Esplosione alla fabbrica di munizioni di Colleferro: nessun ferito, aperta un'inchiesta per sabotaggio
Il 13 agosto un'esplosione ha colpito lo stabilimento KNDS Ammo Italy. Ventiquattro lavoratori illesi, indagini aperte per disastro colposo e ipotesi di sabotaggio.
Un boato avvertito fino a trenta chilometri di distanza, una densa colonna di fumo nero visibile dai Castelli Romani, e poi il silenzio — rotto soltanto dalle sirene dei soccorritori. Nel pomeriggio di giovedì 13 agosto 2026, intorno alle 14:30, una violenta esplosione ha investito lo stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, nell'area del Quarto Chilometro lungo via Latina, al confine con il territorio di Artena, in provincia di Roma. L'impianto — noto ai più con il vecchio nome di Simmel Difesa — è il principale produttore italiano di munizionamento di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale.
Le prime ricostruzioni indicano che tutto sarebbe partito da un incendio nel reparto di lavorazione e pressatura delle polveri da sparo, o in un miscelatore utilizzato nella produzione. Le fiamme, alimentate dai materiali presenti nel sito, hanno generato una deflagrazione che ha interessato un'area circoscritta dello stabilimento, propagandosi anche alla vegetazione circostante. Fondamentale, in questo senso, è stato il momento: la fabbrica si trovava in un periodo di chiusura aziendale, il che ha drasticamente ridotto il numero di persone presenti. Al momento dell'esplosione erano in servizio circa 24 tra manutentori e operai, tutti riusciti a raggiungere in tempo le aree di sicurezza previste dai protocolli aziendali. Non si registrano vittime né feriti.
Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi dei Vigili del Fuoco, impegnati sia nello spegnimento delle fiamme sia nella messa in sicurezza dell'intera area. A supporto delle operazioni è stato impiegato anche un elicottero Drago del Corpo nazionale per la ricognizione dall'alto. Insieme ai pompieri, sono giunti i Carabinieri della stazione di Colleferro e il Nucleo investigativo di Frascati, oltre alle squadre della Protezione Civile. I danni strutturali sembrano limitati: il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, ha riferito che la situazione è tornata sotto controllo e che l'unico effetto visibile nel quartiere più vicino è stato qualche vetro rotto.
Le indagini: incidente o sabotaggio?
La domanda che rimbalza tra magistratura e apparati di sicurezza è tutt'altro che scontata. La Procura di Velletri ha aperto un fascicolo per disastro colposo a carico di ignoti, ma gli inquirenti stanno valutando anche l'ipotesi di un atto intenzionale — un sabotaggio, eventualmente riconducibile a soggetti stranieri. Il motivo di questo filone investigativo non è peregrino: lo stabilimento di Colleferro produce munizionamento destinato, tra l'altro, all'Ucraina, e il suo valore strategico è tutt'altro che trascurabile. I Carabinieri hanno già raccolto campioni di esplosivo, ricostruito il punto di innesco e avviato l'analisi di celle telefoniche e immagini delle telecamere della zona.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha tuttavia frenato le speculazioni più allarmistiche: allo stato delle informazioni disponibili, ha dichiarato, non risulterebbe «qualcosa di diverso da un problema interno». Un accertamento definitivo richiederà però tempo: al termine delle operazioni di emergenza è prevista un'ispezione dell'intero impianto per verificare eventuali ulteriori criticità e quantificare i danni.
Il contesto industriale in cui si inserisce l'incidente aggiunge un livello di complessità alla vicenda. KNDS Ammo Italy — controllata dalla francese KNDS France dal 2014 e parte del gruppo nato dall'unione di Krauss-Maffei Wegmann e Nexter — ha fatturato circa 109 milioni di euro nel 2025, con 183 dipendenti. Lo stabilimento di Colleferro è classificato come industria a rischio di incidente rilevante ai sensi della normativa Seveso, ed è inserito nel Portale dell'ISPRA tra gli impianti di soglia superiore per la produzione, distruzione e stoccaggio di esplosivi. Piani di emergenza esterna esistono proprio per eventi come questo.
La storia del sito porta con sé il peso di tragedie passate. Il 9 ottobre 2007, un'esplosione alla Simmel Difesa causò una vittima e tredici feriti. E risalendo ancora indietro, il 29 gennaio 1938, un'esplosione nello stesso complesso — all'epoca gestito dalla Bombrini Parodi Delfino — provocò sessanta morti e millecinquecento feriti, uno degli incidenti industriali più gravi della storia italiana del Novecento. Quella del 13 agosto, almeno, si è conclusa senza vittime. Ma le domande sul perché sia successo restano aperte.