Il diritto dimenticato alle cure palliative: le proposte dell'associazione Coscioni
Nel marzo del 2010 nacque una legge rivoluzionaria, la 38/2010, primo baluardo legale in Italia per il diritto universale alle cure palliative e alla terapia del dolore. Passati sedici anni, però, questo diritto resta un'ombra, poco conosciuto e applicato in modo disomogeneo sul territorio nazionale. L'associazione Luca Coscioni lo ricorda con forza, sottolineando come tali cure non si limitino alle fasi terminali della vita, ma pongano la persona al centro, curando non solo la malattia, ma elevando la qualità dell'esistenza e sostenendo i familiari nel loro cammino.
Filomena Gallo e Marco Cappato lo affermano con chiarezza: le cure palliative offrono una prospettiva umana, integrale. Eppure, non bastano sempre. Molti affrontano sofferenze fisiche o esistenziali intollerabili, e per loro deve esistere la libertà di scelta – tra palliative, sedazione profonda o suicidio assistito, come sancito dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale. Nessuna contrapposizione esiste tra cure palliative e aiuto alla morte volontaria; opporle è un pretesto ideologico, che calpesta la sofferenza altrui.
Da qui le richieste pressanti al Governo e alle Regioni: campagne informative capillari per diffondere il diritto di accesso; un'applicazione uniforme della legge 38; abbattimento delle disparità tra assistenza domiciliare, hospice e terapia del dolore. Serve formare operatori sanitari aggiornati sulla medicina palliativa, promuovere pratiche avanzate per il dolore – inclusa la cannabis terapeutica e i psichedelici – e pubblicare relazioni annuali sull'attuazione della norma. Solo così il diritto diventerà realtà concreta, non promessa evanescente.
I numeri parlano chiaro. Negli ultimi dodici mesi, il Numero Bianco – 0699313409, servizio gratuito attivo h24 – ha accolto 16.035 richieste su diritti di fine vita, 44 al giorno, con un balzo del 14% sull'anno precedente. Un segnale: la domanda c'è, la risposta deve farsi più forte, più vicina a chi soffre.