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Due notti, due bombe: il concessionario di via Casilina colpito ancora
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Due notti, due bombe: il concessionario di via Casilina colpito ancora

Seconda esplosione in 48 ore davanti all'attività di vendita e noleggio auto in via Casilina 953. Indagini in corso, acquisite le immagini delle telecamere.

La Redazione ·30 agosto 2026 16:06 ·2 min di lettura

Quando i Carabinieri si sono presentati per la seconda volta in meno di quarantotto ore davanti al concessionario di via Casilina 953, la scena era inequivocabile: la serranda, già danneggiata nella prima notte, questa volta era stata completamente divelta. Un segno che la seconda esplosione era stata più violenta della prima, e che chi aveva piazzato l'ordigno intendeva, probabilmente, mandare un messaggio più netto.

La sequenza degli eventi ricostruita dagli investigatori è precisa. La notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto 2026, intorno all'una, un ordigno artigianale è esploso davanti all'ingresso dell'attività di vendita e noleggio auto. A dare l'allarme al 112 era stato un passante svegliato dal boato. La detonazione aveva danneggiato la serranda senza distruggerla. Meno di ventiquattro ore dopo, nella notte tra sabato e domenica, lo stesso punto è stato colpito di nuovo: un secondo ordigno, stavolta più potente, ha completato il lavoro. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, della Stazione Alessandrina e della Compagnia Casilina, insieme ai Vigili del Fuoco e agli specialisti della sezione Rilievi.

L'attività appartiene a Manuel Sammarco, 26 anni, pregiudicato per spaccio e attualmente ai domiciliari. Sammarco è anche figlio dell'attore Stefano Sammarco. La sua posizione giudiziaria è un elemento che gli inquirenti non ignorano: una delle piste al vaglio riconduce agli ambienti dello spaccio, contesto in cui regolamenti di conti e intimidazioni attraverso ordigni non sono episodi sconosciuti alle cronache della capitale. Per ora si tratta di una direzione investigativa tra le possibili, non di una conclusione: le indagini sono aperte e il movente non è stato accertato.

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A fornire elementi concreti saranno con ogni probabilità le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che i Carabinieri stanno acquisendo in queste ore. La via Casilina, arteria trafficata del quadrante est di Roma che attraversa quartieri come Centocelle e Alessandrina, è mediamente coperta da sistemi di ripresa sia pubblici sia privati: non è detto, dunque, che chi ha agito sia riuscito a farlo senza lasciare tracce visive.

Ciò che colpisce di questa vicenda non è solo la violenza dell'intimidazione, ma la sua reiterazione. Tornare sul medesimo obiettivo a distanza di una notte sola — e con una carica più potente — suggerisce una volontà di escalation deliberata, quasi una risposta alla mancata resa dopo il primo attacco. È un schema che gli investigatori conoscono: in certi contesti criminali, la prima esplosione è un avvertimento, la seconda una conferma che l'avvertimento è stato ignorato.

I residenti della zona, già abituati a convivere con le tensioni di un quartiere complesso, si sono svegliati per due notti consecutive con il rumore di una deflagrazione. Al momento non risultano feriti in nessuno dei due episodi, ma la preoccupazione per la sicurezza pubblica resta alta, soprattutto in un'estate in cui il capoluogo laziale ha già registrato episodi di violenza nel quadrante est della città. Le autorità non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull'andamento delle indagini, che restano coperte dal riserbo investigativo.

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