Due bombe in 24 ore al Casilino, poi un'altra a Tor Bella Monaca: Roma sotto shock
Tre ordigni artigianali esplosi in meno di 48 ore tra Casilino e Tor Bella Monaca. Nessun ferito, indagini coordinate dalla Procura di Roma.
Tre esplosioni in meno di quarantotto ore, tutte nel quadrante sud-est di Roma, tutte dirette contro attività commerciali, tutte senza feriti ma con danni ingenti. Quello che nei giorni scorsi ha scosso i quartieri Casilino e Tor Bella Monaca non è una serie di incidenti: gli investigatori parlano apertamente di atti deliberati, con un obiettivo scelto e colpito due volte di fila, e un terzo episodio che, pur distinto, aggiunge peso a un quadro già allarmante.
Tutto inizia nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto 2026, quando un ordigno artigianale esplode davanti a un negozio di vendita e noleggio auto in via Casilina. La deflagrazione è violenta ma non provoca vittime. Ventiquattro ore non sono ancora trascorse quando, intorno alle 2 di notte di sabato 29 agosto, lo stesso esercizio viene colpito di nuovo. La seconda esplosione è descritta come più potente della prima: la serranda del negozio viene completamente divelta. È un passante a dare l'allarme al 112. Sul posto arrivano i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Stazione Alessandrina insieme ai Vigili del Fuoco. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, si concentrano sull'acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Gli investigatori considerano i due episodi un'escalation e non escludono che siano collegati: colpire lo stesso obiettivo due volte nel giro di un giorno è, per chi indaga, un segnale difficile da ignorare.
Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto, a pochi chilometri di distanza, un terzo ordigno esplode in via Salemi 130, a Tor Bella Monaca, davanti a un barber shop chiuso da circa un anno per difficoltà economiche. Il bilancio materiale è pesante: la serranda e l'interno del negozio risultano danneggiati, così come un locale adiacente, tre auto in sosta e le vetrate di un condominio sul lato opposto della strada. Nessun ferito anche stavolta, ma le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso l'intera sequenza: un uomo scende da una Jeep Renegade, posiziona e innesca la carica, poi si allontana con un gruppo di persone non identificate. Gli agenti del VI distretto di Pubblica sicurezza Casilino hanno sequestrato inneschi e un accendino sul posto. Anche questo caso è in mano alla Procura di Roma. I gestori del barber shop risultano essere due fratelli con precedenti penali; il proprietario dell'immobile, incensurato, ha dichiarato di non aver ricevuto minacce o intimidazioni.
I tre episodi rimangono formalmente distinti sul piano investigativo, ma la loro concentrazione geografica e temporale li pone inevitabilmente in relazione nell'occhio pubblico. Il Casilino e Tor Bella Monaca sono quartieri della periferia est romana, con una lunga storia di tensioni legate alla criminalità organizzata e al controllo del territorio. Che si tratti di intimidazioni a sfondo estorsivo, di regolamenti di conti interni o di altro ancora, è presto per dirlo: le indagini sono nelle fasi iniziali e le immagini delle telecamere costituiscono per ora il principale filo da seguire.
Il tema della sicurezza nelle periferie torna al centro del dibattito. Fabio Desideri, Segretario Nazionale di AGISCI ITALIA, ha commentato i fatti affermando che quanto accaduto «riaccende l'attenzione sulla sicurezza delle periferie e delle attività economiche», chiedendo «un presidio adeguato e politiche di prevenzione». È una voce che si inserisce in un dibattito più ampio, quello sulla presenza dello Stato nei quartieri più vulnerabili della capitale, dove le attività commerciali operano spesso in condizioni di esposizione che i centri cittadini non conoscono.
Sul piano dei precedenti, vale ricordare che la zona Casilino aveva già vissuto una tragedia nel luglio 2025, quando un'esplosione in un distributore GPL in via dei Gordiani causò un morto e cinquanta feriti — episodio di tutt'altra natura, legato a una fuga di gas, ma che aveva già messo a dura prova la tenuta emotiva del quartiere. Adesso, a distanza di poco più di un anno, i residenti si trovano di nuovo a fare i conti con il fragore delle deflagrazioni notturne e con l'incertezza su cosa si nasconda dietro.