti a maggiore usura.

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Tuttavia, sebbene meno frequenti, gli incendi che coinvolgono le batterie agli ioni di litio delle auto elettriche sono spesso più complessi, più lunghi e più difficili da estinguere. La difficoltà risiede nel fenomeno del thermal runaway, una reazione a catena in cui una cella danneggiata o surriscaldata provoca un rapido aumento della temperatura, coinvolgendo le celle adiacenti. Le batterie possono autoprodurre ossigeno, rendendo il fuoco auto-sostenuto e difficile da soffocare con metodi tradizionali. Lo spegnimento può richiedere una quantità d'acqua significativamente maggiore (fino a 10.000 litri) e procedure di raffreddamento specifiche. Inoltre, gli incendi di batterie possono rilasciare oltre 100 sostanze chimiche tossiche, inclusi cianuro di idrogeno, monossido di carbonio e acido fluoridrico, con implicazioni per la salute e l'ambiente circostante. I veicoli coinvolti devono essere monitorati fino a 72 ore dopo lo spegnimento apparente a causa del rischio di riaccensione, un aspetto cruciale per la sicurezza post-incidente. Le cause possono essere diverse, dai danni meccanici a una carica eccessivamente bassa o abusi termici.

Il quadro che emerge dai dati è chiaro: le auto elettriche si dimostrano molto sicure nei crash test e, statisticamente, sono meno soggette a incendi rispetto alle auto termiche. Questo non significa che siano prive di sfide, soprattutto per i soccorritori. La gestione degli incendi di batterie richiede competenze e attrezzature specifiche, un aspetto su cui i Vigili del Fuoco stanno costantemente aggiornando le proprie procedure. Per affrontare efficacemente il thermal runaway e i rischi connessi, è fondamentale una preparazione mirata. Questa include la formazione del personale sulle architetture delle batterie, sui rischi elettrici ad alta tensione e sulle tecniche di raffreddamento più efficaci, come l'iniezione diretta di acqua nel pacco batterie o, in casi estremi, l'immersione del veicolo in vasche di contenimento per un raffreddamento prolungato.

L'equipaggiamento necessario va oltre le dotazioni standard. I Vigili del Fuoco devono disporre di lance speciali capaci di penetrare la struttura delle batterie, termocamere per individuare i punti caldi e monitorare la temperatura interna anche dopo lo spegnimento apparente, e sensori per rilevare la presenza di gas tossici. Sono inoltre in fase di sviluppo e adozione coperte antincendio specifiche per EV, progettate per soffocare le fiamme e limitare la propagazione del calore. La logistica del soccorso deve prevedere mezzi con maggiore capacità d'acqua o sistemi di ricircolo, e piattaforme per movimentare in sicurezza i veicoli danneggiati. Questi investimenti in formazione e strumentazione sono essenziali per garantire la sicurezza degli operatori e, di conseguenza, quella dei cittadini, minimizzando i rischi ambientali legati ai fumi tossici.

L'industria, dal canto suo, sta sviluppando nuove tecnologie di batterie, come le LFP (litio-ferro-fosfato), che offrono maggiore stabilità termica e riducono ulteriormente i rischi. La transizione energetica nel settore automobilistico è un percorso in continua evoluzione, dove innovazione tecnologica e adeguamento dei protocolli di sicurezza procedono di pari passo per garantire veicoli sempre più affidabili e sicuri ai cittadini.

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