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Streaming tv fittizio per rubare fondi PNRR: sequestrati 800mila euro a Roma
Illustrazione generata con AI
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Streaming tv fittizio per rubare fondi PNRR: sequestrati 800mila euro a Roma

La Guardia di finanza di Roma ha eseguito un sequestro preventivo da oltre 800mila euro nell'ambito di una frode su fondi europei. Cinque gli indagati.

La Redazione ·4 agosto 2026 7:11 ·3 min di lettura

Una piattaforma streaming multicanale che non ha mai trasmesso nulla, se non documentazione fiscale falsa. È questo il cuore di una frode da oltre 800.000 euro scoperta dai Finanzieri del 6° Nucleo Operativo Metropolitano del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, che nella giornata del 4 agosto 2026 hanno eseguito un sequestro preventivo su conti correnti e due unità immobiliari situate nella capitale. Cinque le persone indagate, a vario titolo, per truffa aggravata finalizzata alla percezione indebita di fondi del PNRR, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura Europea (EPPO), l'ufficio comunitario competente a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione. L'inchiesta è partita da una verifica fiscale ordinaria su una società di capitali formalmente intestata a un prestanome. Dietro la facciata di un progetto per la realizzazione di contenuti multimediali destinati a una piattaforma streaming TV, gli investigatori hanno trovato soltanto documentazione contraffatta: il programma di investimento era fittizio nella sua interezza.

La società aveva ottenuto finanziamenti a fondo perduto e un contributo PNRR specificamente destinato all'agevolazione dell'imprenditoria femminile. Fondi pubblici che, secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, sarebbero stati immediatamente avviati verso un articolato circuito di riciclaggio: frammentazione in molteplici transazioni bancarie, passaggi intersocietari sovrapposti, stratificazione studiata per occultare la provenienza del denaro e restituirne la disponibilità ai soci e agli amministratori di fatto. Un meccanismo che la normativa penale definisce autoriciclaggio, quando è lo stesso autore del reato presupposto a reinvestire i proventi illeciti.

Il danno complessivo accertato non si ferma all'operazione odierna. Il gruppo di indagati aveva già ottenuto indebitamente contributi pubblici per oltre 600.000 euro e avrebbe potuto incassare altri 120.000 euro prima che l'erogazione venisse bloccata dalle autorità. Numeri che rendono il caso romano un episodio grave ma tutt'altro che isolato nel quadro nazionale.

Il PNRR nel mirino delle frodi: un fenomeno che cresce

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L'Italia è il paese europeo con il maggior numero di indagini per frodi ai danni degli interessi finanziari dell'UE. Secondo un rapporto dell'EPPO risalente al maggio 2024, nel 2023 su 1.371 indagini aperte nell'Unione, 556 riguardavano reati commessi nel nostro paese, per un valore complessivo di 6,02 miliardi di euro. Particolarmente significativo il dato sul PNRR: 179 casi italiani su 233 condotti in tutta Europa, con un danno stimato pari al 25% del valore complessivo dei casi trattati.

Nello stesso periodo in cui si concludeva l'operazione romana, l'ufficio milanese della Procura Europea stava portando avanti un'inchiesta parallela di ben altra portata: circa 20 milioni di euro sequestrati su conti bancari e polizze assicuratve collegati a cinque società, 84 rappresentanti legali indagati in tutta Italia per frode aggravata ai danni dell'UE, con una stima complessiva del danno che sfiora i 40 milioni, di cui 33 provenienti da finanziamenti del PNRR. Al centro di quella vicenda, un presunto schema fraudolento costruito attorno al Fondo Nuove Competenze, con attività formative mai svolte usate come giustificazione per incassare risorse pubbliche.

Negli ultimi mesi i sequestri si sono moltiplicati su tutto il territorio: il 30 luglio 2026 la Guardia di finanza di Napoli ha bloccato oltre 7,8 milioni di euro nell'ambito di un'indagine che coinvolge una società di servizi digitali; a marzo 2026, nell'operazione Nuovi Orizzonti, il Nucleo di Biella ha sequestrato 1,9 milioni di euro a dodici persone accusate di aver creato otto società fantasma per sottrarre fondi destinati all'e-commerce delle PMI all'estero. Lo schema è quasi sempre lo stesso: progetti mai realizzati, fatture false, prestanome, e un sistema di movimentazione del denaro costruito per rendere difficile risalire all'origine illecita.

Per i cittadini, la posta in gioco è concreta: il PNRR è il principale strumento attraverso cui l'Italia ha ricevuto risorse europee per la ripresa post-pandemia. Ogni euro sottratto con l'inganno è un euro che non finisce in infrastrutture, transizione digitale o politiche di sostegno all'imprenditoria. E il rischio, nei casi più gravi, è che l'UE chieda indietro le somme erogate, aggravando i conti pubblici di tutti.

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