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Sanità
Medico di base ignora esami, tumore scoperto tardi: 500mila euro di risarcimento

Medico di base ignora esami, tumore scoperto tardi: 500mila euro di risarcimento

La Redazione ·29 aprile 2026 9:51

Un ritardo fatale. Dieci anni fa, un residente bellunese di 62 anni si sottopose a routine prelievi ematici. I risultati mostrarono anomalie evidenti, ma il suo medico di medicina generale non dispose ulteriori accertamenti. Passò il tempo. Le sue condizioni peggiorarono rapidamente, fino a richiedere un intervento urgente all'ospedale San Martino di Belluno.

Lì, gli esami ematochimici rivelarono la verità crudele: mieloma multiplo con insufficienza renale grave e anemia severa. Ricoverato d'urgenza, l'uomo entrò in un calvario senza fine. La diagnosi confermò una proteinuria di Bence-Jones, segnale inequivocabile di quel tumore del sangue. Eppure, quegli esami di routine avrebbero dovuto accendere un allarme immediato.

Il danno fu irreversibile. L'accumulo di catene leggere nei tubuli renali provocò un'insufficienza renale cronica, evitabile con un semplice approfondimento tempestivo. Oggi, a 72 anni, vive dializzato, sottoposto a chemioterapia continua, assuefatto a un cocktail di farmaci e vincolato a visite mediche ossessive. Dichiarato invalido civile al 100%, la sua esistenza è un'ombra di ciò che poteva essere.

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La giustizia, però, ha parlato. Senza bisogno di un processo lungo e logorante, l'azienda sanitaria ha sborsato 500mila euro in via stragiudiziale. Una consulenza tecnica preventiva ha smascherato il ritardo diagnostico, attribuendone la responsabilità al medico convenzionato con l'Ulss 1 Dolomiti. Il team che ha gestito il caso ha chiuso la vertenza con efficacia, trasformando il dolore in equa riparazione.

Storie come questa illuminano le crepe del sistema. Un esame negletto, una vita stravolta. La malasanità non è astratta: colpisce nomi, volti, famiglie. E reclama attenzione, perché ogni valore sospetto ignoto possa diventare, domani, un salvavita.

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