Terremoto di magnitudo 4.1 in Molise nella notte, scossa avvertita fino a Roma
Una scossa di terremoto ha svegliato nella notte buona parte del centro-sud Italia. Alle 00:08 di sabato 25 luglio, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha rilevato un sisma di magnitudo 4.1 con epicentro localizzato a circa due chilometri a ovest di Pizzone, comune in provincia di Isernia, nel cuore del Molise. L'ipocentro è stato individuato a una profondità di circa dieci chilometri, un valore considerato superficiale e tale da amplificare la percezione in superficie.
La scossa è stata avvertita distintamente in un'area geograficamente ampia, che abbraccia più regioni. In Molise, l'isernino ha registrato la percezione più intensa. In Abruzzo il tremore si è sentito nelle province di Chieti e L'Aquila, mentre in Lazio ha raggiunto anche alcune zone della provincia di Roma, con residenti che hanno segnalato un sobbalzo chiaramente percepibile. La scossa non ha risparmiato neppure la Campania, dove si è avvertita nelle province di Caserta e Napoli. In molte abitazioni la gente è scesa in strada per paura, ma al momento non si registrano danni né a persone né a cose.
Nelle ore successive l'INGV ha rilevato una seconda scossa di assestamento: alle 3:41 dello stesso 25 luglio, sempre nella medesima area, è stato registrato un evento di magnitudo 2.2 con ipocentro a nove chilometri di profondità. La Protezione Civile sta monitorando l'evoluzione della situazione senza aver al momento segnalato criticità.
Una zona a pericolosità sismica molto alta
L'area dell'epicentro, al confine tra Molise, Abruzzo e Lazio, non è nuova a eventi di questo tipo. Secondo la Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04), rientra tra le zone classificate a pericolosità sismica molto alta nel contesto italiano. Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15 v. 4.0) documenta una lunga sequenza storica di scosse significative in quest'area, alcune delle quali superiori a magnitudo 5.
Tra i precedenti più rilevanti figura il terremoto del 9 settembre 1349, stimato a magnitudo 6.8 e localizzato a sud-ovest dell'epicentro odierno, uno degli eventi sismici più distruttivi del medioevo italiano. In epoca più recente, il 7 maggio 1984 la stessa area fu colpita da un sisma di magnitudo 5.9, che provocò danni consistenti in diversi centri dell'Appennino centrale. Questi precedenti ricordano che la tranquillità della notte appena trascorsa, pur con la paura diffusa e il fuggi fuggi in strada, va letta nel contesto di un territorio che convive strutturalmente con il rischio sismico.
Per chi abita nelle province laziali più esposte — in particolare nella Ciociaria e nei comuni al confine con il Molise — la scossa di questa notte è un promemoria concreto dell'importanza di conoscere le norme di comportamento in caso di terremoto e di verificare il grado di sicurezza sismica degli edifici in cui si vive. La Protezione Civile mette a disposizione online le mappe aggiornate di pericolosità e le linee guida per prepararsi a un evento sismico.