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Tumori: l'allarme Oms, senza interventi urgenti i nuovi casi raddoppieranno entro il 2050

Tumori: l'allarme Oms, senza interventi urgenti i nuovi casi raddoppieranno entro il 2050

La Redazione ·9 luglio 2026 4:42

Immagina un mondo in cui quasi 35 milioni di persone scopriranno ogni anno di avere un tumore. Non è un scenario fantascientifico, ma la proiezione reale lanciata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) insieme all'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc). Senza un cambiamento radicale nella prevenzione e nelle cure, il numero di nuovi casi annui rischia di raddoppiare entro il 2050, passando dagli attuali 20,6 milioni a quasi 35 milioni. È un monito che non può essere ignorato: ogni giorno, oltre 26.000 persone muoiono di cancro nel mondo, e la malattia rimane la seconda causa di morte globale, subito dopo le malattie cardiovascolari.

La gravità della situazione non deriva solo dalla crescita dei numeri, ma dalle profonde disuguaglianze che persistono nell'accesso alle cure. Mentre nei Paesi ad alto reddito l'87% delle donne con tumore al seno sopravvive cinque anni dalla diagnosi, nei Paesi a basso reddito questa percentuale scende al 42%. Meno di un terzo dei Paesi include attualmente la cura del cancro nei programmi di copertura sanitaria universale. Il 47% della popolazione mondiale ha un accesso limitato o nullo ai servizi diagnostici di base. Queste differenze non sono inevitabili: sono la conseguenza di scelte politiche e investimenti insufficienti, e possono essere invertite solo attraverso un'azione più incisiva e unitaria.

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Per cambiare la rotta, Oms e Iarc propongono una strategia fondata su tre grandi cambiamenti fondamentali. Il primo riguarda il rafforzamento delle capacità dei sistemi sanitari, integrando il controllo del cancro nella copertura sanitaria universale e potenziando i servizi oncologici. Il secondo punta a mettere al centro le persone con esperienza diretta della malattia, rafforzando i sistemi di protezione sociale. Il terzo mira ad allineare ricerca e innovazione ai bisogni della sanità pubblica, garantendo un accesso equo alle innovazioni che offrono reale valore per i pazienti. Solo integrando ricerca, assistenza, protezione sociale e partecipazione delle persone che vivono l'esperienza della malattia sarà possibile trasformare le conoscenze in un miglioramento reale degli esiti di salute.

Il cancro è una malattia profondamente personale, che tocca quasi tutti noi. Ma la sopravvivenza non dovrebbe mai dipendere dal luogo di nascita o dal reddito di una persona. Come ha ammonito il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, le disuguaglianze documentate nel rapporto non sono inevitabili: sono la conseguenza di scelte e possono essere invertite. Il futuro del controllo del cancro dipenderà dalle scelte collettive su cosa finanziare, quali priorità adottare e quanto investire in prevenzione, equità e rafforzamento dei sistemi sanitari. Solo così sarà possibile costruire, come recita il titolo del rapporto, "il futuro che scegliamo insieme".

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