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Uno studente su sei a rischio dipendenza da social, gaming o azzardo: i dati ISS
Foto: Ron Lach / Pexels

Uno studente su sei a rischio dipendenza da social, gaming o azzardo: i dati ISS

La Redazione ·25 luglio 2026 19:16

Più di un ragazzo su sei, tra gli 11 e i 17 anni, mostra almeno un comportamento a rischio legato ai social media, ai videogiochi o al gioco d'azzardo. È il dato più immediato che emerge dall'indagine nazionale Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0, realizzata tra ottobre e dicembre 2025 dal Centro nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. Un numero che, tradotto in persone reali, vale centinaia di migliaia di famiglie italiane.

Lo studio ha coinvolto oltre 18.000 studenti distribuiti in 198 istituti scolastici, sia di primo che di secondo grado: 8.272 le ragazze e i ragazzi delle medie, 10.123 quelli delle superiori. Le percentuali si assomigliano nelle due fasce d'età — il 17,3% tra gli 11 e i 13 anni, il 17,9% tra i 14 e i 17 — ma cambiano i fenomeni che pesano di più. Tra i più giovani è il gaming a dominare: il 13,6% degli studenti delle medie (circa 219.000 ragazzi) presenta un profilo compatibile con un disturbo da gaming, una condizione riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dal 2019. Tra i più grandi la percentuale scende al 7,9%, ma emergono con più forza altri rischi.

L'ISS è preciso sul punto: il problema non è giocare ai videogiochi, ma un uso «persistente e difficilmente controllabile che interferisce con la vita quotidiana». Sonno, studio, relazioni, tempo libero, benessere psicologico: sono questi i campi in cui l'uso problematico lascia il segno, come ha spiegato Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e Doping, sottolineando che «le dipendenze comportamentali rappresentano una delle aree emergenti della salute pubblica in età evolutiva».

Il dato forse più sorprendente riguarda il gioco d'azzardo, vietato per legge ai minori di 18 anni. Nonostante il divieto, il 10,6% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni e ben il 22,1% dei 14-17enni dichiara di aver giocato almeno una volta nell'ultimo anno. In totale, si stima che circa 340.000 studenti italiani abbiano un profilo di gioco d'azzardo a rischio o problematico. Un elemento aggravante è il canale: tra i ragazzi delle superiori che scommettono esclusivamente online, la quota di giocatori problematici arriva al 20%, contro il 13,7% di chi frequenta solo luoghi fisici. E il tasso di ragazze che giocano d'azzardo online è più che triplicato dal 2019, passando dal 2,7% all'8,7%.

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L'indagine mette anche in luce una sovrapposizione preoccupante tra le diverse forme di dipendenza: tra gli 11-13enni con gaming problematico, il 9,5% mostra anche un profilo di giocatore d'azzardo problematico, rispetto allo 0,5% dei coetanei che non hanno problemi con i videogiochi. Tra i 14-17enni la quota sale al 15,3%. I casi più critici, in tutte le fasce d'età, sono associati a maggiore impulsività, disturbi del sonno, sintomi ansiosi e depressivi, esperienze di cyberbullismo e minore supervisione da parte degli adulti.

Sui social media il quadro è parzialmente diverso: l'uso problematico riguarda l'1% degli 11-13enni e il 2,1% dei 14-17enni, con un calo rispetto alla prima edizione dello studio, condotta nell'autunno del 2022. Un segnale positivo che, però, non basta a ridimensionare l'allarme complessivo, anche perché il dibattito regolatorio si sta intensificando a tutti i livelli. Il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che chiede un'età minima di 16 anni per l'accesso alle piattaforme social; la Francia ha già approvato il divieto per gli under 15; Italia e Spagna stanno valutando misure analoghe.

L'ISS conclude l'indagine con un'indicazione di metodo: servono «interventi precoci e integrati» che coinvolgano studenti, famiglie, scuola, servizi sanitari e ambienti digitali insieme. Per chi cercasse un primo punto di contatto, il Numero Verde Nazionale per le Dipendenze — 800 940 789 — e le piattaforme ZeroSostanze e Benessere in Rete offrono informazione, ascolto e orientamento, attivati dall'ISS in collaborazione con il Dipartimento della Presidenza del Consiglio.

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