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Sanità
Multitasking: la scienza smonta lo stereotipo femminile, c'è una sola differenza reale

Multitasking: la scienza smonta lo stereotipo femminile, c'è una sola differenza reale

La Redazione ·12 luglio 2026 7:21

Immaginate la quotidianità di molte donne: al mattino, mentre preparano la colazione, rispondono alle e-mail di lavoro e coordinano gli impegni dei figli; a pranzo, pagano le bollette in pochi clic consumando il pasto; in serata, recuperano i bambini, cenano, cucinano per il giorno successivo e raccontano una fiaba, pianificando mentalmente il calendario del domani. È una vita fitta di sovrapposizioni, dove ruoli di madre, lavoratrice, caregiver e partner si intrecciano in continuazione. Proprio questa densità di impegni ha consolidato un moderno stereotipo: le donne sono decisamente più multitasking degli uomini. Ma la realtà biologica e psicologica conferma questa narrazione? La risposta, sorprendente, è no.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Psychological Research, condotto da esperti britannici André e Diana Szameitat, ha demolito il mito di un squilibrio di genere nella capacità di gestire compiti multipli. La ricerca, che ha simulato scenari di vita reale attraverso un complesso paradigma di cinque compiti, dimostra che non esistono differenze generali tra i sessi nella gestione cognitiva del multitasking. Sia uomini sia donne mostrano prestazioni simili nel seguire ricette, cercare numeri, abbinare dati e monitorare presentazioni. Il vero divario, l'unico significativo, si apre su un fronte specifico: la capacità di sostenere una conversazione mentre si svolgono altre attività. Durante il multitasking, le donne riescono a mantenere il dialogo, mentre gli uomini, impegnati su fronti diversi, tendono a ignorare le conversazioni più del doppio delle volte rispetto alle compagne.

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Questa distinzione non è dovuta a una minore abilità cognitiva maschile, ma a una differente propensione comportamentale. Quando gli uomini eseguono il compito di conversazione, la qualità e la velocità delle loro risposte sono identiche a quelle delle donne; semplicemente, la frequenza con cui scelgono (o sono portati) a interrompere il dialogo è nettamente superiore. Gli autori suggeriscono che le donne, in media, potrebbero impegnarsi maggiormente in comportamenti comunicativi nei contesti sociali, una ipotesi che si allinea con alcune teorie evoluzionistiche sulla maggiore propensione conversazionale femminile, pur senza essere testata direttamente nello studio.

Ma l'impatto di questa differenza si estende oltre la performance individuale, influenzando la percezione sociale. Quando osservatori ignari hanno valutato i video delle prestazioni, hanno giudicato gli uomini impegnati in più attività come meno in controllo, meno attenti, meno inclini allo sforzo e meno gratificati rispetto alle donne. Questa valutazione errata, basata sulla mancata interazione verbale, contribuisce a perpetuare l'idea della super donna multitasking. Come sottolinea André Szameitat, i dati confermano che non ci sono differenze sostanziali nei compiti visuo-manuali, ma esiste una differenza significativa nella capacità di dialogare durante l'attività multipla. È proprio questa abilità, fondamentale nella vita di tutti i giorni, che potrebbe spiegare l'origine e la persistenza del diffuso stereotipo pubblico.

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