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Superbollo auto: cosa cambia nel 2026 e l'addio alle esenzioni regionali dal 2027
Foto: Andrei L / Pexels
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Superbollo auto: cosa cambia nel 2026 e l'addio alle esenzioni regionali dal 2027

Il superbollo auto si aggiorna con nuove disposizioni dal 2026, estendendo gli obblighi di pagamento, e si prepara a un cambiamento significativo dal 2027 con l'abolizione delle esenzioni regionali.

La Redazione ·7 settembre 2026 8:14 ·4 min di lettura

Il superbollo auto, l'addizionale erariale alla tassa automobilistica, continua a far discutere ma resta in vigore, con alcune importanti novità che interessano gli automobilisti italiani. Introdotto con l'obiettivo di disincentivare l'uso di veicoli ad alta potenza e impatto ambientale, questo tributo statale vede aggiornamenti significativi per il 2026 e una modifica strutturale in arrivo dal 2027 che riguarda le esenzioni regionali.

Si tratta di un'imposta distinta dal bollo auto regionale, da versare tramite modello F24, e si applica alle autovetture e agli autoveicoli per il trasporto promiscuo che superano la soglia di 185 kW (corrispondenti a circa 251-252 cavalli). L'importo base è di 20 euro per ogni kW eccedente questa soglia. La sua introduzione risale al 2011, con il Decreto Legge n. 98/2011, e l'importo attuale è stato fissato dal 2012. L'obiettivo dichiarato era e rimane quello di scoraggiare l'acquisto e l'utilizzo di vetture considerate di lusso o con un'impronta ecologica più pesante.

Sono tenuti al pagamento i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria (leasing). Dal 1° gennaio 2020, l'obbligo si estende anche a coloro che, alla scadenza del termine utile, risultano essere utilizzatori di veicoli oggetto di noleggio a lungo termine senza conducente. Il pagamento del superbollo ha la stessa scadenza del bollo auto ordinario e deve essere effettuato entro l'ultimo giorno del mese successivo alla scadenza.

Per mitigare l'impatto sui veicoli meno recenti, la normativa prevede una riduzione progressiva dell'importo in base all'anzianità del mezzo. La decurtazione si calcola a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di costruzione o prima immatricolazione. Dopo 5 anni, l'importo si riduce al 60% (corrispondente a 12 euro per kW eccedente); dopo 10 anni, scende al 30% (6 euro per kW); e dopo 15 anni, si attesta al 15% (3 euro per kW). Superati i 20 anni dalla data di costruzione o immatricolazione, il superbollo non è più dovuto.

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Non tutti i veicoli sono però soggetti a questo tributo. Le auto elettriche sono completamente esenti, a prescindere dalla loro potenza. Per le auto ibride plug-in, il superbollo si applica solo se la potenza del motore termico supera i 185 kW, escludendo dal calcolo la potenza del propulsore elettrico. Un'esenzione è prevista anche per i veicoli d'epoca, ovvero quelli con più di 30 anni. I titolari di Legge 104 possono beneficiare dell'esenzione, a patto che la cilindrata non superi i 2.000 centimetri cubici per i motori a benzina o i 2.800 centimetri cubici per i diesel, anche se la potenza eccede i 185 kW.

Le novità più recenti riguardano il 2026 e il prossimo futuro. Dal 1° gennaio di quest'anno, anche i veicoli sottoposti a fermo amministrativo o fiscale sono obbligati al pagamento del superbollo. Questa rappresenta una modifica rispetto a quanto previsto fino al 2025, estendendo l'obbligo di versamento anche se l'auto non può circolare. È importante sottolineare che, al netto di questa estensione della platea dei soggetti obbligati, le aliquote e la struttura di calcolo del superbollo sono rimaste invariate per il 2026. Ma la modifica più rilevante, destinata a incidere su un numero maggiore di automobilisti e a uniformare il quadro normativo a livello nazionale, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. Il Decreto Legislativo n. 147/2026, attivo dal 12 agosto 2026, ha stabilito che le eventuali norme di esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche previste dalle leggi regionali e delle province autonome non avranno più valore per il superbollo. Da quella data, per questo tributo statale varranno esclusivamente le esenzioni stabilite con legge statale. Questo significa che eventuali agevolazioni locali, che fino ad oggi potevano alleggerire il carico fiscale per alcune categorie o tipologie di veicoli, non saranno più applicabili al superbollo, rendendo il regime fiscale più omogeneo su tutto il territorio nazionale ma potenzialmente più oneroso per chi beneficiava di tali deroghe regionali.

La sua efficacia e le sue conseguenze sono da tempo oggetto di dibattito politico sulla possibile abolizione o revisione. Se da un lato ha generato circa 1,2 miliardi di euro di introiti per lo Stato dalla sua introduzione, come stimato da Federcarrozzieri nel maggio 2023, dall'altro ha causato significative distorsioni nel mercato automobilistico italiano. Tra queste, il proliferare di "falsi leasing" con targhe estere e radiazioni fittizie per esportazione, pratiche volte a eludere il pagamento del tributo.

Il superbollo, dunque, si conferma un elemento stabile nel panorama fiscale automobilistico italiano, con un occhio di riguardo alle sue evoluzioni normative. Gli automobilisti con veicoli di alta potenza sono chiamati a prestare attenzione non solo alle scadenze ordinarie, che coincidono con quelle del bollo auto, ma anche alle nuove disposizioni, in particolare quelle che dal prossimo anno ridefiniranno il perimetro delle esenzioni.

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