Omicidio di Stefano Cena a Capena: il processo inizia il 6 luglio
Capena trema ancora al ricordo di quella sera d’ottobre, quando la vita di Stefano Cena, il noto giostraio del paese, fu spezzata da un’aggressione brutale. Il 5 ottobre 2025, nella tarda serata, un episodio violento lo colpì con ferocia, lasciandolo in un’agonia che si concluse tragicamente il 14 ottobre. Ora, la giustizia accelera: la Procura di Tivoli ha formalizzato l’accusa contro tre uomini, contestando un omicidio in concorso aggravato per futili motivi e approfittando di circostanze che ne ostacolavano la difesa. Il GIP ha disposto il giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare grazie a un quadro investigativo solido, e il dibattimento prenderà il via il 6 luglio 2026 nella prima Corte d’Assise di Roma.
Questa decisione segna un punto di svolta. Le indagini, condotte con rapidità e precisione dai Carabinieri di Capena e dalla Sezione Operativa di Monterotondo sotto la guida del Pubblico Ministero, hanno ricostruito la dinamica in poco più di cinque mesi. Elementi probatori consolidati hanno convinto gli inquirenti a portare il caso direttamente in aula, dove ogni dettaglio sarà vagliato in contraddittorio. I tre imputati, già in custodia cautelare dal 5 novembre 2025, attendono il confronto: la gravità del fatto emerge chiara, ma resta intatta la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Stefano Cena non era solo una vittima di cronaca. A Capena, il suo nome evoca un uomo semplice, immerso nel tessuto quotidiano della comunità con il suo lavoro alle giostre. La sua morte ha ferito profondamente, lasciando un vuoto che il processo non colmerà, ma illumina. Per la famiglia, è l’avvicinarsi di una verità giudiziaria tanto attesa. Per il territorio, un passo verso la chiusura di un capitolo doloroso, tra il bisogno di giustizia e il rigore dell’accertamento.
Dal 25 marzo 2026, quando l’accusa ha chiesto il giudizio immediato, al decreto del 1° aprile, la macchina della giustizia si è messa in moto senza indugi. In aula, il 6 luglio, accusa e difese si scontreranno su testimonianze, atti tecnici e ricostruzioni. Sarà il vaglio della Corte a decidere se l’impianto accusatorio reggerà, definendo responsabilità individuali in un dramma che ha segnato Capena e l’area nord di Roma. L’attenzione resta alta: questo non è solo un processo, ma il momento in cui il silenzio della tragedia troverà voce.