Trento conferma il modello NeMo: un'eccezione di cura per le malattie neurodegenerative
Con una decisione che segna un punto di svolta nella cura delle malattie neuromuscolari, la Provincia autonoma di Trento ha ufficialmente riconosciuto il valore del modello NeMo, approvando la rimodulazione del programma di sperimentazione gestionale del Centro Clinico NeMo attivo presso l'ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana. Questo provvedimento non è solo un atto amministrativo, ma la conferma di un percorso che mette al centro la persona e la continuità della presa in cura, trasformando l'assistenza in un'esperienza umana e profonda. Alberto Fontana, segretario di Fondazione Serena e ideatore del progetto, ha espresso sincera gratitudine alle Istituzioni trentine, in particolare al presidente Maurizio Fugatti, all'assessore Mario Tonina e al direttore generale Antonio Ferro, per aver validato un approccio che unisce alta specializzazione, prossimità e umanità della cura.
Il Centro Clinico NeMo di Trento nasce da una convinzione radicale: le persone con malattie neuromuscolari, come la SLA, la SMA o le distrofie muscolari, hanno diritto non solo alle migliori competenze cliniche, ma anche a un luogo che le accompagna lungo tutto il percorso della malattia, insieme alle loro famiglie. Dotato di 1.500 metri quadri, il centro ospita 14 posti letto – di cui 4 ad alta complessità assistenziale – 4 day hospital, 3 ambulatori specialistici, palestre, piscine e laboratori dedicati all'analisi del movimento e alla riabilitazione robotica [1]. Questa struttura, situata in Via Spolverine a Pergine Valsugana, rappresenta un patrimonio confermato e ulteriormente rafforzato, una notizia che riempie di fiducia e responsabilità chi lavora per il benessere dei pazienti [2].
La collaborazione tra Provincia, ASUIT, Università, territorio e Fondazione Serena dimostra che quando le istituzioni, il mondo sanitario e il Terzo Settore lavorano insieme, è possibile costruire modelli innovativi che generano valore per l'intera comunità [5]. Fontana assicura che continuerà a fare la sua parte con lo stesso spirito di servizio, mettendo a disposizione competenze, ricerca e l'esperienza maturata dalla rete nazionale dei Centri clinici NeMo, che oggi conta sette strutture attivi in Italia, da Milano a Roma, fino ad Ancona [5]. Fondazione Serena rinnova il proprio impegno a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte, affinché il Centro Clinico NeMo Trento continui a rappresentare un modello di eccellenza, capace di coniugare specializzazione e cura globale, rispondendo a ogni esigenza clinica e assistenziale del paziente [5].