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Latina, braccianti costretti a dormire su cartoni e in roulotte fatiscenti: denunciato imprenditore
Foto: MuffinLand / Pexels
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Latina, braccianti costretti a dormire su cartoni e in roulotte fatiscenti: denunciato imprenditore

Un 49enne titolare di un'azienda agricola pontina denunciato il 31 luglio per sfruttamento del lavoro. Due lavoratori vivevano in condizioni degradanti.

La Redazione ·1 agosto 2026 14:32 ·3 min di lettura

Una roulotte fatiscente con una cucina da campo, oppure quattro pareti improvvisate con pedane in legno e cartoni usati come letti. È in queste condizioni che vivevano due dei tredici braccianti impiegati in un'azienda agricola del territorio pontino, nel Lazio meridionale. Il 31 luglio 2026, i Carabinieri della Stazione di Borgo Sabotino e il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina hanno denunciato il titolare dell'azienda, un 49enne di nazionalità indiana residente in provincia di Latina, con l'accusa di sfruttamento del lavoro, violazioni in materia di sicurezza e gestione irregolare dei rifiuti.

I militari hanno sottoposto a sequestro entrambe le strutture adibite ad alloggio e hanno elevato sanzioni e ammende per un importo complessivo di circa 9.200 euro. Durante l'ispezione è stato riscontrato anche un deposito incontrollato di rifiuti di varia natura all'interno dell'azienda. Un dato che colpisce, nel quadro generale della vicenda, è che tutti e tredici i lavoratori risultavano regolarmente assunti e regolarmente presenti sul territorio nazionale: la gravità dello sfruttamento, dunque, non riguardava lo status giuridico degli occupati, ma le condizioni materiali in cui erano costretti a vivere e lavorare.

Il fenomeno nell'Agro Pontino

L'episodio non è isolato. Si inserisce in una campagna straordinaria di vigilanza avviata dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro a giugno 2026 e prevista fino a settembre, con il coinvolgimento di INPS, INAIL e Arma dei Carabinieri, rivolta proprio al contrasto del caporalato e dello sfruttamento nel settore agricolo. I dati dei primi sei mesi dell'anno restituiscono un quadro preoccupante per la provincia di Latina: i Carabinieri del Comando provinciale hanno riscontrato irregolarità in 18 delle 29 aziende agricole controllate. Su 136 lavoratori verificati, 24 sono risultati impiegati in modo irregolare, di cui 14 privi di valido titolo di soggiorno. Sette aziende sono state sospese e 17 persone denunciate per intermediazione illecita, omessa sorveglianza sanitaria, mancata valutazione dei rischi e impiego di lavoratori non regolarmente assunti. Le sanzioni amministrative hanno superato gli 83.000 euro, con ammende oltre i 47.200. Per otto aziende beneficiarie di fondi europei è stato avviato l'iter di sospensione o revoca dei finanziamenti.

Non è la prima volta che questa fotografia emerge. Nel dicembre 2024 controlli analoghi avevano già rilevato irregolarità in oltre il 60% delle aziende ispezionate nella stessa provincia. Nel maggio 2026, un'operazione della Guardia di Finanza in sette aziende agricole aveva portato alla luce dipendenti senza permesso di soggiorno né contratto, che lavoravano in ambienti degradati tra rifiuti pericolosi e carcasse di topi.

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L'ombra di Satnam Singh

L'intensificazione dei controlli affonda le radici in un caso che ha scosso l'opinione pubblica italiana: la morte di Satnam Singh, bracciante agricolo indiano deceduto il 19 giugno 2024 a Roma, due giorni dopo un incidente sul lavoro avvenuto a Borgo Santa Maria, frazione di Latina. Singh, impiegato in nero dal 2022 presso la cooperativa agricola Agrilovato, aveva subito l'amputazione di un braccio e lo schiacciamento delle gambe a causa di un macchinario. Il suo datore di lavoro, Antonello Lovato, lo aveva caricato su un furgone e abbandonato sul ciglio della strada vicino alla sua abitazione, insieme all'arto amputato. Una consulenza medico-legale ha stabilito che Singh si sarebbe potuto salvare con un soccorso tempestivo.

L'8 luglio 2026, la Corte d'Assise di Latina ha condannato Lovato a 16 anni di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale, riconoscendo le attenuanti generiche. La sindaca di Latina, Matilde Celentano, ha definito la sentenza una «data storica» per la giustizia. Il Comune, costituitosi parte civile, ha ottenuto il risarcimento dei danni da liquidare in separata sede; al processo si erano costituite otto parti civili, tra cui la moglie e i familiari di Singh, la FLAI-CGIL e il segretario generale della CGIL Maurizio Landini.

La vicenda ha riacceso i riflettori su un sistema di sfruttamento radicato nell'Agro Pontino che, come dimostra la denuncia del 31 luglio, non accenna a scomparire. La campagna di vigilanza straordinaria proseguirà fino a settembre: per chi vive e lavora nelle campagne pontine, l'estate 2026 è anche questo.

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