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Roma, l'estate più calda dal '50 si spezza: nubifragio e allerta gialla in città
Illustrazione generata con AI
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Roma, l'estate più calda dal '50 si spezza: nubifragio e allerta gialla in città

Dopo 24 giorni di afa, una "bomba d'acqua" ha colpito Roma il 10 settembre, interrompendo l'estate più calda dal 1950. Scatta l'allerta gialla.

La Redazione ·10 settembre 2026 11:36 ·4 min di lettura

Roma, 10 settembre 2026. Dopo settimane di caldo asfissiante e afa incessante, interrotte solo da un'isolata pioggia il 17 agosto, la Capitale ha riscoperto oggi il volto del maltempo. Una vera e propria "bomba d'acqua" ha colpito la città, segnando la fine di un periodo di 24 giorni senza precipitazioni significative e interrompendo bruscamente un'estate che, per intensità e durata, si è rivelata una delle più torride degli ultimi decenni. La Protezione Civile Regionale ha prontamente diramato un'allerta meteo gialla per il Lazio, valida dal primo mattino di giovedì 10 settembre e per le successive 18-24 ore, invitando alla massima prudenza e all'adozione di misure preventive.

Questo brusco cambiamento climatico non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di alterazioni meteorologiche. L'estate 2026, infatti, è stata la più calda mai registrata in Italia dal 1950, superando persino i valori del 2003, un anno già tristemente noto per le sue ondate di calore. A Roma, in particolare, tra il 1° giugno e il 10 agosto, la temperatura media ha raggiunto i 28,7°C, il picco più alto degli ultimi 25 anni. Un accumulo di calore che, come spiegato dagli esperti, ha energizzato in modo anomalo le acque superficiali del Mar Tirreno, creando le condizioni ideali per lo sviluppo di sistemi temporaleschi di forte intensità e di breve durata, ma con effetti devastanti.

Le previsioni della Protezione Civile avevano anticipato precipitazioni da sparse a diffuse, con carattere prevalente di rovescio o temporale. Non solo pioggia, ma anche forte intensità, raffiche di vento e attività elettrica, con la possibilità di grandinate e downburst locali, fenomeni che possono causare danni significativi. E le previsioni si sono concretizzate con rapidità: in un temporale durato appena una ventina di minuti, sono caduti circa 15 millimetri di pioggia, un volume significativo che ha messo a dura prova la capacità di assorbimento del suolo cittadino, già arido per la lunga siccità. Gli esperti avevano persino avvertito che in uno o due giorni avrebbe potuto cadere la pioggia di un intero mese, con punte locali di oltre 100-150 millimetri nel Centro-Nord, evidenziando la potenziale gravità della situazione.

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La ricaduta concreta di questa ondata di maltempo si è fatta sentire immediatamente sulla vita dei cittadini e sulla viabilità. Il traffico nella Capitale è andato in tilt, con molti romani costretti a utilizzare l'automobile per spostarsi, aggravando la congestione e rendendo gli spostamenti particolarmente difficili. Disagi e rallentamenti si sono registrati anche sul litorale laziale, inclusa Ostia, dove la pioggia ha sorpreso residenti e turisti, causando ingorghi e disorientamento. Diversi quartieri, come l'Eur e la Garbatella, hanno segnalato allagamenti, trasformando strade e sottopassi in piccoli fiumi e creando pericoli per pedoni e automobilisti. Un episodio emblematico è stato il crollo di un albero in Piazza Dante, nel quartiere Esquilino, che ha danneggiato due auto in sosta, mentre numerose segnalazioni sono giunte ai vigili del fuoco per rami spezzati e fronde pericolanti nel centro storico e lungo i lungotevere, richiedendo interventi urgenti per la messa in sicurezza.

Di fronte a questa situazione, i Comuni del Lazio sono stati invitati ad attivare i protocolli previsti dai propri piani di protezione civile, e la Sala Coordinamento Intervento Operativo (SCIO) è rimasta attiva 24 ore su 24 per gestire richieste e coordinare gli interventi di emergenza. Le zone del Lazio interessate dall'allerta includevano un'ampia porzione del territorio regionale, dal Bacino Medio Tevere al Bacino del Liri, dai Bacini Costieri Sud all'Aniene, dai Bacini di Roma all'Appennino di Rieti e ai Bacini Costieri Nord, con la provincia di Viterbo attesa come la più colpita. Le temperature, dopo il picco di caldo, erano previste in calo di 5-6 gradi Celsius entro la sera del 10 settembre, riportandosi a valori massimi medi di 26-30°C a Roma, offrendo un po' di sollievo dall'afa. Per l'11 settembre, si prevede un miglioramento del tempo su Roma e gran parte del Lazio, con schiarite e massime intorno ai 29-31°C nella Capitale. Tuttavia, una residua instabilità è attesa, in particolare nel Lazio meridionale, dove l'allerta arancione rimarrà valida fino alle 10:59, suggerendo che l'estate, seppur interrotta, non ha ancora del tutto ceduto il passo e che la vigilanza resta alta.

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