A Centocelle apre un rifugio fito-bioclimatico: ulivo, rampicanti e nebulizzatori contro il caldo
In Piazza dei Gerani è stata inaugurata una struttura in acciaio con piante e nebulizzatori. Costa oltre 138.000 euro e si inserisce nel Piano Caldo da 50 milioni.
Mentre Roma affronta una delle estati più torride degli ultimi anni — con notti che, secondo le previsioni del Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, non offrono sollievo significativo — nel quartiere di Centocelle è comparsa una struttura che prova a dare una risposta concreta alle isole di calore urbane. Il 4 agosto 2026, in Piazza dei Gerani, è stato inaugurato quello che il Comune definisce un rifugio fito-bioclimatico: una struttura in acciaio di 9,5 metri per lato e 4,4 metri di altezza, al centro della quale è stato piantato un ulivo. Tutto intorno, rampicanti come glicini, viti americane, viti canadesi e rincospermo cresceranno nel tempo fino a formare una copertura vegetale naturale, affiancati da nebulizzatori d'acqua, sedute in legno e prese elettriche per ricaricare dispositivi o lavorare all'aperto.
Centocelle è stata scelta non a caso. Rientra nel quadrante est della Capitale, uno dei più sofferenti durante le ondate di calore. Il fenomeno delle isole di calore urbane — dove asfalto e cemento sostituiscono la vegetazione, alzando la temperatura dell'aria rispetto alle aree circostanti — colpisce con particolare intensità le periferie orientali di Roma, caratterizzate da minore copertura arborea e tessuto edilizio denso. Il vicino quartiere Alessandrino è considerato tra i più esposti proprio per la carenza di verde e la prevalenza di superfici impermeabili.
L'intervento è costato oltre 138.000 euro, come risulta dal «Programma sperimentale di interventi per l'adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano» promosso dal Ministero dell'Ambiente nel 2021, che ne ha finanziato la realizzazione. La gestione è affidata al Municipio V. Le piante rampicanti, oltre all'ombreggiamento diretto, contribuiranno anche alla riduzione delle polveri sottili e degli inquinanti atmosferici: è uno degli effetti attesi dalla vegetazione urbana che i promotori citano a sostegno della scelta di puntare sul verde vivo piuttosto che su sole strutture artificiali.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha inquadrato l'inaugurazione all'interno del «Piano Caldo» di Roma Capitale, presentato a inizio luglio 2026 e dotato di 50 milioni di euro da spendere in cinque anni su verde urbano, ombreggiamento, depavimentazione, punti acqua e rifugi climatici. «Roma si conferma all'avanguardia nella lotta alle conseguenze del cambiamento climatico», ha detto il sindaco. L'assessora all'Ambiente Sabrina Alfonsi ha sottolineato come alberi e piante possano «dare un contributo importante a ridurre gli impatti del caldo estremo», mentre il presidente del Municipio V, Mauro Caliste, ha parlato di un intervento che «affronta concretamente un'esigenza di uno dei quartieri più caldi della Capitale».
Non tutti, però, sembrano convinti. Alcuni cittadini interpellati nei giorni dell'inaugurazione hanno definito la struttura «inutile» allo stato attuale, giudicandola insufficiente a offrire sollievo durante le ore più torride. Qualcuno ha parlato di «propaganda politica pura», chiedendo invece più fontanelle, più ombra diffusa e nebulizzazioni più frequenti in tutto il quartiere. Voci che segnalano come la distanza tra l'annuncio di un modello e la percezione di chi vive quotidianamente il caldo possa essere significativa, soprattutto quando una singola struttura deve rispondere a un bisogno che riguarda interi rioni.
Il contesto in cui si inserisce questa inaugurazione è quello di un'emergenza stagionale ormai strutturale. Il Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio ha emesso il bollino rosso — livello 3, condizioni di emergenza — per Roma per il 4, 5 e 6 agosto; il 6 agosto, per la prima volta nell'anno, tutte e 27 le città italiane monitorate dal Ministero della Salute hanno registrato contemporaneamente la massima allerta. Le temperature sono previste tra i 36 e i 37°C almeno fino al 14 agosto, con una possibile attenuazione intorno a Ferragosto. A fine giugno, durante la precedente ondata, il Ministero della Salute aveva segnalato un eccesso medio di mortalità del 3% tra gli over 65 nelle principali città monitorate.
Il rifugio di Centocelle si inserisce in una rete cittadina di spazi climatici — luoghi pubblici, aree verdi e strutture accessibili gratuitamente e consultabili tramite mappa digitale — che il Comune sta costruendo parallelamente a interventi di più lungo respiro. Il Municipio V, in particolare, ha avviato con l'Università Sapienza un masterplan denominato Corona Verde di Roma Est, che prevede nuove alberature, parchi e depavimentazione. Sul fronte della ricerca, l'ENEA collabora con l'Università Roma Tre, l'Ecologic Institute di Berlino e PwC Italia a un progetto europeo che ha già individuato 25 soluzioni basate sulla natura per contrastare il caldo estremo, dalle microforeste urbane alle pensiline verdi ai parchi «tascabili».
L'ulivo di Piazza dei Gerani è ancora piccolo. I rampicanti impiegheranno stagioni prima di coprire davvero la struttura. Ma il progetto che Roma sta avviando con questo rifugio fito-bioclimatico punta a rispondere a una domanda che l'estate 2026 pone con crescente urgenza: quanto può fare il verde urbano dove il cemento ha preso il sopravvento?