Piscine più sicure per legge: arriva la chiusura immediata per gli impianti fuori norma
Quasi due bambini al mese, in media, morti annegati in piscina negli ultimi anni. Questo il dato che ha spinto il Parlamento ad accelerare: il 23 luglio 2026 la Camera dei Deputati ha approvato, con 244 voti favorevoli, un emendamento bipartisan al decreto Sport che introduce nuove regole obbligatorie sulla sicurezza degli impianti natatori pubblici e privati aperti al pubblico. La norma sarà operativa già dal 1° agosto 2026.
Al centro dell'intervento c'è un pericolo specifico, tecnico ma letale: il cosiddetto effetto ventosa. I sistemi di ricircolo e depurazione dell'acqua — in particolare le griglie di fondo e i bocchettoni di aspirazione — possono generare vortici abbastanza potenti da risucchiare capelli, arti o altre parti del corpo dei bagnanti, con conseguenze spesso fatali soprattutto per i bambini. La nuova normativa impone che questi impianti garantiscano l'assenza di tali fenomeni. Chi non si adegua rischia la chiusura immediata dell'impianto, che resterà fermo fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
L'urgenza del provvedimento è scritta nelle statistiche. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, tra il 2024 e il 2025 si sono registrati 37 decessi in piscina in Italia, con oltre la metà delle vittime di età inferiore ai 14 anni. Altre stime indicano 75 morti dal 2022 ad oggi, più della metà minorenni. Tra i casi che hanno scosso l'opinione pubblica, la morte di una bambina di 11 anni risucchiata da un bocchettone in una piscina a Sestri Levante. Il Vicepremier Matteo Salvini, a margine del voto, ha dichiarato che la norma «proibisce i bocchettoni che creano vortici e risucchiano», ricordando quante vite di bambini siano già state spezzate da questo meccanismo.
Per accompagnare gli adeguamenti — almeno quelli delle strutture pubbliche — è stato istituito un fondo da 4.725.000 euro per l'anno 2026, gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Le risorse arrivano da una riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale del Ministero dell'Economia, nell'ambito del bilancio triennale 2026-2028. Le piscine private destinate al pubblico dovranno adeguarsi a proprie spese.
L'approvazione non è stata priva di attriti. Alcuni esponenti dell'opposizione, pur non opponendosi frontalmente alla misura, l'hanno definita «mal fatta, con tante debolezze, generica» e una «operazione di propaganda» che non risolverebbe in modo strutturale il problema della sicurezza. Un argomento ricorrente nelle critiche è che i controlli e l'omologazione dei bocchettoni erano già previsti dalla normativa vigente: la questione, secondo questa lettura, sarebbe semmai quella dell'applicazione e dei controlli, non dell'assenza di regole. Va anche segnalato che una proposta iniziale — l'obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni — è stata ritirata prima del voto finale in aula.
L'emendamento approvato oggi è, nella sostanza, un'anticipazione urgente di un intervento più ampio ancora in cantiere. Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, sta lavorando a un disegno di legge dedicato — il cosiddetto ddl piscine — con oltre trenta articoli, pensato per creare una cornice normativa omogenea a livello nazionale, applicabile a tutte le tipologie di impianti: pubblici, privati aperti al pubblico e domestici. Il testo era già stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 luglio 2025, ma si era arenato in Parlamento per via delle obiezioni della Conferenza delle Regioni — che aveva sollevato dubbi di incostituzionalità e di applicabilità limitata ai soli nuovi impianti — e delle resistenze di associazioni come Confagricoltura e Agriturist, preoccupate dai costi per i gestori di strutture agrituristiche. L'approvazione definitiva del ddl è ora attesa per l'autunno.
Per chi frequenta piscine pubbliche — e per i genitori che ci portano i figli durante l'estate — la novità più immediata è che gli impianti non conformi potranno essere chiusi d'ufficio a partire dal 1° agosto. Un meccanismo sanzionatorio che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe spingere i gestori ad accelerare gli adeguamenti, piuttosto che attendere un controllo. Se la misura sarà davvero efficace dipenderà in larga parte dalla capacità degli enti preposti di effettuare le verifiche sul campo: una questione che il dibattito parlamentare ha già sollevato, e che la stagione estiva metterà rapidamente alla prova.