Contraccettivi con desogestrel ed etonogestrel: AIFA avverte su un lieve aumento del rischio di meningioma
L'Agenzia Italiana del Farmaco ha diffuso il 6 agosto 2026 una nota di sicurezza su pillole, impianti e anelli contenenti i due principi attivi.
Una nota di sicurezza arrivata in piena estate, ma che merita attenzione senza allarmismi. Il 6 agosto 2026 l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha diffuso una Nota Informativa Importante di Sicurezza relativa ai medicinali contraccettivi contenenti desogestrel ed etonogestrel: due progestinici presenti in diverse formulazioni — pillole orali, impianti sottocutanei e anelli vaginali — usate quotidianamente da molte donne. Il messaggio centrale è che un uso prolungato di questi farmaci è associato a un lieve aumento del rischio di meningioma. Non è un invito a smettere di colpo, ma a parlarne con il proprio medico.
La nota AIFA è stata concordata con l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), il cui Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC) aveva adottato le relative raccomandazioni già nel luglio 2026. I dati alla base della decisione provengono da un ampio studio epidemiologico caso-controllo condotto in Francia e pubblicato sul British Medical Journal nel 2025: i ricercatori hanno analizzato 8.391 donne sottoposte a intervento chirurgico per meningioma intracranico, confrontandole con 83.910 controlli. È uno dei corpus di dati più robusti mai prodotti su questo tema.
Cosa dice concretamente la ricerca
Il rischio emerge soprattutto con l'uso continuativo per almeno un anno. Per il desogestrel da 75 microgrammi, gli studi indicano un odds ratio di circa 1,3 — vale a dire un incremento del rischio del 30% rispetto a chi non lo usa. Un numero che, in termini assoluti, si traduce in circa un caso aggiuntivo di meningioma ogni 67.300 donne trattate: raro, quindi, ma misurabile. Con il prolungarsi dell'esposizione, l'associazione si rafforza: dopo almeno sette anni di utilizzo, l'odds ratio sale a circa 2,1. Il dato è ulteriormente più alto — 3,3 — nelle donne che in passato avevano già assunto altri progestinici già noti per questo tipo di rischio, come ciproterone, nomegestrolo, medrossiprogesterone e clormadinone. Una storia terapeutica, dunque, che può fare la differenza nella valutazione clinica individuale.
Una buona notizia: l'aumento del rischio non è stato più rilevato un anno dopo l'interruzione del trattamento. Il che suggerisce un'associazione legata all'esposizione attiva, non un danno permanente e irreversibile.
Per capire di cosa si parla: il meningioma è un tumore che origina dalle meningi, le membrane che rivestono cervello e midollo spinale. Nella grande maggioranza dei casi è benigno e a crescita lenta, ma la sua posizione può comunque causare disturbi neurologici significativi — problemi visivi, perdita dell'udito, mal di testa ingravescente, crisi epilettiche, difficoltà di memoria — e in alcuni casi rendere necessario un intervento chirurgico.
Cosa cambia nella pratica
Sulla base di queste evidenze, l'uso di desogestrel o etonogestrel è ora controindicato nelle donne con meningioma in corso o con una diagnosi pregressa. Chi ha ricevuto questa diagnosi e sta usando uno di questi contraccettivi deve interrompere il trattamento immediatamente e rivolgersi al medico. I foglietti illustrativi dei farmaci interessati saranno aggiornati per includere il meningioma tra gli effetti indesiderati, con frequenza classificata come «non nota».
Per tutte le altre donne — la grande maggioranza — la raccomandazione non è di smettere, ma di restare vigili. AIFA invita a monitorare l'eventuale comparsa di sintomi neurologici nuovi e persistenti: alterazioni della vista, perdita dell'udito o acufeni, riduzione dell'olfatto, cefalea progressiva, problemi di memoria, crisi epilettiche, debolezza agli arti. Se qualcuno di questi disturbi dovesse manifestarsi, è il momento di parlarne con il medico di base o il ginecologo, non di aspettare.
Va ricordato che già nel febbraio 2026 la Saudi Food and Drug Authority aveva segnalato un safety signal sul desogestrel nell'ambito delle proprie attività di farmacovigilanza: un primo campanello che le autorità europee hanno poi valutato in modo approfondito nei mesi successivi.
Il messaggio di fondo dell'AIFA è di equilibrio: la contraccezione ormonale rimane uno strumento medico efficace e per la maggior parte delle donne i benefici continuano a superare i rischi. Ma ogni terapia prolungata merita un dialogo periodico con il proprio medico, e questa nota aggiunge un elemento in più a quella conversazione.