Quinta ondata di calore: sei città a bollino rosso sabato, Roma inclusa
Il Ministero della Salute ha emesso il massimo livello di allerta per Bari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. Al Nord è tregua.
È la quinta ondata di calore estremo dell'estate 2026, e non è la meno intensa. Sabato 29 agosto il Ministero della Salute ha alzato il bollino rosso — livello di allerta 3, il più alto previsto dal sistema nazionale di monitoraggio — su sei città italiane: Bari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. Un quadro che fotografa un paese spaccato in due, con il Sud ancora sotto la morsa dell'anticiclone africano e il Centro-Nord che inizia finalmente a respirare.
Il picco di questa ondata è stato fissato tra venerdì 28 e sabato 29 agosto. Le temperature massime attese al Sud e nelle Isole maggiori superano i 40°C, con punte fino a 44-45°C in Sicilia orientale e in Sardegna. A Caltanissetta si toccano i 40°C, mentre tra Catania, Cosenza, Ragusa e Reggio Calabria le previsioni parlano di 39°C. Roma si conferma l'unica grande città del Centro Italia a raggiungere il livello di emergenza: un primato poco invidiabile, che la capitale condivide con le metropoli meridionali più esposte.
Il bollino rosso non è una semplice indicazione meteorologica. Secondo la definizione adottata dal Ministero, indica condizioni di emergenza sanitaria con possibili effetti negativi sulla salute dell'intera popolazione, compresi soggetti giovani e sani. Non riguarda solo anziani o persone fragili: in presenza di temperature così elevate e umidità sostenuta, il rischio si allarga a chi non ha particolari patologie di base. Le raccomandazioni ufficiali sono chiare: evitare di uscire nelle ore più calde, rinunciare all'esposizione diretta al sole e alle attività sportive all'aperto, limitare gli spostamenti in automobile.
Per domenica 30 agosto la situazione evolve, ma non si normalizza. Il bollino rosso resta per quattro città siciliane e calabresi — Catania, Messina, Palermo e Reggio Calabria — mentre Roma scende al bollino giallo (pre-allerta), insieme ad altre sei realtà: Bari, Campobasso, Civitavecchia, Latina, Napoli e Perugia. Il sollievo è parziale, non una vera schiarita.
Al Nord, invece, il weekend si presenta in termini completamente diversi. Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona sono tutte in bollino verde: le massime non dovrebbero superare i 31°C. Una discontinuità netta rispetto a quanto sta vivendo il Meridione, che non accenna a normalizzarsi rapidamente: la fase di stabilità atmosferica con temperature elevate è prevista proseguire nei primi giorni di settembre, con valori circa 5°C sopra le medie climatiche di riferimento al Centro-Sud e nelle Isole. Per il Nord, invece, un fronte temporalesco rapido è atteso mercoledì 2 settembre, con possibili fenomeni intensi, grandinate e raffiche di vento.
Il sistema che produce questi bolletti è elaborato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio per conto del Ministero della Salute, e monitora 27 città italiane. Un presidio che quest'estate è stato messo alla prova più volte: l'estate 2026 ha già registrato un aumento del 15% degli accessi ai pronto soccorso e un incremento del 3% della mortalità media tra gli over 65 rilevato alla fine di giugno, durante le prime fasi delle ondate. I settori produttivi non sono rimasti indenni: in Sardegna, la siccità e il caldo prolungato hanno portato a una riduzione del 70% della raccolta di miele, con la morte o la dispersione di interi sciami.
L'estate 2026 si chiude, dunque, senza vera tregua per buona parte del paese. Per chi vive o si trova in questo fine settimana nelle aree a bollino rosso, il consiglio più elementare resta quello di non sottovalutare i segnali del proprio corpo: stanchezza improvvisa, mal di testa, confusione o difficoltà respiratorie nelle ore di punta del caldo sono campanelli d'allarme da non ignorare.