Modena, l’abbraccio agli infermieri per Viktoriya Prudka dopo il soccorso alla turista tedesca
Quando tutto è accaduto, Viktoriya Prudka non ha avuto bisogno di pensarci due volte. Ha visto una donna a terra, gravemente ferita alle gambe dopo essere stata travolta dall’auto piombata sulla folla nel cuore di Modena, e ha fatto ciò che la sua professione le impone nei momenti più difficili: è intervenuta subito. Con lucidità, rapidità e competenza ha prestato assistenza alla turista tedesca, che come lei è infermiera, contribuendo a bloccare un’emorragia che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.
Da quel gesto è nato un abbraccio collettivo, ma anche un riconoscimento ufficiale. L’Ordine delle professioni infermieristiche di Modena ha voluto incontrarla per ringraziarla pubblicamente, premiandone la prontezza e la professionalità. Un incontro semplice solo in apparenza, perché dentro c’era molto di più: il bisogno di dire grazie a chi, nel momento decisivo, ha incarnato il senso più autentico dell’assistenza.
A consegnarle l’attestato sono stati il Consiglio direttivo e la Commissione d’Albo, che hanno voluto sottolineare il valore umano e professionale del suo gesto. Viktoriya, nata in Ucraina e iscritta all’Ordine modenese dal 2017, ha ricevuto un riconoscimento che va oltre il merito del singolo episodio. È il segno di una fiducia condivisa, della stima di una comunità che si riconosce nei propri professionisti quando il dovere incontra il coraggio.
Nel testo dell’attestato, firmato dalla presidente Carmela Giudice, il messaggio è chiaro: il suo operato rappresenta un esempio concreto dei più alti valori della professione infermieristica e dell’impegno al servizio della collettività. Parole che pesano, perché raccontano non solo un soccorso riuscito, ma la sostanza stessa di una professione fatta di presenza, sangue freddo e responsabilità. E forse è proprio questo il cuore della vicenda: in una giornata segnata dalla paura, un gesto tecnico e umano ha restituito dignità al tempo sospeso dell’emergenza. Poi è arrivato l’abbraccio. E con lui, la consapevolezza che certe scelte, nei secondi che contano, parlano più di qualunque discorso.