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Proroga taglio accise sul diesel fino al 10 settembre: cinque giorni di respiro per gli automobilisti
Foto: Engin Akyurt / Pexels
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Proroga taglio accise sul diesel fino al 10 settembre: cinque giorni di respiro per gli automobilisti

Il governo ha esteso di cinque giorni il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio. Costa 60 milioni, ma le associazioni dei consumatori chiedono misure strutturali.

La Redazione ·5 settembre 2026 8:09 ·3 min di lettura

Il governo italiano ha annunciato una proroga di pochi giorni del taglio delle accise sul gasolio, un provvedimento che, seppur temporaneo, riaccende il dibattito sul peso della fiscalità sui carburanti e sulle sue ricadute dirette sulle tasche dei cittadini. La decisione, firmata il 4 settembre 2026, estende la misura in scadenza fino al 10 settembre, offrendo un breve respiro agli automobilisti e agli autotrasportatori, ma lasciando aperte le questioni strutturali legate a una delle principali voci di entrata per lo Stato.

Le accise sui carburanti rappresentano da tempo una componente significativa del costo finale alla pompa. Non si tratta solo di un'imposta diretta, ma di una vera e propria tassa sulla tassa: sull'accisa stessa, infatti, si applica anche l'IVA al 22%. Questo meccanismo di imposizione a cascata amplifica il gettito per le casse pubbliche, rendendo ogni variazione delle accise particolarmente incisiva. Il gettito annuo complessivo derivante dalle accise sull'energia in Italia supera i 32,5 miliardi di euro, con la componente fiscale — accise e IVA — che nel 2023 ha raggiunto i 38,1 miliardi di euro sulla spesa totale per benzina e gasolio.

Per capire l'ordine di grandezza in gioco, è utile guardare ai volumi di consumo: nel 2023 gli italiani hanno bruciato circa 11,1 miliardi di litri di benzina e 28 miliardi di litri di gasolio, per una spesa totale di 69,8 miliardi di euro, con i consumi complessivi cresciuti di un ulteriore 2,2% nel 2024. Numeri che spiegano perché ogni centesimo di variazione sull'accisa si traduca in importi rilevanti per l'erario, e perché il dibattito su questi strumenti fiscali coinvolga allo stesso tempo le entrate dello Stato e i bilanci delle famiglie.

Il recente provvedimento, firmato dal Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e dal Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, riguarda esclusivamente il diesel e non la benzina. Il taglio di 17 centesimi al litro, in scadenza il 5 settembre 2026, è stato esteso fino al 10 settembre. Cinque giorni, non di più. Il costo stimato di questa proroga è di circa 60,4 milioni di euro, finanziati attraverso il meccanismo delle accise mobili, che utilizza l'extra gettito IVA registrato nel mese di agosto, generato dall'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi.

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La decisione ha suscitato reazioni contrastanti. Se da un lato offre un sollievo immediato ai consumatori alla pompa, dall'altro le principali associazioni di categoria — Codacons, Unione Nazionale Consumatori e Assoutenti — hanno espresso critiche nette, definendo la proroga una "elemosina" e denunciando l'assenza di misure strutturali a lungo termine. Il governo, dal canto suo, starebbe valutando un cambio di impostazione: a partire dalla settimana successiva al 10 settembre, si potrebbe passare da tagli generalizzati a interventi più selettivi, rivolti in particolare alle famiglie con redditi più bassi e agli autotrasportatori, le categorie più vulnerabili alle fluttuazioni dei prezzi alla pompa.

La questione delle accise non è una novità per l'Italia, che si posiziona tra i primi Paesi in Europa per l'incidenza di queste imposte sui carburanti. Nel 2022, il nostro Paese deteneva le accise più elevate sul diesel del continente e il secondo posto per quelle sulla benzina, dopo i Paesi Bassi. Le radici storiche di questa fiscalità sono antiche: la prima accisa sui carburanti fu introdotta nel 1935 per finanziare la guerra coloniale in Africa, e dal 1995 le singole voci sono state unificate in un'unica aliquota unitaria. Dall'1 gennaio 2026, le aliquote sono state riallineate a 0,67290 euro al litro sia per la benzina che per il gasolio.

Il dibattito sulle accise è destinato a rimanere centrale nell'agenda politica ed economica del Paese. Tra la necessità di garantire entrate stabili per lo Stato e la pressione crescente per alleggerire il carico su cittadini e imprese, la ricerca di un equilibrio sostenibile rimane una sfida aperta. Con la scadenza del 10 settembre alle porte, l'attenzione è ora tutta sulle prossime mosse del governo: se la direzione sarà davvero quella degli interventi mirati, il modello del taglio generalizzato potrebbe essere definitivamente archiviato.

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