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Meta paga 17 miliardi per la sicurezza dei minori: ecco cosa cambia su Instagram e Facebook
Foto: Geri Tech / Pexels
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Meta paga 17 miliardi per la sicurezza dei minori: ecco cosa cambia su Instagram e Facebook

Accordo storico negli USA: Meta evita il processo e introduce limiti d'uso, blocchi notturni e verifica dell'età per gli under 18.

La Redazione ·29 agosto 2026 10:06 ·4 min di lettura

Dodici miliardi di dollari garantiti, fino a diciassette virgola uno se anche i concorrenti si adegueranno. È questa la cifra dell'accordo che Meta Platforms ha raggiunto con 51 stati e territori degli Stati Uniti, chiudendo una causa aperta nel 2023 che accusava l'azienda di Mark Zuckerberg di aver progettato Instagram e Facebook per creare dipendenza nei giovani utenti, di averli esposti consapevolmente a gravi danni psicologici e di aver ingannato l'opinione pubblica sulla sicurezza delle proprie piattaforme. Il giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers, del distretto settentrionale della California, ha approvato l'accordo il 26 agosto 2026, due settimane dopo l'avvio del processo presso il tribunale di Oakland. Meta ha negato qualsiasi illecito.

Si tratta della più grande transazione per la protezione dei consumatori nella storia degli Stati Uniti, al di fuori degli accordi sul tabacco degli anni Novanta — con cui questa vicenda è stata più volte paragonata. I fondi, distribuiti nell'arco di dieci anni, serviranno a finanziare servizi di salute mentale, programmi educativi e iniziative per ridurre i danni legati all'uso problematico dei social media tra i giovani. Il Texas ha siglato un accordo separato per oltre un miliardo di dollari, portando la cifra complessiva potenziale fino a 18 miliardi.

Cosa cambia per i ragazzi sotto i 18 anni

Al di là del risarcimento economico, l'accordo introduce un pacchetto di misure concrete che ridisegnano l'esperienza degli adolescenti su Instagram e Facebook. Il cambiamento più visibile riguarda i limiti di tempo: un massimo di due ore al giorno combinate sulle due piattaforme, con pause obbligatorie dopo 15, 60 e 90 minuti di uso continuato. Questo tetto resterà in vigore per cinque anni e potrà essere disattivato solo con il permesso esplicito di un genitore. Se anche Snapchat, TikTok e YouTube adotteranno misure comparabili, il limite scenderà a 60 minuti per singola piattaforma, validi per dieci anni.

Dalla mezzanotte alle sei del mattino scatteranno i cosiddetti blocchi notturni: in quella fascia oraria i minori non potranno pubblicare contenuti né accedere a Feed, Storie, Esplora e Reels. Durante l'orario scolastico, dalle 8 alle 15 nei giorni feriali, la maggior parte delle notifiche push sarà silenziata per impostazione predefinita. I messaggi diretti restano accessibili in entrambe le situazioni, così come gli avvisi di sicurezza dell'account.

L'accordo prevede anche regole più stringenti sulla verifica dell'età: Meta dovrà usare strumenti propri e di terze parti, con audit esterni periodici e soglie di accuratezza certificate — un tasso di falsi positivi non superiore al 3% per gli utenti tra i 13 e i 15 anni, e al 10% per quelli tra i 16 e i 17. Se un utente viene identificato come sotto i 13 anni e rimosso dalla piattaforma, Meta dovrà verificare anche l'età dei suoi contatti. I dati raccolti su questi utenti potranno essere conservati solo per affinare i sistemi di rilevamento dell'età, non a fini pubblicitari.

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Sul fronte dei contenuti, i minori non vedranno più il contatore di like e reazioni ai propri post, non potranno accedere a filtri per chirurgia estetica o trucco estremo e avranno la possibilità di scegliere un feed non personalizzato, svincolato dall'algoritmo. I controlli parentali diventano più robusti: i genitori potranno ricevere notifiche quando il figlio collega un account secondario, quando interagisce con profili potenzialmente sospetti e quando tenta di modificare le impostazioni di protezione.

Le reazioni: vittoria storica o compromesso insufficiente?

Le valutazioni dell'accordo divergono in modo significativo. Il Procuratore Generale del Distretto di Columbia, Brian L. Schwalb, ha parlato di «vittoria monumentale per la salute pubblica», accusando Meta di aver «intenzionalmente sfruttato i bambini per profitto e poi mentito al riguardo». Sulla stessa lunghezza d'onda il Procuratore Generale della California, Rob Bonta, secondo cui l'accordo «renderà i social media meno pericolosi per i nostri figli e farà una differenza enorme per i bambini e le loro famiglie».

Meta, dal canto suo, ha dichiarato di aver stabilito con questo accordo «un nuovo standard industriale per la sicurezza dei minori», esortando i concorrenti — TikTok e YouTube in primo luogo — ad adottare misure analoghe, con la precisazione che le protezioni saranno davvero efficaci solo se l'intero settore si allineerà.

Più critico il giudizio di Arturo Béjar, ex direttore dell'ingegneria di Meta diventato whistleblower: pur definendo l'accordo una «pietra miliare significativa», ha avvertito che i genitori non dovrebbero considerare Instagram «improvvisamente sicuro», criticando il fatto che l'accordo lasci a Meta la facoltà di definire autonomamente cosa costituisce un danno. Una riserva che vale come promemoria: gli strumenti cambiano, ma la vigilanza resta necessaria.

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