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Sicurezza in piscina: 75 vittime dal 2022 e la nuova legge per prevenire gli incidenti

Sicurezza in piscina: 75 vittime dal 2022 e la nuova legge per prevenire gli incidenti

La Redazione ·18 luglio 2026 4:46

La tragedia di Sestri Levante, dove una bambina di 11 anni è rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di una piscinetta, ha scosso l'Italia e riportato con brutalità l'attenzione sulla sicurezza nelle piscine. Non è un caso isolato, ma l'ultimo, doloroso tassello di un bilancio che la Società italiana di medicina ambientale (Sima) ha calcolato in 75 vittime registrate nelle acque italiane dal 2022 a oggi. Questo numero, che include piscine private, aperte al pubblico, parchi termali e strutture ricettive, si traduce in una media di 16 decessi annui, un dato in apparente diminuzione rispetto alla media storica di 30 morti l'anno monitorata dall'Istituto superiore di sanità (Iss) nel periodo 2017-2021, ma che non sminuisce il trauma di ogni singola perdita [1][2].

La realtà dei fatti è complessa e spesso controintuitiva: la principale causa di morte in piscina non è l'annegamento diretto, bensì i malori, che rappresentano circa il 44% del totale. Tuttavia, il profilo della vittima più frequente è inequivocabile e tragico: in più della metà dei casi, a perdere la vita è un bambino sotto i 12 anni. Questo dato conferma le indicazioni dell'Oms, che identificano i minori come le vittime più ricorrenti per annegamento in acqua, sottolineando come la vulnerabilità infantile richieda una protezione costante e non negoziabile [1]. Mentre in piscina si registrano questi incidenti, il contesto nazionale è ancora più ampio: ogni anno circa 400 decessi avvengono in acque diverse come mare, laghi e fiumi, e nel mondo i morti per annegamento sono saliti a 2,5 milioni solo nell'ultimo decennio, un'emergenza globale che l'Italia non può ignorare [1][3].

Di fronte a questa crisi silenziosa, la risposta politica si sta concretizzando in una stretta normativa. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha dichiarato che la legge con regole severe è pronta e sarà licenziata entro il mese dalla competente Commissione, con l'obiettivo di mettere in sicurezza le piscine pubbliche e private "senza se e senza ma". Il disegno di legge, firmato insieme al ministro della Salute Orazio Schillaci, disciplina la presenza di un responsabile per la piscina, un coordinatore per gli impianti tecnologici e un supervisore per la sicurezza dei bagnanti, introducendo requisiti strutturali e gestionali più stringenti [1][5]. La proposta include anche l'adozione di soluzioni tecniche ingegneristiche per limitare il rischio di intrappolamento da bocchettoni, un emendamento sviluppato in collaborazione con l'Università La Sapienza per affrontare specificamente i pericoli nascosti delle infrastrutture [5].

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Tuttavia, la legge non sarà sufficiente se non accompagnata da un cambiamento di comportamento nei genitori e negli utenti. Il presidente della Sima, Alessandro Miani, ha ribadito che la prevenzione richiede regole semplici ma essenziali: i minori devono essere sempre sorvegliati, senza distrazioni, nemmeno quando i bambini sostano solo nei pressi dell'acqua. È fondamentale scegliere strutture dotate di personale addetto alla sorveglianza, capace di intervenire con prontezza, e verificare sempre l'altezza della piscina prima di entrare. Un altro consiglio cruciale, spesso ignorato, è l'ingresso in acqua lento: bagnare prima piedi, gambe, braccia, nuca e viso per permettere al corpo di adattarsi al cambio di temperatura, evitando immersioni quando il corpo è surriscaldato o dopo l'assunzione di alcol [1].

La prudenza deve guidare ogni scelta, specialmente per i più piccoli. Fino a 3-4 anni, un bambino può trovarsi in difficoltà in pochi centimetri d'acqua e non riesce a gridare o chiedere aiuto, rendendo la presenza di una barriera e di un sistema di allarme non opzionali, ma indispensabili [3][6]. Informare i bambini a stare lontani da tutte le bocchette, indipendentemente dalla struttura, e chiedere copia di conformità della piscina prima di prenotare una vacanza sono azioni di responsabilità che possono salvare vite [2]. La sicurezza in acqua non è un lusso, ma un dovere condiviso che richiede un approccio integrato: cartellonistica adeguata, barriere fisiche, corsi di nuoto e campagne di sensibilizzazione per trasformare le piscine in luoghi di divertimento e non di pericolo [3].

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