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Caldo record, 122 anziani morti in più a Roma: e il peggio deve ancora arrivare
Illustrazione generata con AI

Caldo record, 122 anziani morti in più a Roma: e il peggio deve ancora arrivare

La Redazione ·27 luglio 2026 20:05

Centoventidue anziani morti in più del previsto a Roma. Non è una stima approssimativa: è il dato che emerge dal report del Ministero della Salute sull'estate 2026, un'estate che nei libri di record ha già scritto il nome di giugno come secondo mese più caldo mai misurato a livello globale ed europeo. E non è finita: una quarta ondata di calore è attesa tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, descritta come una delle più intense della stagione.

Il report ministeriale documenta un eccesso di mortalità medio del 3% nella popolazione over 65 in Italia nel periodo tra il 25 maggio e il 30 giugno 2026, rispetto ai valori normalmente attesi. Un dato che non si distribuisce in modo uniforme tra le fasce d'età: è statisticamente significativo soprattutto tra gli over 85, i cosiddetti grandi anziani, la categoria più fragile, quella che il calore prolungato colpisce con la maggiore brutalità. Roma, in questo quadro, non è rimasta ai margini: la città è stata inserita più volte a luglio nella fascia di massima allerta, il bollino rosso, il livello più alto del sistema di sorveglianza nazionale. Il 20 luglio le temperature percepite hanno toccato i 39 gradi.

Il problema non è solo il caldo di giorno. Sono le notti a fare la differenza, soprattutto per chi è anziano e vive da solo. Le cosiddette notti tropicali — quelle in cui il termometro non scende sotto i 25 gradi — impediscono al corpo di recuperare dal calore accumulato nelle ore diurne. Per Roma, nella prossima ondata, le previsioni parlano di minime stabili tra i 26 e i 27 gradi. Il picco è atteso nella prima decade di agosto, con punte che potrebbero superare i 40°C in alcune aree del Centro-Nord. Alcune proiezioni indicano un rientro nella norma termica intorno al 7-8 agosto, ma l'intensità dell'ondata rimane una variabile aperta.

A dare la misura continentale del fenomeno sono i dati EuroMomo citati da Auser: nella settimana tra il 22 e il 28 giugno 2026, nell'Europa occidentale si sono registrati oltre 10.000 decessi in eccesso in concomitanza con un'ondata di calore estremo. Di questi, più di 9.000 hanno riguardato persone con almeno 65 anni. Non è una fatalità del calendario: negli ultimi vent'anni la mortalità legata al caldo nella fascia degli over 65 è aumentata del 54%, un dato che racconta in modo crudo quanto il cambiamento climatico stia ridisegnando i rischi per la salute pubblica.

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Domenico Pantaleo, presidente nazionale dell'Auser, ha usato parole dirette: gli anziani restano la fascia più esposta agli effetti dei cambiamenti climatici. La sua richiesta è altrettanto chiara — politiche efficaci che garantiscano assistenza, abitazioni climatizzate, spazi riparati dalla calura e una rete sanitaria e socio-assistenziale all'altezza. Parole che assumono un peso diverso se si considera che il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute ha ricevuto oltre mille chiamate durante le ondate di calore di questa estate, provenienti in prevalenza da over 65 residenti in Lazio, Lombardia e Piemonte.

Sul fronte della risposta medica, la Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (Simeu) ha messo a punto il primo documento italiano per la gestione integrata dei casi di colpo di calore, con l'obiettivo di uniformare il percorso di cura dalla fase del soccorso territoriale fino alla terapia sub-intensiva. È un passo concreto verso una standardizzazione che finora mancava, e che potrebbe fare la differenza nei casi più gravi.

Il Ministero della Salute monitora quotidianamente le condizioni meteo-climatiche in 27 città italiane — Roma inclusa — attraverso il Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo, pubblicando bollettini con quattro livelli di allerta. Il sistema esiste, funziona, ma i numeri di questa estate dimostrano che monitorare non basta. Con una nuova ondata alle porte, la domanda che i dati pongono — senza risposta scontata — riguarda la capacità concreta di proteggere chi vive da solo, senza aria condizionata, in una città che a inizio agosto potrebbe tornare a essere tra le più calde d'Europa.

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