Roma aggiorna il suo Piano regolatore dopo diciotto anni: cosa cambia per i cittadini
Diciotto anni. Tanto è passato dall'ultima volta che Roma aveva un quadro regolatorio urbanistico organico e aggiornato. Il 23 luglio 2026 l'Assemblea Capitolina ha approvato la delibera sulle Norme Tecniche Attuative del Piano Regolatore Generale, lo strumento che traduce in regole operative concrete ciò che il PRG stabilisce in linea di principio: chi può costruire cosa, dove e come, quali trasformazioni sono ammesse e quali no, quali diritti e doveri gravano sulla proprietà immobiliare. Non è un cambiamento di facciata: sono 67 le norme modificate, più della metà di quelle in vigore dal 2008.
Il voto in aula ha registrato 31 favorevoli, 6 contrari e 5 astenuti. Hanno sostenuto la delibera le forze di maggioranza insieme ad Avs e Azione. Hanno votato contro il gruppo di Fratelli d'Italia e un consigliere di Forza Italia. Si sono astenuti il Movimento 5 Stelle, Noi Moderati e un altro consigliere forzista. Un risultato che fotografa un'approvazione larga ma non unanime, con due forze di centrodestra che scelgono di non opporsi frontalmente ma nemmeno di avallare il testo.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato di «giornata storica» per la città, sottolineando che la riforma darà un «nuovo e fortissimo impulso al processo di trasformazione» di Roma, orientato — ha precisato — ai principi di giustizia sociale e al diritto di tutti a vivere in quartieri dignitosi con servizi accessibili. Gualtieri ha anche ringraziato la Regione Lazio, il presidente Francesco Rocca, la giunta e gli uffici regionali per quella che ha definito «leale collaborazione» e «fondamentale confronto». Un passaggio non di pura cortesia istituzionale: il percorso verso l'approvazione ha attraversato momenti di attrito, con Roma Capitale che ancora il 14 luglio scorso aveva dovuto trasmettere alla Regione una nota per ribadire la correttezza dell'iter e la sussistenza delle condizioni per proseguire l'esame. Rocca, dal canto suo, ha dichiarato che tutte le difficoltà sono state superate, escludendo polemiche politiche di fondo.
Cosa prevedono le nuove norme
Il nucleo della riforma non sovverte il PRG del 2008 — che rimane l'ossatura — ma lo aggiorna alle trasformazioni che Roma ha vissuto nell'ultimo quasi ventennio. Tra i contenuti principali figurano un rafforzamento della tutela del patrimonio storico, architettonico e ambientale; nuove misure per il diritto alla casa e l'housing sociale; e disposizioni specifiche per la salvaguardia della funzione residenziale contro la pressione turistica — quello che le norme definiscono contrasto all'overtourism, fenomeno che negli ultimi anni ha eroso interi quartieri centrali trasformando appartamenti in strutture ricettive a scapito dei residenti stabili.
C'è poi un'attenzione esplicita alla rigenerazione urbana: le norme puntano sulla città esistente e sulle periferie, favorendo il recupero degli immobili degradati invece di consumare nuovo suolo. La revisione conferma l'impostazione strategica del 2008 — contenimento del consumo di suolo, tutela ambientale, sviluppo della mobilità su ferro — ma la adegua alle nuove esigenze del territorio e al quadro normativo nazionale e regionale nel frattempo cambiato.
Il percorso che ha portato all'approvazione è durato circa tre anni. La proposta della Giunta Capitolina risale a giugno 2023; l'adozione della variante da parte dell'Assemblea era arrivata a dicembre 2024. Nel mezzo, una consultazione pubblica che ha prodotto 501 documenti e oltre 1.064 osservazioni: un volume di partecipazione che dà la misura di quanto queste norme tocchino interessi diffusi, dai privati cittadini ai costruttori, dalle associazioni ambientaliste ai comitati di quartiere.
Il Piano Regolatore di Roma ha una storia lunga quanto quella dell'Italia unita: i piani si sono succeduti nel 1873, 1883, 1909, 1931 e 1962, prima di quello attuale del 2008. Ogni aggiornamento ha riflettuto le ambizioni e le contraddizioni della città in quel momento storico. Questo del 2026 arriva in una Roma che prova a fare i conti con una crescita disordinata stratificata nel tempo, con periferie spesso dimenticate e un centro storico sotto pressione turistica crescente. Se le nuove norme riusciranno a incidere sulla realtà quotidiana dei romani — sui cantieri, sulle ristrutturazioni, sulla disponibilità di case a prezzi accessibili — lo si vedrà nella fase attuativa, che inizia adesso.