Colosseo, scattano i primi Daspo urbani: cosa cambia per la sicurezza nell'area storica
A Roma, l'area del Colosseo e dei Fori Imperiali diventa "zona a controllo rafforzato" con l'introduzione dei Daspo urbani. Scopri cosa cambia per residenti e turisti.
I primi ordini di allontanamento, noti come Daspo urbani, sono stati emessi nell'area del Colosseo, dei Fori Imperiali e di Colle Oppio a Roma. Questo segna l'avvio concreto delle misure previste dall'ordinanza prefettizia che, dal 24 agosto 2026, ha istituito una "zona a controllo rafforzato" – comunemente definita "zona rossa" – in uno dei cuori storici e turistici della Capitale. Il provvedimento, che avrà una durata di quattro mesi, fino al 24 dicembre 2026, mira a ripristinare la sicurezza e il decoro in un'area ad altissimo afflusso turistico e di inestimabile valore culturale, cruciale per l'immagine stessa di Roma.
L'istituzione di questa "zona rossa" è stata fortemente voluta dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, su proposta del Questore Roberto Massucci. Non si tratta di una novità assoluta per la città, dato che misure simili sono già attive in altri punti sensibili come la stazione Termini e l'Esquilino. Inoltre, dispositivi di sicurezza analoghi sono diventati stabili dalla fine del 2025 in diverse grandi città italiane, tra cui Milano, Firenze, Napoli, Palermo e Bologna, a testimonianza di un approccio consolidato a livello nazionale. L'ordinanza al Colosseo estende un modello di sicurezza già rodato, mentre è stata contestualmente revocata la zona rossa di Valle Aurelia-Cornelia.
La decisione di intervenire in un'area così iconica è maturata a seguito di una "recrudescenza di fenomeni di devianza" che hanno creato criticità significative, compromettendo la percezione di sicurezza per residenti e visitatori. La Prefettura ha evidenziato con preoccupazione episodi crescenti di risse, rapine, furti, aggressioni e l'uso strategico di artifizi pirotecnici come diversivo per derubare i turisti, spesso ignari dei pericoli. Un grave episodio, avvenuto il 1° luglio 2026, vide una pattuglia della Polizia Locale aggredita da circa 50 giovani a Largo Gaetana Agnesi, con due agenti che riportarono ferite. Persistono inoltre problematiche di criminalità predatoria e spaccio di stupefacenti, contribuendo a un generale degrado urbano e sociale. Un fattore che ha contribuito all'aumento dei flussi e, potenzialmente, degli episodi illeciti, è stata l'apertura della nuova stazione Colosseo della Metro C il 16 dicembre 2025, che ha reso l'area storica più accessibile da diversi quartieri di Roma, portando con sé nuove sfide sul fronte della gestione dell'ordine pubblico.
Ma cosa comporta concretamente questa "zona a controllo rafforzato" per chi vive o visita l'area? Il perimetro interessato è vasto e comprende il Colosseo, i Fori Imperiali, Colle Oppio, Piazza Venezia, e le vie e piazze circostanti fino a Piazza del Campidoglio, inclusa la stazione Colosseo della Metro C. La misura prevede un massiccio dispiegamento di Forze dell'Ordine e Polizia Locale, con una maggiore presenza di personale in uniforme e la possibilità di controlli dei documenti più frequenti e capillari. L'aspetto più rilevante è la possibilità per le autorità di procedere all'allontanamento immediato e temporaneo – il cosiddetto Daspo urbano – di persone considerate moleste, pericolose o con precedenti penali specifici, che assumano comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti, come l'accattonaggio aggressivo o la vendita abusiva. È importante sottolineare che la "zona rossa" non implica la chiusura del Colosseo o limitazioni generalizzate all'accesso per residenti e turisti, ma piuttosto un rafforzamento della vigilanza e della capacità di intervento. L'area è peraltro già interessata dal presidio fisso dell'Esercito nell'ambito dell'operazione "Strade Sicure", a ulteriore garanzia di presenza sul territorio.
I primi otto ordini di allontanamento notificati dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro offrono un'istantanea delle condotte che la misura intende contrastare. Due provvedimenti hanno riguardato due cittadini cileni (25 e 22 anni), arrestati in Largo Gaetana Agnesi con l'accusa di aver borseggiato lo zaino di un turista tedesco. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima. Altri sei Daspo urbani sono stati notificati in via dei Fori Imperiali a cittadini romeni sorpresi a praticare il "gioco delle tre campanelle", denunciati per truffa in concorso ed esercizio di giochi d'azzardo. Uno di loro era già destinatario di un foglio di via obbligatorio, indicando una recidiva o una presenza non autorizzata nel territorio.
L'introduzione di queste "zone rosse" e l'attribuzione dei fenomeni di devianza "prevalentemente a frange di soggetti di giovane età di origine extracomunitaria" da parte della Prefettura hanno suscitato, come spesso accade per misure simili, un ampio dibattito pubblico. Se da un lato l'obiettivo di garantire maggiore sicurezza e decoro in un'area così vitale per la città è largamente condiviso, dall'altro non tutti gli osservatori concordano sull'efficacia a lungo termine di tali provvedimenti. Chi sostiene la misura confida in un effetto deterrente immediato e in un ripristino della legalità, essenziale per il turismo e la qualità della vita urbana. Chi critica la misura, invece, sostiene che le "zone rosse" non risolvano le cause profonde della criminalità e del degrado sociale, ma si limitino a spostare il problema in altre aree, e che l'aumento dei controlli non equivalga a un miglioramento strutturale e duraturo della sicurezza. La sfida, dunque, rimane quella di bilanciare la necessità di interventi immediati per la tutela del patrimonio e dei cittadini con strategie a più ampio respiro per affrontare le radici del degrado e della criminalità, garantendo al contempo il rispetto dei diritti individuali.