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Epstein Files, la Procura di Roma apre un fascicolo: rogatoria negli Usa per gli atti segreti
Foto: Passport by US Department of State / Wikimedia Commons, Public domain
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Epstein Files, la Procura di Roma apre un fascicolo: rogatoria negli Usa per gli atti segreti

I magistrati romani indagano per violenza sessuale sui nomi italiani emersi dai documenti Epstein. Chiesti anche gli atti non ancora pubblicati.

La Redazione ·5 settembre 2026 15:06 ·3 min di lettura

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per violenza sessuale in relazione ai cosiddetti Epstein Files, i documenti che negli ultimi mesi hanno riportato alla ribalta a livello internazionale la rete di abusi sessuali legata al finanziere americano Jeffrey Epstein. Al centro dell'attenzione dei magistrati romani ci sono i nomi italiani che compaiono in quegli atti, persone che a vario titolo risulterebbero citate nelle carte rese note negli Stati Uniti.

L'apertura del fascicolo è un atto formale ma significativo: consente alla Procura di compiere i primi accertamenti, raccogliere elementi e valutare se ci siano gli estremi per procedere con iscrizioni nel registro degli indagati. Per ora non risultano, sulla base delle informazioni disponibili, nomi ufficialmente iscritti né capi di imputazione definitivi. La presunzione di innocenza resta intatta per chiunque compaia nei documenti: essere citati in un atto non equivale a essere colpevoli, e i magistrati lo sanno bene.

Il passaggio più rilevante sul piano procedurale riguarda la rogatoria internazionale inviata alle autorità americane. Roma ha chiesto agli Stati Uniti non solo i materiali già resi pubblici — quelli che hanno alimentato settimane di notizie e speculazioni in tutto il mondo — ma anche gli atti non ancora pubblicati, quelli che il Dipartimento di Giustizia americano e altri organismi detengono e che finora non sono stati messi a disposizione dell'opinione pubblica. È una mossa che rivela l'intenzione di non fermarsi alla superficie: i magistrati vogliono lavorare sull'intero corpus documentale, non sulla sola parte emersa sui media.

La vicenda Epstein ha una storia lunga e controversa. Il finanziere americano era già stato condannato nel 2008 per reati sessuali su minori, in un accordo giudiziario poi ampiamente criticato. Arrestato di nuovo nel 2019 con accuse gravissime di traffico sessuale, morì in carcere a New York nello stesso anno in circostanze che le autorità hanno classificato come suicidio, ma che hanno alimentato teorie e dubbi che non si sono mai del tutto spenti. Negli anni successivi, e con crescente intensità nel 2025 e nel 2026, una serie di documenti giudiziari è stata desecretata o diffusa, portando alla luce nomi di politici, imprenditori e personaggi pubblici di diversi paesi che avrebbero frequentato Epstein o le sue proprietà.

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L'Italia non è il primo paese europeo a muoversi sul piano giudiziario in seguito alle rivelazioni. La dimensione internazionale del caso rende però ogni iniziativa nazionale intrinsecamente complessa: le prove sono in gran parte negli Stati Uniti, i testimoni spesso pure, e la collaborazione tra sistemi giudiziari diversi richiede tempo e negoziazione diplomatica. La rogatoria è lo strumento previsto dal diritto internazionale per acquisire atti e prove all'estero, ma i tempi di risposta possono essere lunghi e non è garantito che Washington trasmetta tutto ciò che Roma ha richiesto, specialmente per i documenti ancora riservati.

Sul piano politico, l'apertura dell'indagine ha già sollevato attenzione. C'è chi invoca massima trasparenza e chi, al contrario, mette in guardia dal rischio di trasformare un'inchiesta giudiziaria in una caccia alle streghe alimentata da elenchi non verificati. È una tensione reale: i Files pubblicati contengono nomi accompagnati da contesti molto diversi tra loro — chi è citato come semplice conoscente, chi come partecipante a eventi, chi con accuse ben più specifiche. Il lavoro della magistratura servirà anche a distinguere ciò che ha rilevanza penale da ciò che appartiene alla cronaca mondana o alla dietrologia.

Per i cittadini italiani la domanda più diretta è semplice: chi sono gli italiani coinvolti? Per ora la Procura non ha fornito nomi, e la prassi giudiziaria impone riservatezza nelle fasi iniziali di un'indagine. Sarà il corso dell'inchiesta — e l'eventuale risposta americana alla rogatoria — a chiarire se e quanto i Epstein Files riguardino davvero persone con legami nel nostro paese, e con quale grado di coinvolgimento.

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