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Lago di Vico, acque balneabili: niente batteri, ma l'ecosistema è fragile
Foto: Cătălin Todosia / Pexels

Lago di Vico, acque balneabili: niente batteri, ma l'ecosistema è fragile

La Redazione ·25 luglio 2026 11:16

Le acque del Lago di Vico superano l'esame batteriologico dell'estate 2026. I risultati della campagna Goletta dei Laghi di Legambiente, presentati il 23 luglio presso la sede dell'Ente Monti Cimini – Riserva Naturale Lago di Vico, confermano che entrambi i punti di campionamento analizzati rientrano nei limiti ammessi per i microrganismi di origine fecale. Nessuna traccia, quindi, di scarichi fognari non autorizzati. Per chi ha in programma una giornata sulle rive del lago, che si trovi nei pressi del ristorante La Bella Venere a Scardenato di Caprarola o a Punta del Lago a Ronciglione, la balneazione è sicura.

La notizia va letta anche in chiave storica. Nel 2021, ARPA Lazio aveva segnalato una fioritura di cianobatteri potenzialmente tossici protrattasi per quasi un mese e mezzo tra maggio e giugno, con evidenti ricadute sulle possibilità di balneazione. Oggi il quadro batteriologico è diverso, e ARPA Lazio ha confermato l'elevata qualità delle acque già dall'avvio del programma di monitoraggio stagionale, partito il 1° aprile e attivo fino a settembre 2026.

Sotto la superficie, però, l'equilibrio è in bilico

Il bollino verde sulla balneabilità non esaurisce il racconto di questo lago. Tra i 20 e i 50 metri di profondità l'ossigeno è praticamente assente, un dato che gli esperti non attribuiscono a malfunzionamenti immediati dei sistemi di depurazione, ma a qualcosa di più strutturale: l'accumulo di nutrienti nel bacino, il riscaldamento progressivo delle acque e la riduzione degli apporti meteorici stanno alterando l'equilibrio dell'ecosistema dall'interno. Un processo lento, meno visibile di una perdita fognaria, ma non per questo meno preoccupante.

Il Lago di Vico è un bacino di origine vulcanica con un ricambio idrico naturalmente limitato, il che lo rende particolarmente esposto a qualsiasi perturbazione ambientale. L'erosione dei suoli e il dilavamento dei terreni agricoli circostanti contribuiscono all'apporto eccessivo di nutrienti che raggiungono il lago attraverso le acque di scorrimento. Non è una questione di scarichi illegali, ma di un rapporto complesso e storicamente stratificato tra attività agricole e fragilità idrologica. Su questo punto si è già espresso il Consiglio di Stato, con una sentenza del 2024 che ha riconosciuto un nesso causale tra le pratiche agricole antropiche e l'eccessiva presenza di nutrienti nel lago — confermando un orientamento già emerso da una pronuncia del 2023.

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Roberto Scacchi, presidente regionale di Legambiente, e Roberta Postiglioni, presidente del Circolo Legambiente Lago di Vico, hanno ribadito in sede di presentazione la fragilità strutturale dei laghi vulcanici e l'urgenza di affrontare in modo sistematico le sfide poste dai cambiamenti climatici, dall'impatto delle attività agricole e dalle derivazioni idriche che insistono sul bacino.

Una riserva naturale che cerca alleanze

L'Ente Monti Cimini – Riserva Naturale Lago di Vico non si limita a monitorare. Il direttore Eugenio Monaco e il presidente Alessandro Puntuale hanno indicato come priorità il rafforzamento della collaborazione tra enti pubblici, università, agricoltori e cittadini per trovare soluzioni condivise. Sul tavolo ci sono la gestione delle acque, la riduzione dell'impatto delle pratiche agricole e il contrasto all'erosione dei terreni.

In questo quadro si inserisce il progetto Eurolakes, realizzato in collaborazione con l'Università della Tuscia, che punta a sviluppare risposte partecipate alle criticità del lago. Tra le misure concrete previste, la ricostituzione di muretti a secco nelle aree circostanti, strumento tradizionale che aiuta a contenere il rischio idrogeologico e a ridurre il dilavamento dei suoli verso le acque del bacino.

L'immagine che emerge è quella di un lago che, almeno in superficie, può ospitare i bagnanti in sicurezza, ma che richiede un'attenzione costante e un approccio di lungo periodo. La promozione batteriologica di questa stagione è una buona notizia, e vale la pena dirlo chiaramente. Sarebbe però un errore leggerla come un via libera incondizionato: il Lago di Vico resta un ecosistema delicato, alle prese con pressioni che nessuna singola analisi estiva può risolvere.

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