Tor Vergata, Casilino e PTV: rinnovata l'alleanza che forma i medici e cura il sud-est di Roma
Una firma per rinnovare un'alleanza che dura da oltre quarant'anni. Il 23 luglio 2026 l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, il Policlinico Casilino S.p.A. e l'Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Tor Vergata (PTV) hanno siglato una nuova convenzione che consolida la loro partnership su tre assi: assistenza sanitaria, formazione e ricerca. Non è un accordo nato dal nulla: le radici di questa collaborazione affondano negli anni Ottanta, quando alcune specialità dell'Ateneo — urologia, oculistica, dialisi e nefrologia — trovarono casa proprio al Policlinico Casilino. Da allora, il legame non si è mai spezzato, anzi si è allargato.
Dopo il Giubileo del 2000, due reparti di Tor Vergata aprirono i battenti al Casilino: la chirurgia plastica e ricostruttiva, guidata dal professor Cervelli, e l'ostetricia e ginecologia, con il professor Valensise. Questi due settori sono oggi tra i punti di forza più riconoscibili della rete: il Policlinico Casilino è il primo punto nascita del Lazio, con oltre 4.000 parti registrati ogni anno, e i suoi servizi di chirurgia plastica attirano pazienti da tutta la città e da fuori regione. Un quadrante urbano — quello sud-est di Roma — che in termini sanitari pesa ben oltre i propri confini geografici.
La nuova convenzione ha un obiettivo dichiarato anche sul fronte della formazione: rafforzare i percorsi delle Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Tor Vergata. L'idea è semplice quanto concreta: mettere i medici specializzandi a contatto con un contesto assistenziale ad alta complessità, dove i volumi di attività sono elevati e la varietà dei casi è reale. Il rettore di Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, ha commentato la firma sottolineando che l'accordo celebra «non solo una storia di decenni, ma un futuro di innovazione continua» e un modello di collaborazione pubblico-privato capace di tenere insieme ricerca, didattica e cura. Paolo Migliavacca, amministratore delegato del Policlinico Casilino, ha parlato di «un percorso solido e virtuoso» costruito nel corso degli anni. Ferdinando Romano, direttore generale del PTV, ha invece puntato l'attenzione sulla necessità di continuare a rafforzare una rete sociosanitaria qualificata attraverso la sinergia tra strutture pubbliche e private.
Il PTV è l'attore istituzionale che ha vissuto il cambiamento più recente tra i tre: il 22 gennaio 2026 è diventato Azienda ospedaliera universitaria integrata con il Servizio Sanitario Nazionale. Oggi conta 583 posti letto, è organizzato in 6 dipartimenti e 39 unità operative complesse, e impiega oltre 2.000 persone. Nel 2024 ha gestito più di 2,4 milioni di attività ambulatoriali e oltre 17.600 ricoveri ordinari. È un DEA di II livello — il massimo nel sistema di emergenza-urgenza — e nel 2023 è stato riconosciuto da AGENAS tra le migliori aziende ospedaliere universitarie del Lazio. La convenzione appena firmata si inserisce in un quadro normativo già strutturato: rispetta i principi del Protocollo d'intesa tra l'Università e la Regione Lazio che governa il PTV, un percorso avviato con gli accordi del 2016 e del 2017 che avevano puntato, tra gli altri obiettivi, al riconoscimento del Policlinico Tor Vergata come IRCCS.
Ciò che emerge, al di là dei numeri e dei comunicati ufficiali, è il tentativo di strutturare in modo più organico una rete che di fatto esiste già e funziona. Il modello che si vuole consolidare è quello dell'integrazione, parola chiave in un sistema sanitario regionale che cerca di tenere insieme formazione universitaria, assistenza pubblica e strutture private accreditate. Se questo equilibrio regga nel tempo — e soprattutto se si traduca in servizi più accessibili per i cittadini del quadrante est della capitale — è una domanda che la convenzione pone senza ancora poter rispondere. La firma è il punto di partenza, non d'arrivo.