Colosseo e Fori Imperiali diventano zona rossa: controlli rafforzati fino a Natale
L'ordinanza della Prefettura di Roma è in vigore dal 24 agosto fino al 24 dicembre. Confermate e ampliate anche le zone rosse di Esquilino e San Lorenzo.
Risse, aggressioni, scippi e una notte di fuochi d'artificio trasformata in scontro con le forze dell'ordine. Sono questi gli episodi che hanno spinto la Prefettura di Roma, su indicazione della Questura, a istituire una nuova zona a tutela rafforzata nell'area del Colosseo, dei Fori Imperiali e di Colle Oppio. L'ordinanza, firmata dal Prefetto Lamberto Giannini, è entrata in vigore il 24 agosto 2026 e resterà operativa per quattro mesi, fino alla vigilia di Natale.
La decisione non è arrivata d'improvviso. Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica l'aveva già discussa e condivisa nella riunione del 6 agosto, alla quale aveva preso parte anche il procuratore della Repubblica di Roma. Tra gli episodi che hanno pesato di più nella valutazione c'è quello del 1° luglio scorso, quando circa cinquanta persone, dopo aver acceso artifizi pirotecnici nei pressi del Colosseo, hanno opposto resistenza agli agenti e danneggiato mezzi e attrezzature delle forze di polizia. Un episodio emblematico di una tendenza che, secondo le autorità, si è fatta via via più marcata in quest'area del centro storico.
Concretamente, la qualifica di zona rossa consente alle forze dell'ordine di allontanare soggetti con precedenti penali o che tengano comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti. Sono previsti presidi fissi di pattuglie e militari, e la possibilità di applicare i cosiddetti daspo urbani, strumento introdotto per escludere determinati individui da aree specifiche della città. Non si tratta quindi di una chiusura al pubblico né di limitazioni per i normali visitatori, ma di un rafforzamento selettivo dei controlli su chi crea problemi.
Nel perimetro della stessa ordinanza rientrano anche altre misure. Le zone rosse già attive nei quartieri Esquilino e San Lorenzo vengono confermate e ampliate, con l'obiettivo dichiarato di contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti e la cosiddetta movida selvaggia. Al contrario, il provvedimento che interessava l'area di Valle Aurelia-Cornelia viene revocato: un segnale che lo strumento viene calibrato nel tempo in base all'evoluzione della situazione.
Tra le motivazioni addotte dall'ordinanza figura anche una prospettiva futura: l'apertura della nuova stazione della Metro C ai Fori Imperiali, attesa entro la fine del 2026, che porterà un significativo aumento di passaggi e utenza in un'area già ad alta densità turistica. Maggior afflusso significa, secondo le autorità, maggiore necessità di una vigilanza capillare e strutturata.
Lo strumento delle zone a controllo rafforzato non è una novità romana. Il framework nazionale è stato introdotto dal Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel dicembre 2024 ed è stato applicato nella Capitale a partire dall'inizio del 2025. Misure analoghe sono state adottate anche a Milano e Napoli. Se inizialmente venivano pensate come interventi emergenziali e temporanei, dalla fine del 2025 molte città le hanno trasformate in presidi stabili, rivedendo periodicamente perimetri e durata.
Il provvedimento non è privo di voci critiche nel dibattito pubblico. Chi sostiene la misura la considera uno strumento di deterrenza necessario per restituire sicurezza a zone frequentate ogni giorno da residenti, lavoratori e milioni di turisti. Chi la osserva con più scetticismo solleva interrogativi sulla proporzionalità delle limitazioni alla libertà di movimento e sull'efficacia di soluzioni che, senza interventi strutturali, rischiano di spostare i problemi da un quartiere all'altro piuttosto che risolverli. Il dibattito è aperto, e i prossimi quattro mesi offriranno dati concreti per valutarne i risultati.