Emicrania, il caldo è un nemico per 9 milioni di italiani: i consigli per difendersi
Temperature elevate e umidità possono scatenare le crisi di emicrania. La Società Italiana per lo Studio delle Cefalee offre indicazioni pratiche per i pazienti.
L'estate, con le sue temperature elevate e l'umidità spesso opprimente, può trasformarsi in un periodo particolarmente difficile per i 9 milioni di persone in Italia che convivono con l'emicrania. Questa patologia neurologica cronica, che colpisce circa due terzi di donne, si manifesta con crisi dolorose che possono essere aggravate dalle condizioni meteorologiche. Per offrire un supporto concreto ai pazienti, la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) ha diffuso una serie di raccomandazioni utili a mitigare l'impatto del clima sull'insorgenza degli attacchi.
L'emicrania non è un semplice mal di testa, ma una condizione complessa e invalidante, riconosciuta come una delle principali cause di disabilità nella popolazione adulta, specialmente tra i 20 e i 50 anni. Circa il 2% degli italiani ne soffre in forma cronica. Il cervello delle persone emicraniche, infatti, mostra una particolare sensibilità alle variazioni dell'ambiente, sia interno che esterno, rendendole più vulnerabili a fattori che per altri non rappresenterebbero un problema.
Numerosi studi scientifici hanno evidenziato una chiara correlazione tra le condizioni meteorologiche e la probabilità di un attacco emicranico. Le temperature elevate, in particolare, possono contribuire ad abbassare la cosiddetta "soglia emicranica", rendendo più facile l'insorgenza di una crisi. È stato osservato che un aumento della temperatura di almeno 5 gradi Celsius può incrementare significativamente il rischio nei soggetti predisposti. Questa relazione è stata supportata anche da una ricerca di oltre sette anni condotta da Kenneth Mukamal dell'Università di Harvard, pubblicata sulla rivista Neurology, che ha collegato eventi meteo estremi agli accessi al pronto soccorso per cefalea. Oltre al caldo, anche l'umidità ambientale e le variazioni della pressione atmosferica sono fattori noti per influenzare negativamente i pazienti.
Il caldo agisce non solo direttamente, ma anche attraverso meccanismi indiretti. Favorisce la disidratazione e la perdita di elettroliti a causa della sudorazione eccessiva, fattori che possono innescare l'emicrania. Altri elementi legati alla stagione calda che possono scatenare le crisi includono l'alterazione del ritmo sonno-veglia, la modifica degli orari dei pasti e l'aumento dell'esposizione alla luce intensa. Il vento, inoltre, può scatenare l'allodinia, un fenomeno per cui stimolazioni nervose normalmente innocue sulla pelle vengono percepite come dolore, mentre la fotofobia (sensibilità alla luce) è un sintomo che spesso accompagna la crisi emicranica.
La Prof.ssa Marina De Tommaso, Ordinario di Neurologia all'Università di Bari e Presidente della SISC, ha sottolineato l'importanza di approfondire gli effetti del cambiamento climatico sulla salute, inclusa l'emicrania, per sviluppare strategie preventive più efficaci. Il Prof. Antonio Russo, Ordinario di Neurologia e Direttore del Programma Interdipartimentale di Medicina delle Cefalee dell'Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli, ha chiarito che il caldo non è una causa diretta dell'emicrania, ma piuttosto un fattore che abbassa la soglia di attivazione, rendendo il cervello più suscettibile agli stimoli dolorosi.
Per affrontare al meglio questo periodo, la SISC fornisce alcuni consigli pratici. Mantenere una corretta idratazione è fondamentale: bere molta acqua durante il giorno aiuta a compensare la perdita di liquidi dovuta alla sudorazione. È consigliabile anche limitare l'eccessivo consumo di caffeina e alcol, che possono contribuire alla disidratazione e alterare il sonno, fattori di rischio per l'emicrania.
Un'altra misura preventiva importante è proteggersi dalla luce solare intensa, utilizzando occhiali da sole e cappelli quando si è all'aperto. Mantenere un ritmo sonno-veglia regolare, anche durante le vacanze, può aiutare a stabilizzare l'organismo. Infine, cercare di evitare sbalzi termici eccessivi, come il passaggio brusco da un ambiente esterno molto caldo a uno interno con aria condizionata troppo fredda, è un accorgimento utile per non stressare il sistema nervoso e prevenire l'insorgenza delle crisi.