Un’escursione a Monte Cavo si è trasformata in pochi istanti in un intervento di soccorso complesso. Un uomo di 70 anni è caduto lungo il percorso e ha riportato ferite tali da rendere necessario il recupero con l’elisoccorso, in una manovra rapida e delicata che ha coinvolto personale specializzato e sanitari del 118.
L’allarme è scattato subito dopo la caduta, con l’attivazione del Soccorso Alpino e Speleologico Lazio e dell’elicottero di soccorso per raggiungere l’escursionista nel minor tempo possibile. Le prime valutazioni hanno indicato un possibile trauma cranico e un trauma facciale, elementi che hanno imposto la massima prudenza fin dalle fasi iniziali. In questi casi, infatti, il tempo conta, ma conta altrettanto evitare qualsiasi movimento inutile che possa aggravare le condizioni del ferito.
Il recupero è avvenuto con il verricello, una procedura fondamentale quando il terreno non consente un accesso rapido o sicuro da terra. L’equipaggio ha sbarcato sul posto il Tecnico di Elisoccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico insieme all’équipe sanitaria, permettendo ai soccorritori di raggiungere direttamente il punto della caduta. Da lì è partita la fase più delicata: valutazione clinica, stabilizzazione e immobilizzazione in barella.
Monte Cavo è una meta molto frequentata dei Castelli Romani, proprio per la sua vicinanza ai centri abitati e per la facilità con cui molti la scelgono anche senza essere escursionisti esperti. È questo uno dei motivi per cui un sentiero apparentemente semplice può rivelarsi insidioso. Basta un tratto scivoloso, un appoggio sbagliato o una distrazione di pochi secondi per trasformare una passeggiata in un’emergenza vera e propria, soprattutto quando la persona coinvolta è in età avanzata.
Dopo la messa in sicurezza, il 70enne è stato issato a bordo dell’elicottero e trasferito in ospedale per gli accertamenti e le cure necessarie. La procedura ha richiesto coordinamento preciso tra tecnico, sanitari ed equipaggio, perché ogni passaggio — dalla barella al verricello, fino al trasporto finale — deve ridurre al minimo i rischi per il paziente.
L’episodio riporta l’attenzione sulla fragilità di certi itinerari naturalistici quando vengono sottovalutati. Scarpe adeguate, acqua, telefono carico, attenzione al terreno e una valutazione realistica delle proprie condizioni fisiche restano elementi essenziali, anche su percorsi molto battuti. E quando il sentiero si fa più impervio o il rientro non è immediato, non partire soli e informare qualcuno del tragitto può fare la differenza.
A Monte Cavo, oggi, questa differenza l’hanno fatta i soccorsi. Rapidi, tecnici, coordinati. E decisivi.







