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Obesità negli adolescenti, l'Italia ha finalmente una linea guida nazionale per curarla
Foto: Moe Magners / Pexels

Obesità negli adolescenti, l'Italia ha finalmente una linea guida nazionale per curarla

La Redazione ·24 luglio 2026 8:17

Fino a pochi giorni fa, medici e specialisti italiani che si trovavano a gestire un adolescente con obesità grave non disponevano di un riferimento condiviso e ufficiale su come procedere. Dal 22-23 luglio 2026 quella lacuna è colmata: il Sistema Nazionale Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato la prima Linea guida nazionale sulla gestione terapeutica del sovrappeso e dell'obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti tra i 12 e i 18 anni. Un documento atteso, promosso dall'Associazione Medici Endocrinologi con il contributo delle principali società scientifiche italiane e con la partecipazione di rappresentanti dei pazienti.

Il coordinamento del tavolo di lavoro è stato affidato a Marco Cappa, endocrinologo responsabile dell'Unità di ricerca Terapie innovative per l'Endocrinologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS di Roma. Il suo messaggio è netto: «L'eccesso di peso deve essere trattato anche nei teenager con tutti gli strumenti che si hanno a disposizione». Una posizione che riflette il cambio di paradigma al centro del documento: l'obesità non è più considerata una questione di scarsa forza di volontà o cattive abitudini, ma viene riconosciuta come una patologia cronica, complessa, progressiva e recidivante, che richiede lo stesso rigore terapeutico di qualunque altra malattia.

Questo cambiamento di prospettiva ha conseguenze pratiche immediate per chi si occupa di cura. La Linea guida indica percorsi personalizzati e una presa in carico multidisciplinare: interventi sull'alimentazione e sul comportamento, attività fisica, ma anche — quando le altre strade non bastano — terapie farmacologiche o chirurgiche. Tra i farmaci, i cosiddetti agonisti del recettore GLP-1 entrano esplicitamente nel quadro: la liraglutide (Saxenda®) è autorizzata per ragazzi tra i 12 e i 17 anni con determinate soglie di indice di massa corporea, come complemento a dieta e fisioterapia. La semaglutide (Wegovy®) è invece indicata in casi specifici per adolescenti dai 12 anni con peso superiore a 60 kg, sebbene la prescrizione resti a carico del cittadino — un nodo che il documento non scioglie, ma che rende evidente la diseguaglianza di accesso ancora esistente.

Quando si arriva alla chirurgia

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La chirurgia bariatrica è prevista per i casi più severi e selezionati, mai come prima scelta. I criteri fissati dalla Linea guida sono precisi: un BMI pari o superiore a 35 kg/m² con almeno una comorbilità grave — come il diabete di tipo 2 o la sindrome da apnea ostruttiva del sonno in forma moderata-grave — oppure un BMI pari o superiore a 40 kg/m² con comorbilità minori. È inoltre richiesto che la crescita e la maturità fisica siano quasi complete, con soglie differenziate per ragazze e ragazzi, e che le opzioni conservative siano già state percorse senza successo. L'intervento, insomma, rimane una strada possibile ma non una scorciatoia.

Un elemento inedito del documento è l'attenzione al contesto ambientale più ampio. Per la prima volta una Linea guida nazionale italiana introduce il concetto di Planetary Health, il legame cioè tra salute delle persone e salute del pianeta, riconoscendo che i cambiamenti ambientali possono influire sulla salute umana. Un ampliamento dello sguardo che riflette l'evoluzione della letteratura scientifica internazionale sul tema.

I numeri che hanno reso necessario questo lavoro sono difficili da ignorare. In Italia, il 26,7% dei bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni è in sovrappeso, con punte superiori a un terzo in sette delle dieci regioni del Mezzogiorno: in Campania si arriva al 36,5%. L'indagine HBSC 2022 dell'ISS ha rilevato che il 18,2% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni è in sovrappeso e il 4,4% è obeso, con prevalenze più alte tra i maschi e nel Sud del Paese. Più di 100.000 bambini e adolescenti sotto i 17 anni convivono con obesità grave. Il problema non riguarda solo l'età evolutiva: secondo i dati Istat del 2023, quasi 23 milioni di adulti — il 46,3% della popolazione sopra i 18 anni — hanno un eccesso di peso, di cui circa 5,8 milioni sono affetti da obesità vera e propria.

L'obiettivo dichiarato della Linea guida è offrire ai professionisti sanitari uno strumento condiviso e assicurare ai pazienti uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale, superando le diseguaglianze che oggi fanno sì che un ragazzo in Calabria o in Sicilia abbia accesso a cure diverse rispetto a un coetaneo del Nord. La sfida, ora, è che questo documento non rimanga sulla carta.

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