Metro C, cantieri aperti per le stazioni Auditorium e Farnesina: Roma scava verso nord-ovest
Roma torna a scavare. Dal 23 luglio 2026 sono ufficialmente aperti i cantieri per le stazioni Auditorium e Farnesina della Linea C della metropolitana, le ultime due fermate ad aggiungersi a un progetto che, quando sarà completato, porterà la metro fin dentro il quadrante nord-ovest della città. Roma Metropolitane ha consegnato le aree al Contraente Generale Metro C S.c.p.A. — consorzio che riunisce Webuild tramite Partecipazioni Italia, Vianini Lavori, Hitachi Rail e le cooperative CMB e CCC — dando il via formale a un'operazione da centinaia di milioni di euro.
Le due nuove stazioni fanno parte della cosiddetta tratta T1, che prolungherà il tracciato della Linea C di 3 chilometri aggiuntivi, integrandosi con cinque stazioni già in costruzione — Venezia, Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant'Angelo, Ottaviano e Mazzini — lungo 4 km di linea avviati a febbraio 2026. Il quadro complessivo è quello di un'estensione che punta a cucire insieme il centro storico, il quartiere Prati, il Flaminio, il Villaggio Olimpico e il Foro Italico, aree oggi non servite da nessuna linea metropolitana.
Due cantieri, due geometrie diverse
La stazione Auditorium sorgerà nel quartiere Flaminio, in corrispondenza di Piazza Apollodoro, nei pressi del PalaTiziano. Sei livelli interrati, tre accessi, una profondità massima di 45 metri: numeri che danno l'idea della complessità ingegneristica di un intervento realizzato sotto una delle zone più dense e frequentate della città. L'obiettivo dichiarato è creare un nodo di accesso diretto al polo culturale e sportivo che comprende l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Secondo quanto comunicato, la viabilità ordinaria non subirà modifiche sostanziali; le aree giochi e sportive esistenti saranno ricollocate in zone comunali limitrofe.
La stazione Farnesina, invece, sarà il capolinea nord-ovest della Linea C, collocata vicino al Ministero degli Affari Esteri e al complesso del Foro Italico. Sette livelli interrati, profondità massima di 43 metri, tre accessi. Il cantiere occuperà piazzale della Farnesina, inclusi il parcheggio dei bus e il deposito AMA, con due aree logistiche previste sul lungotevere Diaz. A partire dal 2029, questa stazione assumerà anche la funzione di base logistica per lo scavo meccanizzato delle gallerie tramite Tunnel Boring Machine. Ed è già pensata per il futuro: la struttura è predisposta per eventuali prolungamenti verso Grottarossa e Tor di Quinto.
Sul piano tecnico, i costruttori impiegheranno diaframmi in calcestruzzo armato spinti fino a 80 metri di profondità per raggiungere le argille plioceniche, unitamente a trattamenti di preconsolidamento del terreno. Il tracciato dovrà attraversare il Tevere in tre punti distinti: tra Farnesina e Auditorium all'altezza di Ponte Milvio e Ponte Duca d'Aosta, tra Auditorium e Mazzini verso via Timavo, e tra Piazza Pia/Castel Sant'Angelo e Chiesa Nuova a oltre 20 metri di profondità sotto il letto del fiume.
Una linea lunga trent'anni che ora accelera
Per capire il peso di questo annuncio, vale la pena ricordare da dove viene la Linea C. La sua storia è fatta di cantieri rallentati, finanziamenti rinegoziati, inaugurazioni a singhiozzo. A dicembre 2025 sono state aperte al pubblico le stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, che hanno aggiunto 3 km alla rete garantendo l'interscambio con la Linea B — un traguardo atteso da anni. I lavori per la stazione Venezia erano invece partiti già nel 2023.
Il contratto per la tratta T1, del valore complessivo di 776 milioni di euro, è stato affidato al Consorzio Metro C il 14 gennaio 2026, dopo che il progetto definitivo era stato approvato con ordinanza commissariale il 30 dicembre 2025. A monte c'è un accordo più ampio: nel marzo 2025, il Consiglio Comunale di Roma aveva approvato un'intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un finanziamento complessivo di 4 miliardi di euro destinato all'estensione della Linea C. La Regione Lazio ha contribuito con 50 milioni di euro stanziati a dicembre 2025 per coprire un deficit e garantire la partenza delle tratte T1 e T2.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha commentato l'avvio dei cantieri sottolineando come rappresenti «una tappa importante nella trasformazione di Roma», ribadendo l'impegno sulla cosiddetta cura del ferro e la necessità di avvicinare la capitale agli standard infrastrutturali delle altre grandi capitali europee. Una retorica che a Roma si sente da decenni, ma che questa volta si accompagna a cantieri aperti e a scadenze precise: il completamento delle tratte T1 e T2 è stimato tra il 2036 e il 2037. Un orizzonte ancora lontano, ma forse — questa volta — più concreto.