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Notti tropicali, il neurologo spiega come dormire durante la quinta ondata di calore
Foto: cottonbro studio / Pexels
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Notti tropicali, il neurologo spiega come dormire durante la quinta ondata di calore

L'Italia entra nella quinta ondata di calore del 2026. Il professore Ferini-Strambi spiega cosa fare — e cosa evitare — per riposare quando il termometro non scende.

La Redazione ·27 agosto 2026 14:06 ·3 min di lettura

L'estate 2026 non concede tregua. A partire dal 27 agosto l'Italia è entrata nella quinta ondata di calore della stagione, e questa volta il caldo promette di essere particolarmente aggressivo: al Sud sono attesi picchi tra i 41 e i 43°C, con la Sicilia orientale che potrebbe toccare i 44-45°C nelle giornate di venerdì 28 e sabato 29 agosto — soglie vicine al record assoluto europeo. Al Centro, Toscana, Umbria e Lazio potrebbero raggiungere i 37-38°C, mentre il Nord rimarrà tra i 33 e i 35°C. Breve ma intensa, secondo le previsioni: il picco passerà in fretta, ma non prima di aver messo a dura prova chi deve dormire.

Il problema non è solo il sole e il caldo di giorno. Sono le notti tropicali — quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20°C — a rendere il riposo un'impresa. Il fenomeno è in aumento strutturale: secondo i dati ISPRA aggiornati al 2022, la media nazionale registra 22 notti tropicali in più rispetto al trentennio 1991-2020. L'ISTAT, con rilevazioni dello stesso anno su 109 capoluoghi, stima una media annua di 58 notti tropicali nelle città italiane, venti in più rispetto al periodo 2006-2015. Le città più colpite sono Oristano, Bologna, Genova e Massa Carrara. Milano, che prima del 1990 contava 15-20 notti tropicali all'anno, oggi ne registra 50-60. E nelle notti cosiddette super tropicali, il termometro non scende mai sotto i 25°C.

A spiegare cosa succede al corpo — e come limitare i danni — è Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia all'Università Vita-Salute San Raffaele. Il meccanismo di base è semplice: per addormentarsi, il corpo deve abbassare la propria temperatura interna. Quando il calore ambientale glielo impedisce, il sonno ne risente direttamente: aumenta la veglia, si riduce il sonno a onde lente e quello REM, le fasi più profonde e rigeneranti. L'umidità aggrava ulteriormente la situazione, perché limita la capacità del sudore di evaporare e può rendere la respirazione più difficoltosa, in particolare per chi russa o soffre di problemi respiratori.

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Il professor Ferini-Strambi mette in guardia contro un errore comune: non esagerare con l'aria condizionata. Una stanza eccessivamente fredda non è la soluzione. Tra le tre e le quattro del mattino, la temperatura corporea tende naturalmente a calare, e se l'ambiente è già troppo freddo il risultato può essere un risveglio improvviso o un disagio che interrompe il riposo. La finestra ottimale per la temperatura della stanza da letto si colloca tra i 19°C e i 21°C: abbastanza fresco da favorire il sonno, senza esagerare. Un'umidità confortevole nell'ambiente completa il quadro.

Un secondo punto riguarda l'alcol. Molti lo usano come aiuto per prendere sonno nelle sere afose, ma il neurologo sconsiglia questa abitudine. L'alcol peggiora la qualità del sonno: anche se può accelerare l'addormentamento, rende il riposo meno profondo e più frammentato. Aumenta inoltre la necessità di alzarsi per andare in bagno e favorisce la secchezza della bocca, con ulteriori interruzioni nel corso della notte.

Tra i consigli pratici, Ferini-Strambi indica una doccia tiepida prima di coricarsi: non fredda, perché il contrasto termico eccessivo può avere un effetto di rimbalzo, ma tiepida, capace di abbassare gradualmente la temperatura corporea con un effetto rinfrescante più duraturo. A questo si aggiungono indicazioni di buon senso che l'esperienza conferma: scegliere abiti e biancheria leggeri, evitare pasti pesanti la sera, rinunciare all'attività fisica intensa nelle ore notturne, e tenere la casa il più fresca possibile durante il giorno chiudendo persiane e tende al sole.

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