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Sangue, scatta l'allarme nazionale: manca il gruppo 0+ e il Lazio è tra le regioni più in difficoltà
Foto: Charlie-Helen Robinson / Pexels
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Sangue, scatta l'allarme nazionale: manca il gruppo 0+ e il Lazio è tra le regioni più in difficoltà

Il Centro Nazionale Sangue segnala una carenza diffusa di emazie in tutta Italia. Lazio, Campania e Sicilia le più colpite, operazioni sospese a Salerno.

La Redazione ·4 settembre 2026 14:07 ·3 min di lettura

È partito il primo settembre scorso un allarme ufficiale del Centro Nazionale Sangue: le scorte di emazie scarseggiano in tutta Italia, e nessuna regione dispone al momento di riserve sufficienti a compensare quelle in difficoltà. A preoccupare di più è il gruppo 0 positivo, il più diffuso tra la popolazione e tra i più richiesti nelle trasfusioni ordinarie per i pazienti Rh positivi. Le regioni più esposte, secondo il CNS, sono Lazio, Campania e Sicilia.

La situazione più critica si registra in Campania, dove l'AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno ha già preso una misura drastica: la sospensione di tutte le attività chirurgiche e cliniche in elezione che prevedono un potenziale utilizzo di sangue. Restano garantite soltanto urgenze ed emergenze. Un segnale concreto di quanto la carenza possa ripercuotersi direttamente sulla vita dei pazienti, anche al di là delle trasfusioni d'urgenza.

Il meccanismo che normalmente bilancia le differenze tra regioni — la cosiddetta compensazione interregionale, attraverso cui le aree con eccedenze cedono unità di sangue a quelle in deficit — al momento non riesce a funzionare: nessuna regione ha scorte in avanzo. Il CNS ha pertanto sollecitato con urgenza le strutture regionali di coordinamento, le federazioni e le associazioni di donatori ad adottare ogni misura utile per incrementare le donazioni.

Tra i soggetti già mobilitati c'è la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue (FIDAS), che ha potenziato la cosiddetta chiamata attiva: un contatto diretto con i donatori periodici, in particolare per il gruppo 0 positivo. Giovanni Musso, Presidente di FIDAS, ha invitato chi dona regolarmente a non rimandare l'appuntamento e chi non ha mai donato a rivolgersi alla propria associazione di riferimento o al servizio trasfusionale locale. «Il sistema sangue italiano si regge interamente sulla donazione volontaria e non remunerata», ha ricordato Luciana Teofili, Direttrice del CNS, sottolineando come la consapevolezza collettiva su questo punto sia ancora insufficiente.

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I numeri del 2025 aiutano a capire le dimensioni del sistema e, insieme, la sua fragilità. L'anno scorso in Italia hanno donato oltre 1,6 milioni di persone — per la precisione 1.664.691 — con circa 3 milioni di donazioni totali. A beneficiarne sono stati circa 638.000 pazienti, per un totale di quasi 2,7 milioni di trasfusioni. Eppure, nonostante queste cifre, il numero complessivo di donatori è calato dello 0,8% rispetto al 2024. Il dato più preoccupante riguarda i giovani: nella fascia 18-25 anni si contano appena 34,1 donatori ogni mille abitanti, il valore più basso di tutte le fasce d'età e in ulteriore riduzione. Al contrario, la fascia 46-55 anni è quella più attiva, con 63,6 donatori ogni mille abitanti.

A questo si aggiunge una geografia della generosità che resta squilibrata: le regioni del Nord Italia sono storicamente più virtuose nella raccolta, con una cultura del dono più radicata, mentre il Centro-Sud fatica a tenere il passo. È una combinazione di fattori — calo demografico dei donatori più giovani, stagionalità estiva che riduce le donazioni, squilibri territoriali strutturali — che in questa estate 2026 si è presentata tutta insieme.

Per chi volesse rispondere all'appello, il percorso è semplice: basta contattare l'associazione di donatori più vicina (AVIS, FIDAS, ADMO o similari) oppure il servizio trasfusionale del proprio ospedale di riferimento. Non è richiesta una prescrizione medica. I requisiti minimi sono avere tra i 18 e i 65 anni, pesare almeno 50 chili e godere di buona salute. La donazione di sangue intero richiede circa un quarto d'ora ed è possibile ripeterla ogni 90 giorni per gli uomini, ogni 180 per le donne.

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