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Emergenza sangue in Italia: perché manca proprio il gruppo 0 positivo
Foto: Charlie-Helen Robinson / Pexels
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Emergenza sangue in Italia: perché manca proprio il gruppo 0 positivo

Il Centro Nazionale Sangue lancia l'allarme: la raccolta estiva ha lasciato gli ospedali a corto di emazie. Lazio tra le regioni più in difficoltà.

La Redazione ·5 settembre 2026 16:06 ·4 min di lettura

«Senza sangue non si opera.» La frase è di Luciana Teofili, direttrice del Centro Nazionale Sangue, e sintetizza con brutale chiarezza la situazione che si è aperta in Italia con la fine dell'estate. Il CNS ha lanciato un allarme formale per una carenza diffusa di emazie, con un'attenzione particolare al gruppo sanguigno 0 positivo, il più richiesto dagli ospedali e oggi quello più scarso nelle sacche dei centri trasfusionali.

Il meccanismo è ciclico, e si ripete ogni anno: in estate le donazioni calano — le vacanze svuotano le città, le alte temperature scoraggiano chi si presenta ai centri raccolta — mentre il fabbisogno degli ospedali rimane pressoché costante. Quest'anno, però, la situazione appare più acuta del solito. Le regioni che accusano le difficoltà maggiori sono Lazio, Campania e Sicilia, e il problema è aggravato dal fatto che le altre regioni non dispongono di scorte sufficienti per compensare le carenze attraverso i canali interregionali: non c'è sangue in eccesso da redistribuire.

I dati del CNS aiutano a capire la dimensione del fenomeno. A luglio 2026 sono state prodotte 194.775 unità di globuli rossi, l'1,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2025; ne sono state trasfuse 194.002, con un calo del 2,6%. I margini di riserva, in altre parole, sono quasi azzerati.

Perché proprio il gruppo 0 positivo

Il gruppo 0 positivo è il più diffuso nella popolazione italiana, e proprio questa caratteristica lo rende il più richiesto. I globuli rossi 0 positivo possono essere trasfusi a tutte le persone Rh positive — gruppi 0, A, B e AB — garantendo una versatilità che li rende indispensabili nelle urgenze, quando non sempre c'è tempo per una tipizzazione completa. Il rovescio della medaglia è che chi ha sangue 0 positivo può ricevere globuli rossi soltanto da donatori 0 positivo o 0 negativo, il che restringe notevolmente il bacino a cui attingere in caso di trasfusione.

La Croce Rossa Italiana di Roma Capitale ha messo in guardia sulle conseguenze pratiche: la carenza potrebbe portare al rinvio di interventi chirurgici programmati e mettere a rischio le trasfusioni urgenti. Un rischio concreto, non una proiezione astratta. Ospedali come il Policlinico Umberto I e il Policlinico Gemelli hanno già rilanciatopropri appelli per la donazione.

Di fronte all'allarme, il CNS ha sollecitato le strutture regionali di coordinamento e le associazioni dei donatori a moltiplicare le sessioni di raccolta e a rafforzare la chiamata attiva. La FIDAS — Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue — ha risposto potenziando i contatti diretti con i donatori, con particolare attenzione a chi ha il gruppo 0 positivo.

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Chi dona e chi no: il ritratto dei donatori italiani

Nel 2025 i donatori di sangue in Italia erano 1 milione e 664 mila, in leggera diminuzione dello 0,8% rispetto all'anno precedente. Una cifra che nasconde una contraddizione interna: i donatori periodici — chi torna a donare con regolarità — hanno registrato un trend positivo (+1,4%) e rappresentano l'85% del totale. Il problema, semmai, è reclutare chi non ha ancora mai donato.

La fascia d'età più numerosa tra i donatori è quella compresa tra i 46 e i 55 anni. Quella tra i 18 e i 25 anni è la meno rappresentata e tende a ridursi nel tempo. È una questione demografica che si porta dietro implicazioni di lungo periodo: il sistema sangue italiano si regge interamente sulla donazione volontaria e non remunerata, e un progressivo invecchiamento della platea dei donatori non è un segnale rassicurante. A questo si aggiunge la necessità di incrementare la donazione di plasma, settore in cui l'Italia non è ancora autosufficiente nella produzione di plasmaderivati.

A Roma una raccolta straordinaria il 10 settembre

Per contribuire a colmare la carenza, Adnkronos e AVIS Roma hanno organizzato una raccolta straordinaria di sangue per giovedì 10 settembre 2026, a partire dalle ore 8:30, in Piazza Mastai a Trastevere. L'appuntamento è aperto a tutti i donatori idonei e si inserisce nel più ampio sforzo di mobilitazione che le associazioni stanno portando avanti in queste settimane nella Capitale e nel resto del Lazio, una delle regioni dove la situazione è più critica.

Donare sangue richiede circa un'ora di tempo complessiva, non comporta rischi per la salute del donatore sano e non è remunerato: è un atto civico che, in questo momento, può fare la differenza tra un'operazione rinviata e una portata a termine.

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