Messaggio promozionale Creativo di test
sabato, 29 agosto 2026
Ultimo aggiornamento alle 17:00
Il Plurale Quotidiano
Sport
West Nile in Italia: 432 casi e 17 morti, il virus è ormai endemico in 17 regioni
Foto: Ignacio Vazquez / Pexels
Sport

West Nile in Italia: 432 casi e 17 morti, il virus è ormai endemico in 17 regioni

Al 26 agosto 2026 sono 432 i casi confermati in 66 province. I decessi scendono rispetto al 2025, ma la stagione non è ancora chiusa.

La Redazione ·29 agosto 2026 9:07 ·3 min di lettura

L'estate 2026 riporta puntuale il virus West Nile, e l'Italia fa i conti con numeri che, pur essendo in calo rispetto all'anno scorso, confermano una realtà ormai difficile da ignorare: il virus è endemico nel paese, radicato in quasi ogni angolo della penisola. Al 26 agosto, i casi confermati nell'uomo sono 432, distribuiti su 66 province appartenenti a 17 regioni, dai poli settentrionali del Piemonte e della Lombardia fino alla Calabria, alla Sicilia e alla Sardegna. I decessi notificati sono 17, di cui uno relativo a un caso importato dall'estero.

Il confronto con il 2025 è, in parte, rassicurante. Nello stesso periodo dell'anno scorso i casi erano 430, quasi identici, ma i morti erano 27: dieci in più. La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive — le più gravi — è scesa a circa il 7,6% del 2026, un calo significativo che le autorità sanitarie attribuiscono anche al rafforzamento della sorveglianza e alla maggiore prontezza diagnostica. Per dare la misura di quanto il dato sia migliorato, basta guardare al consuntivo finale del 2025: al 25 settembre i casi totali avevano raggiunto quota 680, con 48 decessi su 321 forme neuro-invasive — una letalità sulla forma grave che superava il 14%. Resta però da considerare che la stagione non è finita: manca ancora circa un mese al termine del periodo di massima trasmissione.

Dei 432 casi registrati quest'anno, 223 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva — encefalite, meningite o paralisi flaccida — la variante più pericolosa della malattia. Altri 144 si sono presentati come febbre da West Nile, una forma più lieve con sintomi simil-influenzali. Sessantatré casi sono stati invece identificati in donatori di sangue asintomatici, a conferma che il virus circola anche in chi non avverte alcun disagio. Due i casi con sintomatologia atipica. Segnalati inoltre 10 casi di Usutu virus, un Flavivirus affine trasmesso dallo stesso vettore.

Il virus è trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo uccelli selvatici — il serbatoio naturale del patogeno. Uomini e cavalli sono ospiti occasionali: non trasmettono il virus ad altri individui. Il periodo di incubazione va da 2 a 14 giorni, estendibile fino a 21 nei soggetti immunocompromessi. Circa l'80% delle persone infette non sviluppa alcun sintomo; un 20% accusa febbre, mal di testa, nausea, eruzioni cutanee. Meno dell'1% — circa una persona su 150 — entra nella forma neuro-invasiva grave. Le categorie più a rischio sono gli over 50 e chi ha le difese immunitarie compromesse. Non esiste ancora un vaccino per l'uomo.

Messaggio promozionale Pubblicità

In questo quadro, il Lazio porta il peso di un precedente pesante: nel 2025 è stato l'epicentro dell'epidemia italiana, con il maggior numero di forme neuro-invasive e decessi, posizionando l'Italia al primo posto in Europa per casi segnalati. I dati 2026, aggregati su base regionale, non sono ancora disponibili nel dettaglio, ma la regione è tra le 17 in cui la circolazione del virus è stata accertata.

Sul fronte della prevenzione, le autorità sanitarie hanno intensificato le campagne di disinfestazione — con larvicidi e adulticidi — e rafforzato la sorveglianza epidemiologica integrata secondo il modello One Health, che monitora simultaneamente la salute umana, quella degli animali (uccelli e cavalli) e la presenza del vettore entomologico. Le misure operative in vigore, ereditate dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025 del Ministero della Salute e ora recepite nella programmazione corrente, prevedono per i gestori di aree pubbliche e private obblighi di monitoraggio e trattamento larvicida dei focolai. Chi ha soggiornato in province interessate dalla circolazione del virus non può donare sangue per 28 giorni: una misura che vale anche per chi è risultato asintomatico, proprio perché il virus può circolare in silenzio.

Le precauzioni individuali restano le stesse di ogni estate: uso di repellenti, abbigliamento che copra braccia e gambe nelle ore serali, ed eliminazione di qualsiasi ristagno d'acqua nei pressi delle abitazioni — vasi, sottovasi, secchi, grondaie intasate — dove le zanzare Culex depongono le uova. Piccoli gesti che, in un'estate in cui il West Nile è presente in quasi tutta Italia, contano più che mai.

Potrebbe interessarti anche…