Roma si prepara a un weekend ad alta tensione, con piazze sorvegliate, cortei sovrapposti e una macchina della sicurezza già al lavoro per limitare rischi e disagi. La giornata di oggi apre una sequenza delicata con il sit-in del movimento anarchico davanti al Tribunale di Sorveglianza, organizzato contro il carcere duro. Ma è soprattutto domani che la città potrebbe vivere le ore più complesse, con quattro manifestazioni concentrate nella stessa fascia oraria e decine di migliaia di persone attese in centro.
Il primo nodo riguarda l’ordine pubblico, perché le mobilitazioni si muoveranno quasi in parallelo dentro quartieri centrali e molto frequentati. Prefettura e Questura stanno definendo nel tavolo tecnico il dispositivo definitivo, con l’obiettivo di evitare sovrapposizioni, contatti ravvicinati e blocchi prolungati della viabilità. In campo, tra agenti e militari, saranno schierate almeno 2mila unità: una presenza imponente, pensata per presidiare gli snodi più sensibili e contenere l’impatto sulla città.
A Prati, tra le 15 e le 19, è atteso il corteo dell’ultradestra sulla remigrazione, con circa 4mila partecipanti in marcia da piazza della Libertà a piazza Risorgimento. Dalla parte opposta del fronte politico, nello stesso arco orario, si muoverà un’altra manifestazione, sostenuta da CGIL e associazioni antifasciste: circa 5mila persone da Largo Corrado Ricci a via dello Statuto. Due percorsi, due messaggi, la stessa finestra temporale. E una città costretta a tenere insieme tutto, metro dopo metro.
Un’ora prima, alle 14, partirà il corteo dei movimenti per la casa, con anarchici e realtà pro Pal, da piazzale del Verano fino a Porta Pia. Sempre alle 14 è previsto anche il corteo di Pro Vita, da piazza della Repubblica verso Porta San Giovanni. È questa la vera criticità: quattro appuntamenti distinti, nello stesso giorno, in aree centrali e già di per sé fragili sul piano della mobilità. Per questo il piano prevede chiusure stradali, deviazioni per gli autobus e un monitoraggio costante dei punti di passaggio più delicati.
La sensazione, in queste ore, è quella di una città che avanza con prudenza, trattenendo il respiro mentre si avvicina il momento più caldo. Tutto dipenderà dalla tenuta dei percorsi, dalla distanza tra i gruppi e dalla capacità delle forze dell’ordine di gestire una geografia urbana compressa tra protesta, contrapposizione politica e necessità di evitare incidenti.







