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Monterotondo, bimbo di 5 anni muore in piscina al primo giorno di centro estivo: tre indagati
Illustrazione generata con AI

Monterotondo, bimbo di 5 anni muore in piscina al primo giorno di centro estivo: tre indagati

La Redazione ·23 luglio 2026 17:06

Era il primo giorno di centro estivo. Alessandro, cinque anni e mezzo, era arrivato a Monterotondo da pochi giorni insieme ai genitori e al fratellino di due anni, in visita ai nonni paterni. La famiglia vive in Lussemburgo, e quella mattina del 22 luglio 2026 il bambino si trovava in acqua con un gruppo di circa quindici coetanei, intorno alle undici, nella piscina esterna dello Stadio del Nuoto "Paolo Roghi" di Monterotondo, struttura gestita dalla società Roma Vis Nova per conto del Comune. Un'ora dopo, Alessandro era morto.

Secondo le prime ricostruzioni, il bambino avrebbe accusato un malore improvviso mentre era in vasca — una piscina per bambini con acqua bassa. Gli operatori del centro estivo lo hanno portato a bordo vasca non appena si sono accorti che stava male, ma il piccolo ha perso conoscenza. Il 118 e l'elisoccorso Ares sono stati allertati immediatamente: i soccorritori hanno tentato ogni manovra disponibile, dal defibrillatore alla disostruzione delle vie aeree, ma non c'è stato nulla da fare.

Il giorno seguente, la Procura della Repubblica di Tivoli — coordinata dal Procuratore Andrea Calice — ha aperto un'inchiesta e iscritto tre persone nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Secondo alcune fonti si tratterebbe di supervisori della struttura. È importante precisare che l'iscrizione nel registro è un atto dovuto dalla legge: serve a garantire alle persone coinvolte le necessarie tutele difensive durante gli accertamenti tecnici, e non implica alcun giudizio di colpevolezza.

La piscina esterna è stata posta sotto sequestro per permettere la ricostruzione della dinamica dei fatti. I Carabinieri della Compagnia e della Stazione di Monterotondo stanno raccogliendo documenti sull'organizzazione del centro estivo, sui protocolli di sicurezza adottati, sulla composizione del personale e sui turni di servizio in vigore quel mattino. Gli investigatori stanno anche cercando immagini di videosorveglianza, anche se le telecamere degli impianti comunali si trovano sull'altro lato della strada rispetto al centro sportivo e la loro utilità dovrà essere verificata.

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Per chiarire le cause esatte del decesso — e in particolare stabilire se il bambino abbia prima accusato un malore e poi annegato, o se la sequenza degli eventi sia stata diversa — è stata disposta l'autopsia sulla salma, trasferita a Roma al Verano. L'esame è cruciale per indirizzare le indagini: capire cosa sia successo prima, in acqua, potrebbe determinare le responsabilità e l'eventuale rilevanza penale di quanto accaduto.

Il sindaco di Monterotondo, Riccardo Varone, ha definito la comunità «devastata» dalla notizia. Una tragedia che arriva in piena estate, nel momento in cui migliaia di famiglie affidano i propri figli ai centri estivi, e che inevitabilmente riaccende il dibattito sulla sicurezza di queste strutture: quanti educatori per quanti bambini in acqua, quali protocolli in caso di emergenza, chi e come controlla il rispetto delle norme.

Sono domande a cui le indagini dovranno dare risposta. Per ora, restano aperte.

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