La Piramide Cestia riapre dopo tre anni: visite gratuite da settembre
Dal 4 settembre al 31 ottobre, il monumento funerario più antico di Roma torna accessibile al pubblico con un nuovo volto, dopo tre anni di lavori PNRR.
Tre anni di cantieri, un nuovo impianto di illuminazione e percorsi finalmente accessibili. Dal 4 settembre al 31 ottobre 2026, la Piramide Cestia riapre le porte ai romani e ai visitatori di tutto il mondo, e lo fa gratuitamente. Il monumento — unico esempio di architettura funeraria di stile egizio sopravvissuto a Roma — è stato oggetto di una riqualificazione profonda realizzata dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell'ambito del PNRR – Caput Mundi, il filone del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale della capitale.
Gli interventi hanno toccato ogni angolo del sito. All'esterno, è stato completamente rinnovato il sistema di illuminazione scenografica; all'interno, la luce raggiunge ora anche la camera funeraria, dove restano scarse tracce degli affreschi originali documentati nel 1660 dal pittore Pietro Santo Bartoli. Sono stati creati nuovi percorsi accessibili con pavimentazione adeguata, riqualificate le aree verdi con un impianto di irrigazione, installati pannelli informativi aggiornati e sostituite le recinzioni. Il cancello d'ingresso da Piazzale Ostiense è stato rimpiazzato, e un corrimano è stato aggiunto lungo la scalinata. Dettaglio non secondario: gli spazi destinati alla colonia felina stabile nell'area sono stati riorganizzati in modo più funzionale.
«Il PNRR conferma il suo valore come strumento di conservazione e opportunità per rendere il patrimonio culturale più accessibile e vicino al pubblico», ha dichiarato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha invece sottolineato come la nuova illuminazione artistica «riveli la forza architettonica della Piramide Cestia e l'eleganza degli affreschi della camera funeraria, coniugando tutela, accessibilità e qualità della fruizione».
Il calendario delle visite è articolato e richiede attenzione. Le aperture serali si terranno ogni venerdì a partire dal 4 settembre, con tre turni alle ore 19:00, 20:00 e 21:00, della durata di 45 minuti ciascuno, per un massimo di 30 persone. La prenotazione è obbligatoria tramite la piattaforma Eventbrite. Le visite diurne del pomeriggio, con turni alle 16:30, 17:30 e 18:30 per un massimo di 50 persone, sono programmate per i sabati 5, 12 e 19 settembre. Il weekend del 26 e 27 settembre prevede invece sette turni orari dalle 10:00 alle 16:00, sempre con capienza massima di 50 visitatori e prenotazione anticipata. Il ciclo di aperture gratuite proseguirà poi ogni sabato di ottobre.
A fare da sfondo a questa riapertura c'è una storia di oltre duemila anni. La piramide fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba di Gaio Cestio Epulone, magistrato romano e membro dei Septemviri Epulonum, una delle quattro grandi corporazioni religiose di Roma. Secondo le sue disposizioni testamentarie, i lavori dovevano concludersi in 330 giorni — e così fu. Alta circa 37 metri, con una base quadrata di 29,6 metri per lato, è realizzata in cemento rivestito di mattoni e ricoperta di lastre di marmo bianco di Carrara su una fondazione in travertino. La sua forma inconfondibile riflette la mania per l'Egitto che si diffuse a Roma dopo la conquista del paese nel 30 a.C. La sua straordinaria conservazione si deve anche a una circostanza storica: tra il 271 e il 275 d.C. la piramide fu inglobata nelle Mura Aureliane, dove ha funzionato per secoli da bastione.
Non è la prima volta che il monumento beneficia di attenzioni straordinarie. Nel 2013 un mecenatismo privato — quello del collezionista giapponese Yuzo Yagi, con una donazione di circa un milione di euro — aveva finanziato il restauro del rivestimento marmoreo esterno, riportandolo a un candore che si avvicina all'aspetto originale. Il cantiere appena concluso aggiunge ora un tassello diverso: non solo conservazione della pietra, ma qualità dell'esperienza per chi viene a visitarla. Per chi abita nei quartieri Ostiense e Testaccio, o semplicemente passa ogni giorno sotto quella sagoma bianca, potrebbe essere l'occasione giusta per entrare, finalmente, dall'altro lato del cancello.