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Due operai morti in 24 ore a Latina: gli edili scioperano e chiedono più controlli
Foto: wal_ 172619 / Pexels

Due operai morti in 24 ore a Latina: gli edili scioperano e chiedono più controlli

La Redazione ·24 luglio 2026 13:18

Sono bastati meno di ventiquattr'ore per far precipitare Latina al centro del dibattito nazionale sulla sicurezza nei cantieri. Lunedì 20 luglio, nel pomeriggio, Wladyslaw Pernal, operaio di 64 anni, è stramazzato sul balcone di una palazzina in viale Paganini, nel quartiere Q4: un malore fatale mentre lavorava sotto un sole che la Protezione Civile aveva già classificato con bollino rosso. Il mattino dopo, poco dopo le nove, è toccato a Francesco Gritto, 54 anni, colpito da un malore analoga mentre operava in un campo fotovoltaico nella frazione di Borgo Santa Maria, sempre nel territorio pontino. Anche martedì il rischio caldo era al massimo livello. Due vite, due cantieri, un'unica città. La Procura di Latina ha aperto un'inchiesta su entrambe le morti per verificare le cause e il rispetto delle norme di sicurezza, inclusa l'ordinanza regionale che vieta le attività all'aperto nelle ore più calde durante le ondate di calore.

Oggi, venerdì 24 luglio, i lavoratori del settore edile della provincia hanno risposto con uno sciopero di otto ore e un presidio a partire dalle 9:30 in Piazza della Libertà. La mobilitazione è stata indetta da Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL, con il sostegno della CGIL di Roma e del Lazio e della Camera del Lavoro di Frosinone e Latina. Un fronte sindacale compatto, che raramente si vede unito su una sola piattaforma.

La parola che ricorre in quasi tutte le dichiarazioni dei sindacati è una sola: non è una fatalità. «La fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere», si legge nelle comunicazioni unitarie diffuse alla vigilia dello sciopero. Le richieste sono concrete: rafforzamento immediato dei controlli nei cantieri, piena applicazione dell'ordinanza regionale sulle ore di stop al caldo, e l'estensione delle misure di sostegno al reddito anche a settori oggi esclusi. Diego Piccoli, segretario generale della Fillea CGIL Roma e Lazio, ha chiesto l'apertura urgente di un tavolo prefettizio e una modifica del Testo unico sulla sicurezza per includere esplicitamente il rischio da stress termico. Giuseppe Massafra, segretario generale della CGIL Frosinone Latina, ha avanzato la stessa richiesta sul piano locale, chiedendo la riconvocazione urgente del tavolo istituzionale «Salute e Sicurezza» in Prefettura.

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I numeri che accompagnano le due morti non sono rassicuranti. Nel Lazio, nei primi cinque mesi del 2026, le denunce di infortunio sul lavoro sono cresciute dell'8,8%, una percentuale che supera la media nazionale, ferma al 5,5%. Nella sola provincia di Latina si è passati da 1.445 a 1.544 denunce nello stesso arco di tempo. Dal 2021, in tutta la regione si contano 44 decessi nei cantieri edili, cinque dei quali a Latina.

Sul fronte delle tutele economiche, la CGIL di Roma e del Lazio ricorda che nel settore costruzioni esiste già uno strumento: la Fillea ha sottoscritto un accordo con Edilcassa per integrare la retribuzione nelle ore coperte dalla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria attivata per il caldo, consentendo ai lavoratori di fermarsi senza perdere lo stipendio. Il punto, dicono i sindacati, è che questo meccanismo funziona solo se i datori di lavoro lo applicano davvero, e solo se i controlli istituzionali sono abbastanza frequenti da scoraggiare chi preferisce rischiare.

Le due morti aprono un nodo che va oltre Latina e oltre l'estate 2026. Il caldo estremo non è più un'eccezione stagionale ma una variabile strutturale dei cantieri italiani, e il quadro normativo — tra ordinanze regionali, testo unico sulla sicurezza e accordi di settore — appare ancora frammentato. Chi dovrà rispondere alle domande della Procura di Latina sono i responsabili dei singoli cantieri, non il sistema nel suo insieme. Ma è proprio su quel sistema che i sindacati, oggi in piazza, chiedono di intervenire: perché la prossima ondata di calore è già annunciata, e i lavoratori nei campi fotovoltaici e sui ponteggi della provincia ci saranno ancora.

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